Bimbi e vacanze: puffiamo un viaggio?

Il bambino non è un adulto in miniatura” (J. Piaget)

 

Nell’era dell’adultocentrismo vogliamo spezzare una lancia a favore del bambino e della pedagogia del viaggiare. Dopo un anno da guinness dei primati trascorso tra banchi di scuola, levatacce mattutine, compiti a casa e dribbling in palestra, il popolo degli infanti rivendica il diritto alle meritate vacanze estive. E così, per dar voce a chi, anche a causa della statura da “due mele o poco più”, spesso voce in capitolo non ne ha, abbiamo creato un itinerario ad hoc per far morire di invidia maestri, professori e genitori. Bambini: siete pronti? Si puffa!

Il blu dipinto di blu delle case di Juzcar: benvenuti nel pueblo de los pitufo, il villaggio dei puffi.

 

Siamo nel sud della Spagna, in Andalucia, terra di corride, tori, flamenco e pueblos blancos : 1500 villaggi color bianco latte distribuiti lungo tutta la soleggiata regione iberica. Ma, dal 2011, sembra che la pozione di Gargamella abbia avuto un effetto devastante su uno degli immacolati pueblos andalusi che, nel giro di poche ore, si è letteralmente trasformato in una magica oasi blu “riparata dalla selva, dal deserto , dai monti e dal mar”. Gli stessi abitanti di Juzcar si sono plasmati ad immagine e somiglianza degli strani ometti blu diventando i protagonisti del nuovo tormentone cinematografico spagnolo: un lungometraggio girato a Juzcar e promosso dalla Sony, intitolato “ I puffi in 3D”, che ha catapultato un intero villaggio -175 immobili per l’esattezza- in 5000 litri di pittura color “puffo”.

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Una puffata da record per i 221 cittadini del piccolo pueblo che, nel giro di poche settimane, hanno raggiunto la soglia degli 80.000 visitatori. Nessuno ci conosceva, ora siamo noti in tutto il mondo” – afferma David Fernandez, sindaco di Juzcar, ribattezzato Grande Puffo. Una “birbata” che Gargamella rivendica a spada tratta attraverso un coloratissimo murales che lo vede protagonista, insieme al suo diabolico gatto, di una delle principali calles del grazioso borgo. All’ingresso del villaggio una monumentale Puffetta, ambasciatrice ufficiale dei “bienvenidos al pueblo de los pitufos”, accoglie il lillipuziano popolo dei puffologi.  Una favola blu dal sapore andaluso divenuta realtà grazie al tubero per antonomasia: il fungo. E infatti, son “case buffe assai” i funghi di Juzcar: in questo piccolo e nascosto paesino andaluso ve ne sono circa 150 varietà differenti. Tra funghi commestibili e non, il villaggio dei puffi non ha nulla da invidiare alla fortunata serie televisiva anni 80, diventata il cult di vecchie e nuove generazioni di puffonautici. Dal lontano 2011 ad oggi, nulla sembra essere cambiato: a Juzcar ogni angolo della città è tuttora allestito a misura di puffo: dalle colorate dimore a forma di fungo, ai profumatissimi patios all’interno dei quali brulicano floreali maioliche decorate con gli strani personaggi di puffolandia, fino ai numerosi eventi da “set cinematografico” organizzati dagli esuberanti abitanti del villaggio blu. Un viaggio fantastico che, siamo certi, entusiasmerà i nostalgici fanciulli di ieri e le odierne generazioni di cinefili “ tridimensionali”.

 

 

Bimbi in vacanza alla scoperta dei luoghi di Pippi calzelunghe

bimbi e vacanze

Attraverso le pagine di Astrid Lindgre, il paese dei balocchi della fantasia si sposta in Svezia sulle tracce di una bimba prodigio il cui “nome fa un pò ridere”

Accanto a questi successi mediatici di tutto rispetto c’è, tuttavia, un filone classico della letteratura per l’infanzia che sembra resistere, culturalmente e “populisticamente”, alle nuove avanguardie ibrido-virtuali. Attraverso le pagine di Astrid Lindgre, il paese dei balocchi della fantasia si sposta in Svezia sulle tracce di una bimba prodigio il cui “nome fa un pò ridere”; una wondergirl d’autore che trascorre il suo tempo con “una scimmietta, un cavallo bianco ed un topo che tutto il suo formaggio si vuol mangiar”: stiamo parlando di Pippi calzelunghe. Siamo a Vimmerby, all’interno dell’Astrid Lindgrens Varld, il grande parco cinematografico in cui sono state girate le scene più entusiasmanti, e grottesche, della fortunata serie televisiva datata inizio anni ‘70.

Ad accogliere i visitatori, imponente, la celeberrima Villa Villacolle, teatro magico di straordinarie e prodigiose performance di una delle più popolari beniamine della narrativa per ragazzi. Capelli rosso carota e trecce che sfidano la legge di gravità: Pippi calzelunghe a Vimmerby è una vera star. E’ proprio qui che la lentigginosa protagonista di rocambolesche avventure, sospese tra realtà e immaginario fantastico, si cimenta in acrobatici virtuosismi da paladina del diritto all’infanzia. In questo surreale set cinematografico non manca proprio nulla: dalla nave dei pirati ai personaggi più stravaganti resi celebri dalla popolare serie televisiva. La bimba prodigio e i suoi colleghi attori allietano grandi e piccini attraverso giochi, scherzetti, intervallati da pieces teatrali che non hanno nulla da invidiare alla popolare serie televisiva che ha consacrato la scrittrice Astrid Lingre come protagonista indiscussa di un capolavoro letterario senza precedenti. Gli spettacoli iniziano alle 10,00 e terminano intorno alle 17,30.

Una vacanza preistorica nel Benevento

bimbi e viaggi

Bimbi e vacanze . Il Dino Park campano ci proietta in atmosfere Jurassichiane da brivido caldo.

Per concludere questo viaggio nell’immaginario fantastico ci lanciamo nel mondo della preistoria alla scoperta dell’ Italia del divertimento. A San Lorenzello, in provincia di Benevento, il tempo sembra essersi fermato a milioni di anni fa. Tra Titannosauri, Velociraptor e altre tredici riproduzioni di dinosauri in vetroresina, realizzate a grandezza naturale, il Dino Park campano ci proietta in atmosfere Jurassichiane da brivido caldo.
Aree pic nic all’interno di un’oasi naturalistica di straordinaria bellezza e una nuova struttura, dall’accattivante e cinematografico restyling, coniugano divertimento e didattica in un percorso tematico di un viaggio a ritroso nel tempo. Il parco, dotato di una grande sala multimediale, è aperto tutti i giorni, dal martedì al sabato ( per info: info@jurassicpark.it).
La nostra avventura termina qui. Tra branchiosauri, alliosauri, brontoloni, eteree puffette di malinconiche nostalgie il pensiero va ai bambini di ieri e ai genitori di domani: “bisogna lasciare i papà liberi di navigare da soli per le acque dei mari, l’importante è che stiano bene. Non esiste cielo, terra o mare capace di dividere un genitore dal proprio figlio, e viceversa” (Pippicalzelunghe).

 

 

 

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.