Un viaggio on the road nel passato di Olbia e dei suoi siti nuragici

Un viaggio on the road nel passato di Olbia e dei suoi siti nuragici

La Sardegna è senza dubbio un’isola ricca di storia e cultura, che ha assistito nei millenni al passaggio di tantissime popolazioni tra cui fenici, greci e romani. Ancora prima dell’arrivo di tutti questi popoli, però, l’isola era abitata dall’autoctona civiltà nuragica (antica civiltà preistorica, propria del luogo, ndr) che, in alcune zone della Sardegna, rimase viva addirittura fino al VI secolo d.C. La civiltà nuragica non ha solo posto le fondamenta per alcune delle tradizioni sarde di oggi, ma ci ha lasciato diversi siti archeologici che possiamo visitare ancora oggi. Scopriamo insieme quelli che sorgono a Olbia.

I siti nuragici a Olbia

Olbia è uno dei centri abitati più famosi e importanti della Sardegna. Vista la sua posizione sul mare, posta nella costa nord-est dell’isola, Olbia si presta infatti ad essere un comodo porto per tutte quelle navi che arrivano dal Nord e dal Centro Italia. L’importanza strategica di Olbia fu riconosciuta anche in passato perché tutte le popolazioni che abitarono la Sardegna passarono anche da qui, lasciando dietro di loro monumenti e testimonianze preziose.

Per questa ragione, sono ben tre i siti di epoca nuragica più famosi di Olbia: il pozzo sacro di Sa Testa, la tomba dei giganti di Mont’e s’Abe e il complesso nuragico Riu Mulinu, detto anche di Cabu Abbas.
Vista la loro posizione, solo il pozzo sacro è raggiungibile direttamente dal centro di Olbia a piedi, se si ha voglia di camminare per un po’ di chilometri, o con i mezzi pubblici. Gli altri due siti richiedono l’utilizzo di un mezzo come una moto o un’automobile. In questo caso è quindi consigliato visitare l’isola con un mezzo di proprietà o noleggiare un’auto a Olbia, magari un mezzo elettrico, più conveniente dal punto di vista economico e sicuramente più ecologico. Approfittando inoltre dei suggerimenti di itinerari, viaggiare on the road in sharing, permette di scoprire la Sardegna come non l’abbiamo mai vista.

Il pozzo sacro e la tomba dei giganti: magica Sardegna

In cosa consistono quindi questi siti archeologici di epoca nuragica?
Il pozzo sacro di Sa Testa sorge vicino al mare e all’area portuale e risale a un periodo che va dal 1200 al 950 a.C., ma rimase in uso fino all’epoca romana. Il pozzo sacro è caratterizzato da una costruzione circolare composta da blocchi di roccia, un ingresso e una pseudocupola. Secondo di studiosi, infatti, i pozzi sacri erano strettamente legati al culto delle acque e sono diffusi in tutta la Sardegna.

La tomba dei giganti risale al II millennio a.C. e rientra in una tradizione megalitica che possiamo trovare in tutta l’isola e che deve il suo nome alle enormi dimensioni di queste tombe. La tomba dei giganti di Olbia è infatti lunga 28 metri e larga 6, ed è stata probabilmente costruita sulla base di una tomba di epoca prenuragica.

Il complesso nuragico di Cabu Abbas, noto anche come Riu Mulinu, sorge sul monte Colbu ed è anch’esso risalente al II millennio a.C. Un tempo molto più imponente, oggi il sito è composto da un nuraghe centrale e da una muraglia e nei suoi pressi sono stati trovati anche una fossa sacrificale e diversi artefatti.

Un viaggio in Sardegna on the road e una visita a Olbia non può essere completa senza un tour dei siti nuragici della città, luoghi che ci permettono di imparare qualcosa di più su questa antica civiltà che ci ha lasciato tante testimonianze da ammirare ancora oggi.

 

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Redazione