Visionari su Rai Tre

Da questa ipotesi prende il via Visionari, condotto e realizzato da Corrado Augias insieme a Davide Bandiera, Tiziana Pellegrini e Vladimiro Polchi. «Lei è stato accusato di essere uno stregone e qualcuno anche un pervertito», «”Uomo di mente oscena e maligna” per la precisione, se lei si sta riferendo alle mie innovative idee sul sesso. Ma io di queste accuse non me ne sono mai curato granché. Ho sempre continuato dritto per la mia strada e ho fatto delle scoperte sconvolgenti che riguardano tutti gli uomini, gli esseri umani intendo, sia gli uomini che le donne. Quando si ha a che fare con queste cose è difficile essere creduti, riconosciuti. Poi però il tempo mi ha dato ragione, mi sembra». Questa, ad esempio, potrebbe essere l’incipit di un’intervista a Sigmund Freud. Ciò che esula dal ridicolo non è tanto l’anonimato del personaggio, che rimane sempre di spalle e nell’ombra, ma è proprio il contenuto delle sue risposte. Augias, accompagnato dalla bravura del suo team, ha ricostruito la vita di Freud così come quella di Martin Luther King o di Karl Marx basandosi sui loro scritti e, in particolare, su alcuni eventi che hanno caratterizzato la loro esistenza. Dei dettagli che alcuni potrebbero considerare delle note di colore, ma che agli occhi di altri meno eruditi appaiono elementi fondamentali per capire l’epoca di cui si sta parlando. Le grandi figure della storia che Augias porta in studio fanno parte di sfere ontologiche, dalla psicoanalisi all’arte, dalla politica alla scienza, dalla fede alla musica, dai diritti civili alla letteratura. «Secondo lei, saremmo solo un incidente, un capriccio del caso? Io, lei, tutti noi, poco più che scimmioni evoluti. Lei si è macchiato di un atroce delitto…», «Crede che non lo sappia? Che non mi tormenti ogni giorno per questo? L’ho messo nero su bianco: scrivere che “le specie non sono immutabili”, sostenerlo pubblicamente, è stato come confessare un delitto…», potrebbe essere un dialogo con Charles Darwin. Una volta che lo spettatore è catapultato in uno spazio senza tempo, quello di un’ipotetica intervista e cioè di un metodo che in filosofia è stato utilizzato sin da Platone e poi da Cicerone, Augias analizza la vita di questi grandi uomini attraverso l’aiuto di esperti del settore, testimoni, libri e servizi di approfondimento arricchiti con reperti inediti. Ci sarà anche il contributo del sociologo Ilvo Diamanti, che elaborerà sondaggi sul pubblico per verificare gli effetti delle grandi scoperte della storia. Non mancheranno, inoltre, riferimenti trasversali con altri settori e vite di altri grandi uomini della storia. Un insieme soddisfacente, tenendo conto la durata di neanche un’ora per puntata e la vastità di ogni singolo argomento. Freud ha rivoluzionato il modo di pensare noi stessi, come Leonardo da Vinci ha cambiato la concezione di artista o Ludwig van Beethoven il mondo della musica. {ads1} «Può sembrare velleitario, ma vogliamo fare una tv alta. Per otto puntate, di lunedì alle 23, per un’ora si parlerà di figure che hanno cambiato il mondo […] Visionari nasce con alcune ambizioni, sperando che non siano sbagliate. Presentare al pubblico della televisione dei personaggi che hanno giocato la propria vita su un’intuizione, cambiando le regole del gioco. Molto più modestamente, anche noi vorremmo cambiare le regole: quelle del piccolo gioco televisivo. Un programma culturale che non tema di parlare di scienza, di filosofia, di teoria politica, di teologia. Argomenti raramente affrontati su questo mezzo. Una televisione che serva a qualcosa. Ammesso che l’operazione riesca», ha commentato Augias, che su questo pensiero ha già curato alcuni programmi e mostre di rilievo nazionale. Le prime tre puntate hanno ospitato Charles Darwin, Chiara D’Assisi e Sigmund Freud e considerato anche lo share (6,69% per 1.146.000 di telespettatori), importante per una seconda serata, l’obiettivo di avvicinarsi ad una tv alta è stata raggiunto.

 

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Cinzia Comandè

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