I blogtours e la promozione del territorio.

Negl’ultimi anni il fenomeno dei BlogTours ha visto un esponenziale incremento, ma cosa sono i BlogTours? Tutto nasce dall’equiparazione nel corso degl’anni, dei giornalisti di viaggio e i bloggers di viaggi. I primi regolamentati da codici e contratti, i secondi più “veraci“, figli di una maggiore accessibilità al web e agli strumenti di pubblicazione online.

 Con investimenti a volte di pochi spiccioli altri di qualche centinaia di euro, appassionati di viaggi oggi sono in grado di realizzare il proprio blog e raccontare delle loro esperienze, diventando spesso noti anche ad un ampio pubblico. Questa loro visibilità acquisita online, gli permette di ricevere inviti da parte di enti di promozione del turismo, catene alberghiere e altri soggetti operativi nel travel. I BlogTours si inseriscono esattamente in questo filone: gruppi di TravelBloggers vengono invitati a partecipare ad un itinerario di scoperta di un territorio.

Il Italia il fenomeno è in continua espansione, i BlogTours – ma anche l’invito di TravelBloggers direttamente presso strutture ricettive – sono divenuti una delle strategie di valorizzazione che più spesso vengono adottate per dare visibilità online ai committenti. Tutto molto bello, ma…

Facciamo qualche passo indietro: Tripadvisor.

Tripadvisor ha avuto un incredibile boom dal punto di vista delle consultazioni online, secondo alcuni è la “Wikipedia del turismo”, ma dietro si nascondono dinamiche non sempre limpide. Non è raro infatti leggere e scoprire di commenti falsi commissionati da ristoratori per screditare il competitor diretto, oppure ancora più singolare la presenza di ristoranti che nella realtà non sono mai esistiti ma con ottimi commenti da parte di buontemponi. Apparire migliori di quello che si è fa parte della natura umana e perchè non dovrebbe ripercuotersi sulla presenza online delle aziende ricettive?

Un ente di promozione turistica o una catena alberghiera che invita un Travel Blogger o un giornalista, è disposto alla recensione vera e concreta della propria esperienza, oppure invitare rischia di assomigliare molto a “comprare”? La discussione sul tema è molto profonda in rete, non appare direttamente ma è il pensiero che spesso gli addetti ai lavori avvertono e rapidamente cancellano.

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Alessandro Giagnoli

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