Sex and the city: un viaggio chiamato donna

Sex and the city alla riscossa

Sono lontani i tempi in cui la bella Marilyn Monroe faceva svolazzare il suo candido vestito su una griglia di aerazione, facendo capitolare il timido Tom Ewell nel bollente girarrosto della calda estate newyorkese da “cinquanta sfumature di rimorsi”. Sex and the city women: è arrivata l’era del “chi la fa, l’aspetti!”. E così, siamo onorate di darvi il benvenuto negli anni di piombo dei “mariti sull’orlo di una crisi di nervi” che tra cerette, lampade e manicure hanno perso di mira (ma non è solo una questione di “sguardi”!) il loro ancestrale obiettivo da seduttori incalliti. Depauperati dell’ antico mantra che recitava pressappoco così: “i pantaloni, in casa, li porto io!”, i giovani omini satinelle si sono avvalsi del rudimentale “kilt di sopravvivevenza” del risvoltino, chiudendo definitivamente la bottega delle disuguaglianze elettive. Femminismo, dirà qualcuno. Eh , no! La questione è più complessa. In mezzo a tanta femminilità non c’è spazio per gli “ismi”. Tra spasmi, e qualcos’altro, è arrivato il momento di cambiare rotta. Donne: siete pronte? Si parte!

Desperate husbands. La frigida estate dei mariti ai fornelli.

Suocere di tutta Italia: tremate! Le mogli se ne sono andate. Tranquille, forse ritorneranno ma, intanto, potrete assuefarvi della vostra “sbarbuta” prole, in attesa del prossimo treno della liberazione. E mentre i cocchi di mammà si trasformano in uova strapazzate dall’asfissiante atmosfera di un’estate da dimenticare, il caldo sole di Luglio apre le danze al sogno femminile di lunghe ed entusiasmanti notti di mezza estate. Il bollettino metereologico annuncia temperature hot e scandisce il conto alla rovescia di un ritorno su Venere, alla scoperta delle città più sexy del mondo. E se New York è stata la patria del sex and the city della contestazione sessantottina moderna, sappiate che Carrie e le sue disinibite sensual friends sono fuggite altrove. Stiamo per stilare la classifica delle città più sensuali del mondo e, in questo magico ombelico, il cordone di viaggio è made in woman! Quattro mete da ripartire in altrettanti prototipi di sex and the city girls: Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha. E, infine, una romantica oasi di riconciliazione gastronomica che, siamo certi, funzionerà da antiparassitario per suocere e parenti serpenti. Allora: dimmi dove viaggi e ti dirò chi sei!

 

“Ci sono due cose di cui non ne hai mai abbastanza: buone amiche e buone scarpe”. (Carrie Bradshaw)

Io narrante di ogni singolo episodio della fortunata serie televisiva incentrata sugli articoli della rubrica Sex and the city, di cui è redattrice, Carrie Bradshaw è la protagonista indiscussa della saga delle “moderne icone della ribellione”. Un solo aggettivo per descriverla: affascinante. Di una bellezza sfuggente ma carica di personalità, Carrie è una modaiola di professione: che senso avrebbe la vita senza un paio di tacchi a spillo firmati Manolo Blahnik? E così, donne senza età, è arrivato il momento di immergersi nello shopping compulsivo della Londra del colosso Harrods e di planare tra i trampolinici piani del maestoso edificio. Non dimenticando, però, che Londra è l’apoteosi dei mercatini. Qui è facile perdersi tra i negozi di antiquariato: nei pressi di Church Street c’è l’ Alfies Antique Market dove è possibile acquistare di tutto: mobili, gioielli, argenteria, dipinti. Avrete sicuramente l’imbarazzo della scelta. Per recuperare energia e concedersi una breve pausa, non potete farvi mancare un break gastronomico a Borought market, il mercato alimentare più famoso della capitale britannica, dove è possibile trovare cibi prodotti artigianalmente provenienti da tutto il mondo. Ma per tornare a sognare, a spendere e a contrattare non si può snobbare quello che è considerato il mercato più trendy al mondo: Portobello Road, nell’elegantesex and the city quartiere di Notting Hill: sarà un’esperienza indimenticabile! Adesso, però, fashioniste da strapazzo, aguzzate la vista perchè arriva il pezzo forte: Oxford Street, la strada dell’alta moda londinese. Una galleria di vetrine monomarca: Topshop, Marks & Spencer, Miss Selfridge, Denenhams e altro ancora. Parola d’ordine? Sperperare! Londra vi aspetta: lasciate le pantofole ai vostri mariti perchè non c’è niente di più bello che sorridere alla vita dall’alto di un paio di scintillanti tacchi a spillo!

 

“Se prendi i soldi da un uomo gli dai il controllo della tua vita”. (Miranda Hobbes)

 Care Miranda Hobbes moderne: è dura scendere a compromessi per “elemosinare amore” nel triste e misogino pianeta “uomo”. Due le possibilità: diventare sorde, mute e cieche oppure gridare al mondo intero “penso, dunque sono, valgo e ho materia grigia da vendere”. Ergo: l’anello col diamante me lo compro da sola, anche a costo di giocare a solitario per l’intera esistenza!
Se anche voi vi sentite guerriere moderne e inquiete anime borderline, lasciate sguazzare nello stagno le ocheggianti principesse -senza corona- di ieri, casalinghe disperate di domani e spiccate il volo per la meta dei vostri sogni. Destinazione? Coyoacan, patria della Giovanna D’Arco messicana: Frida Kalho. “Sono nata con una rivoluzione. Diciamolo. E’ in quel fuoco che sono nata, pronta all’impeto della rivolta fino al momento di vedere il giorno. Il giorno era cocente. Mi ha infiammato per il resto della mia vita. Da bambina, crepitavo. Da adulta, ero una fiamma.” Fridha, la donna che trasformò la sofferenza in arte rivive tra gli scintillanti colori del Messico che non ti aspetti. E’ qui che le Miranda in carriera potrebbero, per qualche giorno (o anche tutta la vita) arenare ansie e frustazioni da “competizione” ed immergersi nell’accecante paradiso coloniale di una vita che scorre lenta, umana, divina.

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Fridaterapia: è questa la parola chiave per volare, libere nell’universo del diritto, inalienabile, di essere donna. In questa perla latina dai caldi colori dell’eterna estate messicana non c’è spazio per inutili sillogismi esistenziali. A Coyoacan si respira aria di rivoluzione. Una vita dedicata all’arte, all’attivismo politico e culturale: all’interno de La casa azul, museo pullulante di turisti provenienti da tutto il mondo, Frida Kalho rivive  attraverso i suoi dipinti, le sue straordinarie poesie, lo storico letto a baldacchino sormontato dal colossale specchio delle sue brame, alter ego di un percorso artistico che ha immortalato la poliedrica mujer tra i personaggi più rappresentativi dell’arte e della letteratura latinoamericana contemporanea. Donne, è tempo di “mirandare”: buen viaje!

 

“Io credo che avere tutto sia avere qualcuno di speciale con cui dividerlo”. (Charlotte York)

“Vuoi davvero cambiare il tuo uomo? Beh! Sta’ attenta tesoro… Se tiri il filo sbagliato, ti si disfa tutto il maglione.” (Samantha Jones)

charlotte_o_samantha_image_ini_620x465_downonlyCharlotte e Samantha, due donne, due universi agli antipodi delle umane soglie di tollerabilità al femminile. Se appartenete a una di queste tipologie, vi consigliamo di viaggiare insieme: tra diavolo e acquasanta la via crucis potrebbe riservare inaspettati cambiamenti di rotta.
Abbiamo scelto Venezia, città d’arte e d’amore. Un viaggio surreale da percorrere tra le calle della romantica città italiana, nella laguna blu dai lussureggianti tramonti mozzafiato. Una tela d’autore di pittoresche malinconie in cui l’arte bizantina, gotica, rinascimentale e barocca esplodono creando oasi paradisiache inaspettate: capolavori architettonici di inestimabile valore che si fregiano delle firme più autorevoli della storia dell’arte del Bel Paese. Giorgione, Tiziano, il Veronese, il Tintoretto, Jacobo Bassano, Bernando Strozzi, Tiepolo, Canaletto, Pietro Longhi, Francesco Guardi, Marco Ricci, Rosalba Carriera sono solo alcuni dei grandi artisti che, attraverso il loro straordinario contributo, hanno plasmato di storia e nostalgia Venezia, la città più sensuale del mondo, perla d’arte e cultura made in Italy. Non si può restare indifferenti dinanzi alla maestosità del Palazzo Ducale, un tempo sede del Doge: tra arazzi, quadri e soffitti affrescati lo spettacolo è assicurato! Ma la vera attrattiva di questa splendida città d’arte sono le gondole; e i gondolieri, direbbe Samantha.Per deliziare lo sguardo non c’è niente di meglio del Ponte di Rialto. Costruito in legno nel 1181 venne, in seguito, riassemblato in pietra, ad arcata unica, da Antonio da Ponte. Realizzato con due scenografiche rampe inclinate gremite di suggestivi negozietti di souvenirs, il ponte è coperto da un porticato in stile barocco.

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E, restando in tema di alture gravitazionali: che dire del Ponte dei Sospiri? Si narra che l’affascinante Casanova riuscì ad evadere dalle fatiscenti prigioni del “sospirato passaggio”, ultimo lazzaretto di una morte annunciata, a bordo di una scintillante gondola, probabilmente accompagnato da una sensuale e conturbante femme fatale . Tra arte e storia le avventure da sex and the city movie non terminano certo qui. Venezia è, infatti, soprattutto folklore. Cosa sarebbe la “serenissima repubblica marinara” senza il suo celeberrimo Carnevale? Nato per concedere alla popolazione, e in particolare ai ceti più umili, la possibilità di evadere per alcuni giorni dal verismo di una quotidianità fatta di stenti e miseria, oggi il carnevale è diventato uno spettacolare evento turistico. Lussureggianti feste in maschera all’interno dei grandi palazzi veneziani si alternano a pubblici eventi nella panoramica e suggestiva piazza San Marco. Tradizione e modernità rivivono attraverso il palinsesto, ormai consolidato, del Volo della Colombina, rivisitazione contemporanea, datata 2001, del tradizionale Volo dell’Angelo. Dal campanile di San Marco una Colombina in carne ed ossa, vestita con il tradizionale costume da “ballo in maschera”, effettua un volo gravitazionale sovrastando la folla in delirio e raggiungendo vertiginosamente il monumentale palazzo Ducale. Un rondò veneziano da capogiro che, siamo certi, finirà per sedurre le nostre splendide fashion women. Il viaggio termina qui. A questo punto, non ci resta che tornare dai nostri “mariti sull’orlo di una crisi di nostalgia”. Ricordate: la formula afrodisiaca degli spaghetti olio e peperoncino funziona sempre. Desperate husbands, si, proprio voi, mariti disperati: accendete i fornelli perché, stavolta, a bollire in pentola non sarà soltanto la pasta!

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.