Le pagelle della semifinale di MasterChef Italia 7

Continua il nostro viaggio nella cucina televisiva più famosa d’Italia. Siamo finalmente giunti alla semifinale di MasterChef Italia 7. Durante la Mistery i concorrenti si sono cimentati con degli impiattamenti creativi, il più bravo è stato Simone che ha goduto di forti vantaggi nell’Invention. Invention fatale per Denise, prima eliminata di puntata. Dopo l’esterna in un ristorante tre stelle Michelin, Davide è uscito in un serrato duello finale con Simone. Ecco i voti a quanto andato in onda giovedì sera:

VOTO 10: LO CHEF DEL RISTORANTE STELLATO – L’esterna di questa semifinale di MasterChef Italia 7, ambientata nel Frau Blucher (ihhhhhh) Hotel, è servita sopratutto a far sbavare gran parte del pubblico femminile a casa e, quando dico sbavare, non intendo per i piatti. Lo Chef stellato, executive dell’impronunciabile ristorante, tocca dirlo, era un gran tocco di manzo, roba da fiera bovina per intenderci. Noi altri, invece, non dotati di estrogeni da smuovere, ogni volta che ammiriamo la truppa di MasterChef fare visita ad un ristorante stellato, ci rendiamo conto della differenza che passa tra un cuoco vero e un cuoco amatoriale. Velocità, pulizia, velocità, tecnica, velocità, precisione sono solo alcune delle cose richieste in un mestiere che è tutt’altro che divertimento. “SEI VELOCE COME MIA NONNA” – CIT.

Semifinale di MasterChef Italia 7

Frau Blucher (ihhhhhh)

VOTO 9: L’ACCANIMENTO DI JOE CONTRO SIMONE – Simone, in una scala di tenerezza che va da “buche di Roma” a “pinguini di Madagascar” è decisamente carino e coccoloso. Non mi spiego dunque come faccia quel sadico di Joe Bastianich ad accanirsi sempre contro di lui. Ormai, ogni volta che lo presenta a chicchessia, da Chef Caminada a Mick Jagger, dal Papa a Bruce Willis, la frase di rito è sempre la stessa: “Simone vive da solo con il cane, non ha amici, non esce ed è un po’ sfigato”, e giù risate. Ogni volta che si parla di qualsiasi cosa al di fuori dalle Marche, non perde occasione per fargli notare quanto lui non abbia viaggiato. Bravo Joe, ci piaci così, hai mai pensato di darti alla psicologia? Ti vedrei bene in un centro di sostegno. “TU DEVI USCIRE DA QUEL CAZZO DI CASA” – CIT.

VOTO 8: LA PLATESSA DELLA SETTIMANA – Esistono pochissimi cibi che una persona normo dotata potrebbe accettare di mangiare per una settimana consecutiva. Sicuramente la pasta, forse la pizza, ma certamente non la platessa. Eppure bisogna dare atto a Davide e Simone di aver tirato fuori una serie di piatti davvero interessanti. Ora, non dico che li avremmo mangiati proprio tutti i giorni, però sono andati molto meglio di quanto si potesse immaginare. L’idea della vaso cottura poi, è stata davvero la ciliegina sulla torta di una prova riuscita come poche altre. Bravissimo Simone a guadagnarsi una meritata finale e bravo Davide ad uscire a testa alta. MA UNA SETTIMANA DI PLATESSA ANCHE NO

VOTO 7: DENISE COME MACGYVER – Cucinare senza verdure. Cucinare senza acqua. Cucinare senza mani. Cucinare senza cucina. Ecco un piccolo estratto delle limitazioni imposte alla povera Denise nell’invention di questa semifinale di MasterChef Italia 7 che l’ha mandata a casa senza ritirare nemmeno le ventimila lire dal via. Lei, praticamente, non ha fatto una prova di cucina, ma una prova di sopravvivenza. Più che Denise sembrava MacGyver. L’abbiamo vista distillare l’acqua usando il vapore ricavato dalla cottura di un alimento sfruttando il principio fisico della condensazione come se fosse Antani. Una supercazzola insomma. Ha presentato un piatto che, da casa, non sembrava nemmeno così tremendo e che anzi avremmo mangiato tutta la vita rispetto alla zucchina ripiena di Davide, che sembrava uscita da un film horror di Romero. I giudici (vedi voto 2) però non sono stati del nostro stesso avviso. CIAO DENISE, SALUTACI DAVIDE

VOTO 6: LO SGUARDO DELLA KLUGMANN – Istruzioni per l’uso. Stampate questa foto in formato 80×60. Appendetela davanti alla vostra scrivania, al vostro ufficio, alla vostra porta di casa, al bagno. Ogni volta che non avete voglia di fare qualcosa, che avete bisogno di una spinta motivazionale, guardatela e rabbrividite. Non volete andare in palestra? Guardate la Klugmann. Non volete uscire perché fa freddo e piove? Lei vi osserva. Non volete andare al matrimonio di cugina Concettina? Lei vi giudica. La vostra vita cambierà radicalmente. Altro che chiacchiere, altro che musica New Age, altro che filosofie orientali. Non siete convinti di queste pagelle? PROVATE A DIRLO A LEI

Semifinale di MasterChef Italia 7

Ho paura anche a commentarla

VOTO 5: SVUOTARE LA SOFFITTA E FARLO PASSARE PER L’INVENTION – Cara produzione di Sky, non ci siamo proprio. Diteci la verità, chi doveva svuotare la soffitta? Cannavacciuolo? Bastianich? Si perché buttare lì un po’ di cianfrusaglie, tipo acquari, mattoni, maschere, cazzuole, gonfiabili, macchinette del caffè e quant’altro e chiamarlo invention test ci sembra un pelino fantasioso. La prova era più affine ad Art Attack che a MasterChef, e l’unico che si è davvero salvato è stato Simone, alias BOB L’AGGIUSTATUTTO

Semifinale di MasterChef Italia 7

Simone l’aggiustatutto

 

VOTO 4: LA CREMA DI ALBERTO – A MasterChef funziona così: ci sono delle prove dove ti danno 10 ingredienti assolutamente non conciliabili tra loro e tu devi tirarci fuori un piatto. Tipo Bistecca di cavallo, caviale, farina, uova, funghi porcini, rame, benzina, rum, due euro. Poi arriva il concorrente “svelto” che fa una crema con 4/5 ingredienti assieme (tipo Alberto) e ci mette sopra l’unico ingrediente pregiato. Quindi ecco a voi le capesante (cotte male) su crema di ceci / aglio nero / limone / finocchio / altri ingredienti random. Simone, che invece cuoce alla perfezione la bistecca, prepara un perfetto uovo, si sforza di usare tutti gli ingredienti, viene mandato al duello finale. Il senso di tutto questo mi sfugge, ma MAGARI SONO IO CHE NON CI ARRIVO

VOTO 3: IL FUOCO AMICO – Nei videogiochi di guerra, quando si spara contro i concorrenti della propria squadra, il gioco mostra un avviso: “Non sarà più tollerato il fuoco amico“. Più o meno la scritta che doveva essere mostrata ieri a Simone quando decideva di fare fuori la sua amica del cuore Denise. Pensava di darle delle limitazioni di poco conto, invece l’ha obbligata ad una prova di rara difficoltà. L’unico motivo per il quale nessuno si è arrabbiato è che alla fine lui era più abbattuto di Denise, e Denise era troppo buona e affezionata a Simone per tirargli il brasato. COLPITA A TRADIMENTO

VOTO 2: LE ELIMINAZIONI MISTERIOSE – Io getto la spugna, dichiaro ufficialmente di non aver capito in base a cosa i concorrenti vengano eliminati o salvati. Alcune volte, si tiene conto di tutto un “percorso“, in genere quando un concorrente ritenuto forte/figo/popolare fa una porcheria. Altre volte si mandano a casa persone al primo sbaglio. Alcune volte si tiene in gara chi “dimostra di tenerci di più”, altre volte no. Nella prima eliminazione di questa semifinale di MasterChef Italia 7 bisognava scegliere se mandare a casa Davide, reo di aver cucinato un’imbarazzante zucchina ripiena, o Denise che aveva fatto dei ravioli non propriamente esaltanti. Ebbene, io non ho davvero capito cosa abbia fatto pendere la bilancia sulla salvezza di Davide. Non la tenacia, non il percorso, né il piatto. Resta la sensazione che i concorrenti vadano e vengano secondo un preciso schema che poco ha a che vedere con la cucina e con il talento. UN GROSSO MAH

VOTO 1: IL RISOTTO “VIA DI MEZZO” – Se lo guardo della Klugmann per certi versi ha ricordato quello di Jack Nicholson in Shining, non è stato da meno quello lanciato da Barbieri ad Alberto sugli innovativi metodi per fare il risotto del micologo. Alla domanda se lo avrebbe fatto mantecato o all’onda, la risposta “una vita di mezzo” ha quasi ucciso lo chef stellato che ha fulminato Alberto. Per un istante ho pensato che Bruno diventasse verde, grosso e cattivo, strappando il suo completo alla moda e lanciando il concorrente fuori dagli studi della semifinale di MasterChef Italia 7. Per fortuna la crisi è rientrata e alla fine Alberto si è piazzato anche tra i migliori. TUTTO BENE QUEL CHE FINISCE BENE

VOTO 0: IL PIANTO PRIMA DELLA PROVA – Doverosa premessa: secondo il sottoscritto Kateryna sarà la prima MasterChef italiana multiculturale. Lei è carinissima, molto dolce, brava tecnicamente, un personaggio televisivo perfetto e un’ottima cuoca. Le lacrime prima di una prova però, non si possono vedere. Quando ha visto i piatti della tradizione italiana è scoppiata a piangere, trovandosi completamente impreparata sull’argomento. Fosse stato un altro concorrente lo avrebbero fatto nero, ma Kateryna è Kateryna, quindi grandi parole di incoraggiamento, sorrisi e una valutazione extra positiva per lanciarla dritta in finale. Per fortuna ormai mancano troppe poche puntata per farci diventare antipatica anche lei, che invece resta saldamente tra le preferite. Basta lacrime però, che Simone e Alberto sono tutt’altro che avversari semplici. FORZA KAT

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.