Il Cammino Naturale dei Parchi: 430 chilometri attraverso le aree protette

Chi è interessato a un modo diverso di conoscere il territorio di Roma, del Lazio e dell’Appennino Centrale ha ora a disposizione un nuovo itinerario

Cammino Naturale dei Parchi

Sulla scorta del successo del Cammino di Santiago, percorso ogni anno da centinaia di migliaia di persone, negli anni recenti si sono diffusi anche in Italia gli itinerari per un turismo slow, immersivo e responsabile. Tra tutti il più famoso è senz’altro la Via Francigena, che anno dopo anno vede incrementare camminatori ma anche servizi come ostelli, esercizi convenzionati e punti informativi. Tanto che è divenuto generalmente superfluo, ormai, spiegare che si tratta dell’antico percorso in 79 tappe  dell’arcivescovo Sigerico, da Roma fino a Canterbury, eccetera (per chi non ne sapesse abbastanza, LineaDiretta24 ne ha raccontato vari aspetti,  ad esempio qui).

Un format di successo

Cammino Naturale dei ParchiQuello di mettere in rete paesaggi, borghi, aree protette, culture ed enogastronomia lungo un itinerario a piedi, in bici o a cavallo è ormai un vero e proprio format, il cui successo deve molto all’esistenza un soggetto in grado di coordinarne gli attori. Ideare un concept, tradurlo in un tracciato, connetterlo alla storia e all’immaginario locale, promuoverlo e di pari passo far crescere sul territorio la consapevolezza di comuni, associazioni, ristoratori, aziende agricole e comunità cittadine (che ne riceveranno in affidamento anche la manutenzione) è uno sforzo notevole che in Italia, in presenza di una certa propensione all’individualismo, non sempre riesce bene. Comunque sia, il successo della Francigena ha generato la via Francigena del Sud, che prosegue fino a Brindisi la strada degli antichi pellegrini diretti in Terrasanta (dopodichè si parla di Cammino di Abramo, che proseguirebbe per Grecia, Turchia, Siria e Libano, fino a Gerusalemme). Limitandoci ai cammini che puntano su Roma c’è poi la Via di Francesco, proveniente da Assisi attraverso la Sabina; si innestano sulla Francigena la Via Romea e la Via Amerina; interessa il Lazio anche il Cammino di Benedetto, che collega luoghi e suggestioni del Patrono d’Europa.

Cammino Naturale dei Parchi

Un cammino: come e quando funziona

Come si vede, si tratta spesso di itinerari che ricalcano antiche vie di pellegrinaggio. Non tanto perché chi cammina oggi lo faccia per motivi devozionali (sul Cammino di Santiago, ad esempio, solo un camminatore su cinque lo fa per fede), ma perché un cammino di più giorni -che è cosa ben diversa da un trekking in montagna, per dire- necessita, a livello motivazionale, della combinazione di più elementi: un’idea di meta  dotata di potenza attrattiva, anche solo ideale; una fascinazione storico-culturale; la stratificazione delle immagini generata da chi l’ha percorsa nel tempo, una tradizione letteraria, un’immagine consolidata fatta di consuetudini, racconti, atmosfere condivise. E poi, naturalmente, monumenti, chiese, castelli, borghi legati da un filo conduttore; e servizi, che spesso si appoggiano alla morfologia della presenza umana, fatta di parrocchie, di pro loco, di ristoratori, di relazioni umane e di attori locali motivati. Insomma, una vera e propria opera di intelligenza collettiva, difficile da inventare da zero.

Una nuova sfida

Cammino Naturale dei ParchiEcco perché la comparsa del Cammino Naturale dei Parchi costituisce non l’ennesimo arrivo in un panorama già affollato (e per buona parte, ancora bisognoso di coordinamento e di sostegno); ma una sfida del tutto nuova e originale, e per certi versi anche rischiosa.

L’idea di fondo è quella di un itinerario che, partendo da Roma, metta in fila una serie di aree protette consentendo di fruire di quell’Italia definita ‘minore’, fatta di piccoli borghi e di ridotta pressione antropica, spesso a rischio di spopolamento, le cosiddette  aree interne.  I numeri: 430 chilometri di sentiero da Roma a L’Aquila, 25 tappe per 4 settimane di cammino, 4 parchi regionali attraversati, 2 riserve naturali, un parco nazionale, 2 monumenti naturali e numerosi siti della rete Natura 2000; due regioni interessate. L’idea nasce nel 2016, dichiarato dal Ministro della Cultura Anno Nazionale dei Cammini, si struttura con la legge sui cammini approvata nel 2017 dalla Regione Lazio. L’iniziativa guarda anche all’esperienza del ministero dell’Agricoltura spagnolo, che a partire dal 1993 ha sostenuto e finanziato la riconversione dei tratturi e della viabilità agricola in Caminos Naturales, proprio per sostenere lo sviluppo socioeconomico dell’ambiente rurale.

L’itinerario

Il percorso esce da Roma lungo l’Appia Antica, prosegue attraversando i Castelli Romani per puntare su Palestrina; si sovrappone all’Alta via dei Monti Prenestini per poi attraversare i parchi dei Monti Simbruini, quindi i Lucretili; dopo i laghi del Salto e del Turano entra in ambiente più decisamente appenninico con i Monti della Duchessa fino a Antrodoco; poi da Accumoli sposa la causa del Cammino delle Terre Mutate, itinerario messo a punto per sostenere la rinascita dei luoghi colpiti dal terremoto, e attraverso il parco nazionale del Gran Sasso si conclude su L’Aquila. Il tutto passando per luoghi di grande suggestione culturale come il santuario della Mentorella e i monasteri benedettini di Subiaco, borghi come Camerata Nuova, Castel di Tora, Cittareale, Campotosto, fino alla Basilica aquilana di Santa Maria di Collemaggio, termine del cammino.

Buon Cammino al nuovo cammino

Cammino Naturale dei ParchiÈ vero che arriva in un contesto già piuttosto presidiato, ma forse proprio per questo il Cammino Naturale dei Parchi si potrà avvalere di esperienze e strumenti –buone pratiche, come si dice- già consolidate. La domanda di itinerari slow è in continua crescita ed è ormai chiaro che il loro successo risiede da un lato in un profondo coinvolgimento dei territori, i cui attori devono essere motivati a strutturare un’adeguata offerta di servizi; dall’altro, in una promozione centralizzata che sappia parallelamente far crescere la domanda. Se si suscita un’aspettativa nel territorio, con ristoranti e strutture ricettive che poi restano vuoti, si genera un effetto delusione degli stakeholders che sarà poi difficile recuperare; se si porta l’utenza sul cammino e questa non troverà un’offerta e un’organizzazione adeguate, si verificherà quel danno di immagine che sancirà il fallimento del prodotto turistico.

Il Cammino Naturale dei Parchi ha una guida cartacea, un sito web (camminonaturaledeiparchi.it) e mutua dai cammini di pellegrinaggio il meccanismo della credenziale, da timbrare a ogni tappa (e che potrebbe essere usata come card per usufruire di sconti e facilitazioni, come avviene sulla Francigena). Forse l’assenza di una dimensione storica consolidata suggerisce di sviluppare di più l’aspetto motivazionale; di sicuro la sua novità comporterà un lavoro aggiuntivo nel diffondere l’opportunità che rappresenta per il territorio, che ad oggi non è ancora strutturato (e che per lo più non la conosce). Ma ora che esiste un percorso, di certo vale la pena che ne raccolgano la sfida comunità, operatori, attori locali e decisori pubblici. E naturalmente camminatori, viandanti, viaggiatori, cercatori di cose.

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Sergio Celestino

Sergio Celestino è nato a Torino da qualche anno. E' cresciuto al mare, ma anche a Seattle, Brugge, Anversa e Firenze; ora vive nei pressi di un'antica città etrusca, vicino Roma, e non ha gatti. Viaggia con lo zaino per tenere mente aperta e braccia libere, dice. Da piccolo era biondo ma ora è architetto; tuttora del capricorno, è a tempo pieno camminatore e luogologo.