I colori di Fez, la perla del Marocco

C’è una terra, non molto lontana, che dipinge e che si è dipinta dei colori dell’universo: è Fez, una delle culle della cultura orientale, manifesto di tutta la complessità che si porta dietro una città dalla storia segnata, tortuosa come le sue strade strette e dai contorni colorati dalle grandi vasche dei suoi tintori. 

Fes (o Fez): la città santa del Marocco

Fès, detta anche semplicemente Fes o Fez, è un lembo di terra incastonato all’interno di una fertile valle tra le colline del Maghreb. Questa località racchiude l’essenza e l’identità del Marocco: è la più antica delle quattro città imperiali ( Marrakech, Rabat, Meknès e Fez); la sua fondazione risale al 789 e viene attribuita ad un discendente di Maometto dal nome Idris Ibn Idris che fondò la dinastia degli idrisiti dell’attuale Marocco. Tra il 1170 e il 1180, sotto la dinastia degli Almohadi, Fez divenne per un periodo la città più grande del mondo con ben 200.000 abitanti, poco dopo, precisamente nel 1276, scalzò Marrakech dal ruolo di capitale. Nello stesso anno il sultano Abū Yūsuf Yaʿqūb avviò la costruzione di  Fès el-Jedid (Fès la Nuova).

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Questa distinzione tra la Città vecchia e la Città nuova si può vedere ancora oggi nelle peculiarità che contraddistinguono le due parti del paese: Fès el-Bali, la parte più antica, è irrorata da oltre 9 mila stradine che accolgono i mercanti che trasportano ancora le merci sul dorso degli asini. Fès el-Jedid, la parte “nuova” costruita a partire dal 1200, accoglie la stazione, il Palazzo Reale ed il quartiere ebraico costruito agli inizi del XV sec. Nella parte sud della Città Nuova, a La Ville Nouvelle, si possono trovare diversi ristoranti, bar e caffè; mentre se ci si sposta a Fès el-Bali si possono trovare solo pochi locali, nella zona della Medina, che restano aperti principalmente per pranzo. Ed è proprio la Medina -nome con cui gli europei indicano la parte antica delle città arabe- la zona di maggior interesse e fascino di Fez; le strade sono così strette da costringere i passanti a schiacciarsi contro i muri per far passare i mercanti che trasportano le merci in groppa ai loro asini, e le stesse vette si intrecciano in maniera così fitta che è consigliabile addentrarvici con una guida. I mercati espongono merci di ogni tipo e le botteghe sono il polmone che fa restare in vita i mestieri antichi più disparati.

I colori dell’artigianato di Fez

 

fezL’artigianato a Fez occupa un ruolo molto importante e permette a tecniche secolari di restare in vita: vengono lavorati piatti di rame, le ceramiche blu, il legno proveniente dalla foresta dei cedri e le pelli. Il quartiere dei conciatori è uno dei più caratteristici, sia per il panorama che offre che per l’odore molto forte che resta sicuramente impresso nella mente. Le concerie di pelli sono nate con la nascita di Fez, infatti secondo la tradizione è stato il fondatore della città a costruirle. Il panorama che offre il souk dei tintori è sicuramente così peculiare da rendere Fez unica nel suo genere: gli artigiani intingono e colorano le palli in grandi vasche circolari scavate nel suolo, la visione che si ha dall’alto è quella di un quadro impressionista incastonato nella monocromaticità del resto della città.

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I bagni della concia delle pelli emanano un odore estremamente acre, difficile da sopportare se non vi si è abituati, infatti ai turisti viene dato un rametto di menta da tenere a portata di mano. Pelli di cammello, mucca, capra e pecora vengono lavorate e poi immerse nelle vasche dove una volta “galleggiavano” solo coloranti naturali come il papavero, la curcuma, il melograno o lo zafferano; oggi anche questo angolo di artigianato e di antichità è stato intaccato in piccola parte dalla modernità con l’arrivo dei coloranti chimici. I tintori si immergono con le gambe insieme alle pelli nelle vasche e poi le stendono per farle asciugare; per renderle più morbide viene utilizzata urina di mucca e feci di piccione che contribuiscono a rendere acre l’odore nella zona delle concerie. Dopo la colorazione il destino delle pelli è quello di salire in groppa ai muli che le porteranno da diversi artigiani, questi le faranno diventare borse e altri oggetti che si possono trovare nei mercati della Medina.

L’uomo con le proprie mani è sempre stato un grande costruttore e un grande distruttore allo stesso tempo, in luoghi come Fez si può ancora godere di ciò che le mani dell’uomo possono realizzare quando suonano in armonia con la natura.

 

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Amira Abdel Shahid Ahmed Ibrahim

Amira Abd El Shahid Ahmed Ibrahim è nata a Roma, nonostante il nome che sembra uscito da un documentario di Super Quark e il cognome così lungo da convincere il funzionario dell’anagrafe a cambiare mestiere il giorno in cui è venuta alla luce possano depistare circa il suo luogo di nascita. Nata sotto il segno dei pesci è una meticcia: metà del sangue che le scorre nelle vene è arabo. Condivide la sua dimora con due gatti grassi, predilige alla maggior parte delle persone i quadrupedi che non hanno il dono della parola, ma all’occorrenza si adatta a interagire con il genere umano. Dopo la cucina, arte nella quale si diletta spesso per rendere chi la circonda una persona più felice e formosa (perché grasso è bello o perlomeno simpatico) e l’arricciarsi i capelli Amira ha anche degli hobbies che implicano l’uso del suo quoziente intellettivo come: leggere e scrivere. Due funzioni di elementare apprendimento che lei svolge con grande passione. Collabora con il quotidiano on-line Lineadiretta24 nella sezione Gossip e Tv dal novembre 2013. Leggermente sindacalista dentro odia le ingiustizie che “affollano” il mondo. Conta di cambiare il mondo un giorno, o di conquistarlo.