In vendita l’ultima casa della diva senza tempo Marilyn Monroe

Donna ancor prima che diva, icona di bellezza immortale, ma anche di fragilità; Marylin Monroe è stata la fotografia di un’epoca o, per meglio dire, le sue fotografie hanno segnato un’epoca che l’ha vista, tra alti e bassi, protagonista indiscussa dei sogni di uomini e donne. Oggi, dopo 55 anni dalla sua morte, la diva senza tempo torna a far parlare di lei perché la sua dimora californiana, che l’ha vista per l’ultima volta in vita, è stata messa in vendita. 

Marilyn Monroe: storia di una diva tormentata

Norma Jeane Mortenson è nata il primo giugno del 1926 alle 9:30 presso il Grand Hospital di Los Angeles da Gladys Pearl Monroe, donna dal passato travagliato e reduce da un matrimonio violento, affetta da gravi disturbi mentali che la costringevano a continui ricoveri presso ospedali psichiatrici. A causa dei disturbi della madre la piccola Norma ha avuto un’infanzia molto travagliata, Gladys non era in grado di prendersi cura di lei così veniva spesso affidata a famiglie sconosciute o a degli orfanotrofi dato che il presunto padre lasciò per sempre la madre nel momento in cui Gladys gli aveva annunciato di essere incinta.

L’infanzia della piccola Norma ha visto la figura di una madre instabile che però non ha mai voluto rinunciare a lei, anche quando la prima famiglia alla quale aveva affidato la piccola le aveva chiesto il permesso per l’adozione, fin quando il ricovero in ospedale psichiatrico la obbliga ad abbandonare la piccola. Dopo aver trovato un po’ di pace a casa della zia, Norma nel 1941 si trova nuovamente senza una dimora in quanto la donna essendo cardiopatica la abbandona prematuramente; la piccola Monroe torna a vivere a casa di un’amica della madre che l’aveva precedentemente ospitata, ma ben presto la donna e il marito dovranno trasferirsi, così combinano un matrimonio per Norma con il vicino di casa.

I due giovani avevano già iniziato a flirtare e nel giugno del 1942 si sposano, all’epoca Norma aveva solo 16 anni e quello sarà il suo primo matrimonio destinato però a fallire.  Nel 1944, mentre il marito è impegnato in Marina, Norma lavora presso un’industria aeronautica che produceva paracaduti, qui viene notata dal fotografo David Conover mentre realizzava un documentario sul lavoro femminile nel periodo bellico. Quello fu l’inizio del sogno di Norma che ben presto divenne Marilyn, la ragazza si iscrisse alla Blue Book Modeling Agency e iniziò così la sua carriera da fotomodella.

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La giovane Norma non ci mise molto a conquistare le copertine delle riviste, nel frattempo la madre viene dimessa dalla clinica psichiatrica dov’era ricoverata e decide di tornare a vivere con la figlia, le due ormai non hanno alcun legame affettivo che le tiene unite e la convivenza diventa ben presto invivibile, così Norma decide di trasferirsi allo Studio Club di Hollywood. La sua carriera ormai si stava avviando, dopo foto piazzate sulle copertine delle più prestigiose riviste la giovane Marilyn viene notata dalla Fox, da quel momento in poi inizierà la sua ascesa verso Hollywood.

Nel 1946, all’età di 20 anni, dopo essersi schiarita i capelli e aver divorziato, Norma diventa ufficialmente Marilyn Monroe e inizia la sua carriera cinematografica con diverse parti secondarie; fin quando nel 1953 interpreta la parte di una conturbante donna in Niagara che riscuote un successo mondiale. A confermare il suo successo nello stesso anno “Gli uomini preferiscono le bionde” e “Come sposare un milionario“. Come ciliegina sulla torta di una carriera destinata al successo arriva il matrimonio-evento con Joe di Maggio, star del baseball. Il campione più acclamato di tutta l’America sposa il sogno erotico del paese, una favola da riflettori che però non ha avuto un lieto fine; infatti dopo un anno di matrimonio i due divorziano e Marilyn si trasferisce a New York.

Nel 1956 sposa il commediografo Arthur Miller e fonda la Marilyn Monroe Production che però non avrà il successo sperato, ma nel 1959 a confermare la sua figura da star arriva “A qualcuno piace caldo”. La grande esposizione mediatica, le aspettative del pubblico e le relazione instabili non giovano a Marilyn che da tutti viene vista come una bellissima femme fatale, ma che in realtà è una donna piena di fragilità che ha cercato sempre conferme nel suo stesso successo che è stato per lei una salvezza, ma allo stesso tempo una dannazione.

La relazione con Kennedy non fa che peggiorare le insicurezze della fragile Marilyn, bramata da tutti ma amata da pochi, forse realmente da nessun uomo come lei desiderava. La bella diva comincia a cercare conforto in alcool e barbiturici, i suoi malumori e le sue crisi si riversano anche sul lavoro, inizia a fare continui ritardi sul set e quando recita non è mai concentrata. Il rifiuto, istituzionalmente dovuto, da parte di Kennedy da il colpo di grazia a Marilyn che nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1962 viene trovata morta nella sua casa per  overdose di barbiturici. L’apparente suicidio di Marilyn è avvolto dallo stesso mistero che affascinava e “vestiva” la figura di quella che era, ed è una diva senza tempo.

La vendita della villa di Marilyn

marilyn MonroeMarilyn Monroe comprò questa villa in California dotata di piscina, depandance per gli ospiti e tre camere da letto qualche mese prima di morire per poco meno di 100.000 dollari. La star di Hollywood amava particolarmente questa casa in quanto era la prima che aveva acquistato in completa autonomia, senza l’aiuto economico del suo ormai terzo marito Arthur Miller, andando persino in Messico per comprare dei mobili e arredarla a suo piacimento. La donna, durante un’intervista per Life, aveva dichiarato di amare particolarmente la sua casa e di poter andare d’accordo con chiunque la apprezzasse. Non permise mai a nessun fotografo di rendere pubblici gli interni in quanto, anche il salotto, doveva restare una fantasia per l’immaginario collettivo. Per una strana beffa del destino Marilyn venne trovata morta dal suo psichiatra proprio in questa dimora che amava tanto, distesa sul letto con la cornetta del telefono in mano. 

La villetta, la cui costruzione risale agli anni ’20, sorge su un terreno di mezzo acro e la sua superficie non supera i 300 metri quadrati. I pavimenti al suo interno sono ancora quelli originali e l’ultimo passaggio di proprietà risale a cinque anni fa, quando il valore dell’immobiliare era di 5,1 milioni di dollari. Ad oggi il prezzo di vendita della villa è ampiamente gonfiato, arrivando a 6,9 milioni di dollari, ovviamente la cifra non è data semplicemente dal valore strutturale della casa, ma dalla sua storia e dal mito che porta con se.

 

 

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Amira Abdel Shahid Ahmed Ibrahim

Amira Abd El Shahid Ahmed Ibrahim è nata a Roma, nonostante il nome che sembra uscito da un documentario di Super Quark e il cognome così lungo da convincere il funzionario dell’anagrafe a cambiare mestiere il giorno in cui è venuta alla luce possano depistare circa il suo luogo di nascita. Nata sotto il segno dei pesci è una meticcia: metà del sangue che le scorre nelle vene è arabo. Condivide la sua dimora con due gatti grassi, predilige alla maggior parte delle persone i quadrupedi che non hanno il dono della parola, ma all’occorrenza si adatta a interagire con il genere umano. Dopo la cucina, arte nella quale si diletta spesso per rendere chi la circonda una persona più felice e l’arricciarsi i capelli, Amira ha anche degli hobbies che implicano l’uso del suo quoziente intellettivo come: leggere e scrivere. Due funzioni di elementare apprendimento che lei svolge con grande passione. Collabora con il quotidiano on-line Lineadiretta24 dal novembre 2013. Caporedattrice della rubrica di viaggi dal 2016. Leggermente sindacalista dentro odia le ingiustizie che “affollano” il pianeta. Conta di cambiare il mondo un giorno, o di conquistarlo.