Il sole di mezzanotte: fiordi e tramonti norvegesi

“Stava scenedendo di nuovo la notte; il sole si era appena immerso nel mare ed era risorto, rosso, rinfrescato, come se fosse stato giù a bere”.
(Knut Hamsuns – “Pan”, romanzo).

Un bizzaro e affascinante fenomeno astronomico ribattezzato, dagli amanti dei tramonti (o delle albe, dipende dai punti di vista!), il sole di mezzanotte: cielo e terra si fondono in un’abbagliante luce giallo rossastra lambendo, in suggestivi e romantici cortometraggi mozzafiato, gli infiniti e spettacolari arcipelaghi delle isole Svalbard. Un idilliaco spettacolo della natura che si spinge verso il lontano nord, nella terra delle fredde notti estive della Lapponia dei pastori Sami, delle renne

renna e delle grandi contraddizioni.
Quando la terra ruota a un asse inclinato rispetto al sole, che non tramonta mai al di sopra del circolo Polare Artico, regala uno spettacolo di abbagliante bellezza tra i colori di una natura icontaminata caratterizzata da montagne rocciose e pianure costiere in cui le pecore pascolano su terreni ricoperti da alghe. Uno scenario inusuale e straordinario da poter contemplare soprattutto nelle fredde notti estive della Norvegia del Nord, magari facendo un bagno nelle gelide acque illuminate dai suggestivi tramonti.

Longyearbyen, la città in cui è “vietato morire”

Norvegia è sinonimo di spettacolarizzazione ma anche di grandi ed inquietanti contraddizioni. Nell’arcipelago delle isole Svalbard, alla latitudine 78°13, le notti bianche dagli eterei orizzonti del sole di mezzanotte sembrano non cedere mai il passo alle tenebre della notte: visibile 24 ore al giorno, l’eterna luce dell’ estate polare regala temperature da brivido. Dal 19 aprile al 23 agosto il termometro supera i confini dell’umana tollerabilità. Un particolare, questo, tutt’altro che irrilevante, anche da un punto di vista logistico. Nella città di ghiaccio “non c’è via di decomposizione”. Questo insolito ed increscioso fenomeno pare sia dovuto al permafrost: un terreno perennemente ghiacciato, così avverso da negare  persino una morte dignitosa agli abitanti della “città più a nord” del mondo. Questa strana particolarità non ha impedito agli impavidi cittadini di adibire un ristretto lembo di terra a “ossequioso”cimitero,

Il sole di mezzanotte - Un affascinante fenomeno astronomico ribattezzato il sole di mezzanotte, nella suggestiva Norvegia dei fiordi.

Il cimitero di Longyearbyen

anche se, a quanto pare, le ultime salme ricoperte dal glaciale manto di terra risalgono a circa settant’anni fa. Si, perchè un’altra peculiarità di questo piccolo lembo di costa norvegese è che in terra di Longyearbyen è vietato persino nascere. Per tutelare l’incolumità di gestante e nascituro le donne vengono accolte in terraferma tre settimane prima del parto, in strutture attrezzate e sicure. E’ in questa città senza inizio e senza fine che il nostro viaggio dispiega le vele, alla scoperta dell’altra faccia della Norvegia tra le oscure tenebre dell’estate polare.

Dal sole di mezzanotte all’aurora boreale

Da Ottobre a Gennaio il sole non sale mai sopra l’orizzonte e il buio totale domina incontrastato per ventiquattro ore. Alle Svalbard tutto è possibile. Dalle luci dell’alba infinita passando attraverso le perenni notti norvegesi si può anche assistere, con un pizzico di fortuna, alla magia dell’aurora boreale: archi dagli sfavillanti raggi di luci giallo verdognolo regalano una suggestiva policromia che solo lo spettacolo della natura è in grado di offrire.

Niente gatti, solo orsi polari

Paese che vai, usanza che trovi. A Longyearbyen, paradiso del sole di mezzanotte, ne vedrete delle belle. Parola d’ordine: fucile in spalla! Ebbene si. E’ alquanto dura la vita da turista in questa terra ricca di atmosfere, colori e modi di vivere distanti anni luce dalla politica della globalizzazione di massa. Tra natura e flora artica, in questo paradiso polare sono stati banditi i gatti. Un decreto legge proibisce l’accesso dei mansueti felini in terra di Norvegia poichè, a loro avviso, minerebbero la sopravvivenza delle rare varietà di uccelli che popolano la fauna artica. Quindi, spazio ad animali di tutt’altra taglia e docilità: orsi polari, renne, cani husky. E guai a uscire fuori dai confini di Lomgyearbyen! Per strada è facile imbattersi in segnali stradali Il sole di mezzanotte che mettono in guardia sulla probabilità di avvistare orsi bianchi nell’immediata periferia: a Lomyearbyn ci sono circa 3500 esemplari di orsi polari su una popolazione di 2000 abitanti. Dunque,bisogna necessariamente armarsi di fucile in caso di incontri ravvicinati di terzo tipo con il re dell’Artico per antonomasia: l’orso bianco. Il nostro viaggio virtuale termina qui. Ora, non resta che armarsi di coraggio e spirito di avventura ed intraprendere questo lungo viaggio tra i fiordi del sole di mezzanotte. E-dreams ha riservato un’offerta davvero speciale per un lungo week end in questa magica terra: Longyearbyen da 399 euro. Il paradiso polare vi aspetta!

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.