Re Salman e la dinastia de “I Miserabili”

“Signori si nasce e io, modestamente, lo nacqui!”

Antonio De Curtis alias Totò, principe della risata e non solo, avrebbe ammonito a suon di “bazzecole e ciofeche” i repentini scivoloni di stile del multimilionario Re Salman, agli onori della cronaca di tutto il mondo per una serie di vicende che, a colpi di gossip, rischiano di trasformare il suo onorato principato in una commedia in stile ”Miseria e Nobiltà”. Se è vero che “signori non si diventa”,

Re S alman - Antonio De Curtis alias Totò avrebbe ammonito a suon di “bazzecole e ciofeche” i repentini scivoloni di stile di re Salman

Antonio De Curtis, in arte Totò

la scaltrezza di un sovrano può, a volte, cambiare le regole di un’intera dinastia. E così, a furia di dubbi amletici, anche re Salman avrà rispolverato un pò di saggezza partenopea pensando che “ a volte è difficile fare la scelta giusta perchè o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame “ (saggio Totò!). E il risultato di queste impegnative considerazioni non si è lasciato attendere.

Il principe ereditario spodestato da un voto

Alla veneranda età di 83 anni Re Salman ha dimostrato di avere ancora fiuto da vendere e i suoi orizzonti mentali sono andati ben al di là degli interessi commerciali legati al petrolio: attraverso la diplomazia dei “pozzi petroliferi” è riuscito a fare scacco matto alle regole di un’intera dinastia che, da tempo immemore, prevede la successione al trono tra fratelli. E così l’impavido Salman ha brindato al nuovo requiem saudita attraverso l’infallibile formula del “ quando il petrolio chiama anche il trono vacilla”. Sedotto dall’harem del dio denaro l’attuale principe ereditario Abdulaziz bin Saud bin Nayef, che al vaglio del Consiglio di Fedeltà è stato spodestato da un voto, in cambio di una posizione di tutto rispetto tra le onoreficenze del ministero degli Interni e il controllo assoluto della provincia orientale (che pullula di pozzi di petrolio)  ha sventolato bandiera bianca. E così salirà al trono il principe

Re S alman - Antonio De Curtis alias Totò avrebbe ammonito a suon di “bazzecole e ciofeche” i repentini scivoloni di stile di re Salman

Mohammed bin Salman Al Sa’ud

saudita Mohammed , figlio del re Salman e attuale ministro della Difesa, noto agli ambienti diplomatici per la sua intraprendenza politica. E’ lui l’artefice delle offensive in Yemen, del blocco del Qatar e della strategica e filantropica politica delle alleanze; come, ad esempio, la pacifica e remunerativa “amicizia” con il presidente americano Donald Trump.

Re Salman e la vacanza da 100 milioni di dollari

A furia di colpi di stato Re Salman avrà pensato bene di concedersi un prepensionamento di tutto rispetto: un colpo di testa da 100 milioni di euro da condividere con qualche ( si fa per dire!) intimo amico. E così l’estate marocchina ha visto approdare a Tangeri 1000 persone, l’equivalente di una popolazione che, dati statistici alla mano, permetterà al prodotto interno lordo del Marocco di lievitare in maniera esponenziale:la folla di assistenti di Sua Maestà equivale, infatti, “all’1,5% di ricchezza dell’economia nazionale marocchina”. Tra Marrakech, Rabat e Casablanca pare siano state messe a disposizione dei suoi illustri ospiti 453 auto di lusso e 900 stanze negli hotel pluristellati del Marocco. Ma a questa folla umana in delirio sembra che Re Salman abbia preferito luoghi meno turistici e così, anche per motivi di sicurezza, l’uomo da 100 milioni di dollari ha ritenuto opportuno rifugiarsi nella sua tenuta estiva di 74 ettari, “che vanta cucine a 5 stelle e una splendida vista sul mare”. Numerose le polemiche, soprattutto da parte dei sudditi. Il re ha scelto di andare in vacanza in un momento di alta tensione nel Golfo, con l’Arabia Saudita in rotta di collisione con il Qatar e i collegamenti a Doha interrotti da giugno. Tra miseria e nobiltà la lunga estate trush continua. “Non vi sono nè cattive erbe nè cattivi uomini: vi sono soltanto cattivi coltivatori” ( da “I Miserabili – V. Hugo).

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.