Sibari, bellezza storica e naturalistica

In provincia di Cassano allo Ionio dove sorge il noto Parco avventura, a pochi chilometri dal golfo di Taranto, troviamo la piccola frazione di Sibari, un gioiello incastonato tra un passato indimenticabile e la sua bellezza naturale attuale.

Sibari è nata verso il termine dell’ottavo secolo a.C., quando alcuni Achei, in viaggio dal Peloponneso attraccarono sulle sue coste, tra i letti del fiume Sibari ed il Crati. Lì iniziarono a costruire la storia che ci arriva fino ai giorni nostri con il suo bagaglio di incredibili reperti (tanti ancora da scoprire) ed anche qualche leggenda. Nell’immaginario collettivo, quello che arriva all’oggi, attraverso la tradizione e le gesta raccontate da fonti letterarie, si parla di una Sibari scomparsa, vittima della sua stessa opulente vita egoistica che, da un giorno all’altro, proprio come il mito di Atlante, venne distrutta per non tornare mai più, nemmeno nelle cronache degli archeologi.

La realtà, ovviamente, è ben diversa dal mito, e le testimonianze arrivate fino a noi ci raccontano di un popolo di che portò il nome di Sibari ad essere conosciuto in tutto il mondo. La “prima città della Magna Grecia”, come verrà ribattezzata. Un agglomerato urbano che poteva contare su non meno di 100.000 abitanti che, sfruttando il facile accesso in mare e le ricchezze del territorio, fecero della provincia di Sibari la più estesa di tutta quella che oggi conosciamo come la regione Calabria. Un predominio che arrivava a lambire ed oltrepassare gli attuali confini a nord del territorio regionale.

Sibari oggi trova la sua storia raccolta nel Parco archeologico di Sibari, uno dei siti archeologici più importanti d’Italia, che ha riportato alla luce, grazie agli scavi risalenti alla fine del diciannovesimo secolo, la storia di questo gioiello del Mediterraneo, ma che ancora molto dovrà attendere per trovare l’”origine del mito”, dato che tali scavi hanno mostrato la sovrapposizione di non due ma di ben tre città successive, in ordine di tempo, all’originale insediamento. Quanto c’è sotto il territorio di Sibari, dunque, merita un approfondimento che, nei prossimi anni, potrebbe stupire turisti ed abitanti. Una storia enorme che val la pena di essere raccontata man mano che viene scoperta.

Ovviamente, Sibari non può essere rappresentata solo dal suo passato, il suo presente, infatti, ci mostra la sua naturale bellezza, resa unica dalle sue ricchezze naturalistiche. Un “must” per chi è appassionato di turismo eco è la Riserva Naturale Regionale di Sibari, un parco di circa 400 ettari che si lascia ammirare sia per la sua flora che per la sua fauna. Muovendosi nella zona palustre, infatti, può capitare di incontrare particolari specie di anguille di fiume, pesci gatto e le meravigliose tartarughe palustri. Il tutto incorniciato in sfondi di tamerici e di caratteristiche specie di papaveri, conosciute come “papaveri cornuti”. Nei periodi delle grandi migrazioni dell’avifauna, inoltre, è possibile perdersi nel “birdwatching” ed ammirare specie di volatili come le garzette e le spatole.

Queste sono solo alcune prerogative che dovrebbero obbligatoriamente spingere il turista a perdersi nelle meraviglie di Sibari. Un luogo riservato ma aperto a tutto il mondo, per la sua storia. Passare qualche giorno tra l’entroterra e lo specchio cristallino del suo mare vi darà una visione di tutto ciò come di una favola. State andando via ma siete già lì, pronti per ritornare nella stupenda Sibari.

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Redazione