Vite di plastica e spose agguerrite: la tv oltre i limiti

A volte ci si domanda quale sia il significato profondo che spinge le produzioni, nazionali ed internazionali, a creare dei format televisivi ad hoc che, a volte, ci lasciano un po’ perplessi. Iniziamo il nostro viaggio su Real Time con Body Bizarre, autentica immersione leggendaria nella mitologia, in un luogo che non è un luogo, dove si incontrano strani esseri che sono e non sono. E’ un tuffo nell’estetica del sublime, l’apologia di tutto ciò che è grandioso e spaventoso al tempo stesso. Quello che colpisce l’attenzione e che incanta è la morfologia straordinaria dei protagonisti che vi vengono descritti, che supera il discorso della sterile patologia medica, sconfinando invece nella visionarietà fiabesca, lasciandoci attoniti. Storie incredibili, che denotano un notevole attaccamento alla vita. La realtà supera ogni finzione e, come in Freaks, splendido e maledetto cult movie del 1932, diretto da Tod Browning, si narra il “circo degli orrori”, avvolto in un crescendo di tensioni e deformità.

Vite di plasticaMa se ciò che il pubblico cerca è il “fenomeno da baraccone”, con molta facilità lo può ritrovare in Vite di plastica, in onda su Mtv, prodotto risultante di un climax ascendente di brutture estetiche, dettate da fallaci canoni di bellezza. Donne che non sono più donne, ma che tentano di trasformarsi in automi di plastica, senza espressività e senza identità. Quali sono le nuove frontiere della tv? Sono forse quelle mai viste, come navi che approdano su lidi sconosciuti e inesplorati? Oltrepassano i limiti del buongusto oppure lo assecondano? Quel che è certo è che si tratta di una “fiera degli eccessi”, un vero e proprio “elogio della follia” umana. Non sempre però le storture dell’animo (volute o meno) sono riconducibili all’esteriorità, come in Body Bizarre e in Vite di plastica.

Il nostro viaggio prosegue con Quattro matrimoni USA e Quattro matrimoni in Italia, campioni d’incassi. La trama è sempre la stessa, sia per la versione americana che per quella speculare nostrana. Ogni puntata vede in qualità di protagoniste quattro accanite spose, in procinto di compiere il grande passo, che gareggiano l’una contro l’altra, al fine di realizzare il matrimonio più bello e vincere un favoloso viaggio di nozze a 5 stelle. Le concorrenti sono disposte a tutto pur di primeggiare e, nella contesa, vengono sottoposti a giudizio la location dell’evento, l’abito da sposa, il menù del banchetto nuziale, l’impressione che l’evento in questione genera negli invitati. La creatività, la fantasia e l’estro non mancano mai alle promesse spose e il divertimento è sempre assicurato. L’oscuro “oggetto del desiderio” è il poter creare un evento che sia indimenticabile, indossare l’abito più sontuoso, essere la più bella fra tutte. I proiettori sembrano essere puntati interamente sulla spettacolarità del matrimonio, come se fosse considerato l’epilogo della vita, e non il suo prologo. Alla ricerca del senso perduto.

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Twitter: @Vale_Perucca

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Valentina Perucca

Valentina Perucca nasce a Roma nel 1982. Dopo aver conseguito la maturità classica si laurea in Lettere e Filosofia, all'Università La Sapienza di Roma. Appassionata di arte, letteratura, musica, viaggi. Specializzata in linguistica e glottodidattica, insegna italiano a tutti coloro che vogliono impararlo. Ama Catullo, Ovidio, Euripide, Sofocle, suoi migliori amici fin dalla più tenera età. Odia gli arrivisti, gli arrampicatori sociali e i cercatori d'oro.