Bla Bla Car: viaggiare in community

“I viaggi sono i viaggiatori”.

(Fernando Pessoa)

Si chiama Bla Bla Car l’ultima frontiera del viaggiare low cost: in un solo click il viaggio è servito; insieme ad una chiassosa compagnia di viaggiatori con i quali condividere i noiosi tragitti del tram tram quotidiano. Una moda che, negli ultimi tempi, si è rivelata davvero molto utile per il portafogli e soprattutto come rimedio antistress. Se anche tu ami viaggiare in compagnia e sei a corto di soldi, sei sulla piattaforma giusta: la bla bla car manìa è già in viaggio; basta solo prenotare la prossima fermata!

Turista fai da te? Bla bla bla car!

In tempo di crisi l’ultima “conquista” del viaggio intelligente fa sosta sulla piattaforma del “no money, no problem”: un duro colpo per i surclassati trasporti pubblici che rischiano il rosso fuoco della riserva passeggeri perché, a quanto pare, le bla bla car stanno andando a tutto gas!
Nell’era degli “internettologi demodè” questa nuova forma del “viaggio fai da te” fa davvero tendenza e sembra aver soppiantato il caro vecchio autostop perchè, oggi, l’avventura ha il marchio della sicurezza certificata AXA.
Siamo entrati all’interno dell’App delle meraviglie per provare il brivido di una prenotazione a lungo raggio : un bla bla car tour a San Gimignano, il suggestivo borgo toscano dipinto dai caldi colori di un autunno tutto “da viaggiare”. E così, in un click, blablacar.it apre il sipario alle colorate atmosfere della compagnia di viaggiatori più trendy dell’anno. Pochi passaggi – o un semplice touch sull’icona di facebook- ed il gioco è fatto! Poi basta inserire città di partenza, destinazione, data e orario e bla bla car si mette subito in moto. All’interno della community ci si può sbizzarrire a suon di sms, profili da personalizzare con foto e informazioni che, a volte, vanno ben oltre gli interessi di viaggio. Ebbene sì, il nostro è stato un tour dal finale galeotto: stavolta ne leggerete delle belle!

San Gimignano mon amour

Prenotazione effettuata: Roma – San Gimignano euro 10,00. Il primo passeggero è Marco, studente romano di 25 anni, appassionato di cabriolet d’epoca, film d’autore e romanticherie. E’ proprio lui che, a sorpresa, ci riserva un indimenticabile tour nell’interland toscano; un viaggio che si perde all’interno delle mura storiche di uno dei borghi più suggestivi d’Italia: San Gimignano.bla bla carEcco l’ambizioso programma, dal palinsesto duttile e flessibile che, a furia di colpi di scena, si è tradotto in un rocambolesco lungometraggio di avventure. Un insolito quartetto da” bla bla car-toon” ha dato vita ad un surreale puzzle anni 80, in perfetto stile Herbie super maggiolino; perchè -nei pressi della stazione Tiburtina di Roma- ad attenderci c’era il candore di uno scintillante maggiolone decappottabile, in procinto di decollare su strade ed autostrade alla conquista della Toscana delle meraviglie. Un viaggio immune a orari, percorsi e “scalette” da rincorrere, che si è tradotto in una full immersion tra le distese rosso arancio delle campagne senesi -tra tappeti di foglie dai malinconici cromatismi autunnali- cornice perfetta per una meta che, da subito, ha preannunciato romantici colpi di scena.

bla bla carDi fronte agli occhi attoniti di 4 passeggeri a bordo di una cabriolet, San Gimignano non ha lasciato adito a commenti; superflui rispetto allo stupore di una geometria pittorica quasi perfetta nel compito ed abile gioco di artifizi architettonici, in sintonia quasi estatica con la variopinta stagione autunnale. Via francigena di transumanze passate, l’antico borgo di San Gimignano è un’eplosione d’arte e di capolavori architettonici che, dalle antiche mura, si prolungano  sugli storici tragitti delle sue monumentali torri: 72 “minareti medioevali” che il tempo ha prosciugato nella memoria di storiche fortezze di cui, tuttavia, l’antico borgo riesce -attraverso l’amore per l’arte- a conservare  piccoli ginecei architettonici. Sedici delle ottantadue torri sembrano oggi resistere all’usura delle lunghe intemperie della storia: tra tutte, primeggia la Torre Rognosa -la più antica- seguita dalla vertiginosa Torre del Podestà, nota a tutti con il popolare pseudonimo di Torre Grossa. Un’apoteosi ornamentale di piccoli castelli gravitazionali che fanno da cornice a San Gimignano, la Manhattan italiana del Medioevo, scrigno d’arte e cultura nel cuore di un centro storico che pullula di antichi saperi territoriali; gloriosi tratturi che, nel corso dei secoli, hanno visto sfilare sugli impervi tracciati mendicanti, commercianti ed illustri sovrani tra cui spicca la figura di Sigerico, arcivescovo di Canterbury, che si addentrò in questo lungo percorso che da Roma apriva la strada all’ Inghilterra. In questa terra etrusca baciata dalla storia il nostro viaggio procede nel cuore della città ai piedi del Duomo di San Gimignano: la Basilica collegiata di Santa Maria Assunta. bla bla car

Situata nella parte occidentale della piazza, questo capolavoro di arte ed architettura romanica troneggia come un’antico castello, dall’alto di un’ imponente e fluttuosa scalinata. All’interno della solida e monumentale struttura a tre navate, l’arte trecentesca ci rapisce attraverso la policromia di capolavori vergini, mai restaurati, che il tempo sembra non aver minimamente scalfito; nonostante la follia dei bombardamenti che, nel corso della seconda guerra mondiale,  hanno messo a “ferro e fuoco” gran parte del patrimonio artistico dell’antica città. Lungo la navata sinistra della basilica il Vecchio Testamento apre le pagine ad un intero ciclo di affreschi, che Bartolo di Fredi ha realizzato nel 1367. Tra le rappresentazioni più sublimi dell’antico testo sacro la Creazione del Mondo, la costruzione dell’Arca di Noè e l’Attraversamento del Mar Rosso meritano una particolare menzione. La navata destra è, invece, teatro rappresentativo di scene estrapolate dal Nuovo Testamento. Celebre l’affresco dell’ Ultima Cena o quello della Crocifissione e Resurrezione di Cristo. Dichiarato dall’UNESCO  Patrimonio dell’Umanità, oggi San Gimignano costituisce una delle mete più ambite del turismo legato alla kermesse artistica della Regione Toscana. Il nostro tour dal malinconico sapore autunnale è giunto, purtroppo, al capolinea. La formula bla bla car tour, però, è destinata a lasciare il segno: ai piedi della chilometrica scalinata, Marco si improvvisa in una delle dichiarazioni d’amore più stucchevoli del nuovo millennio. E così, anche le foglie d’autunno si tingono di splendidi fiori d’arancio.

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.