Presente e futuro della “Social TV”

 

Si è concluso l’evento internazionale che ha coinvolto contemporaneamente tutti e 5 i continenti: la Social Media Week. Una settimana di appuntamenti dedicati al web, alla tecnologia e ai social. La conferenza dell’ultima giornata a Roma ha visto come tema centrale l’influenza dei social sulla TV.

Il pubblico della conferenza “TV, social network social ADV: quale presente e quale futuro– che si è svolta nella sala Mo Mec di Montecitorio– era composto principalmente dai protagonisti indiscussi dei social, quelle persone che li hanno resi parte integrante della nostra vita, quella categoria che attraverso un tweet o un mi piace mostra da che parte vanno i gusti, gli usi e i costumi nel ventunesimo secolo : i giovani. A dare una panoramica di come si sta evolvendo la Tv in una mondo così “social” c’erano tre personaggi provenienti da mondi diversi, ma aventi una cosa in comune: studiare e usare i social come parte integrante del loro lavoro.

Stefano Ventura ( responsabile dei social media Mediaset), il giovane David Gherardello (Digital Media Menager Rai 5) e Maurizio Boneschi ( sales director ADZ), tre personaggi che hanno dato tagli e visioni diverse. A dare “il ritmo” alla conferenza tirando le redini del discorso è Andrea Barchiesi (Reputation Manager CEO), che inizia con delle domande molto chiare che vanno dritte al cuore della questione chiamando in causa StefanoCome sta cambiando il mondo della Tv e qual’è il punto di contatto tra social e Tv?

Il responsabile dei social media Mediaset ha esordito affermando che questa è una fase pioneristica, non è ancora un punto di arrivo, ma un periodo di transizione in cui la Tv deve diventare social mutando in una Social Tv, infatti puntualizza :”Tv e Social non sono dimensioni alternative”. I Social condizionano i gusti del pubblico, infuenzati a loro volta dalle discussioni on line che parlano spesso dei programmi televisivi. Così i format generalisti restano al centro dell’opinione pubblica diventando trending topic su Twitter.  Continua Stefano ribadendo: ”Questa è una fase di transizione epocale ma positiva, la gente usa tanto i social e parla anche della Tv che mantiene una grande centralità , la sfida è  quella di sposare le due dimensioni”.

Barchiesi pone una domanda comune a tutti e tre gli ospiti della confereza: la social Tv e la Tv sono in sovrapposizione o formano un elemento del tutto nuovo?

Il primo a rispondere è  di nuovo Stefano spiegando come ormai la Tv faccia uso sempre più spesso del linguaggio della Social TV formando così un elemento nuovo. “Ormai i programmi vengono pensati in origine con una parte social, non è più una cosa in più, ma parte integrante del format” questa l’affermazione di Ventura. La voglia di partecipazione del pubblico sembra trovare libero sfogo tramite le pagine Facebook, gli hashtag e le applicazioni di second screen, quindi da unidirezionale stiamo andando verso una Tv multidirezionale. {ads1}Continuando il discorso sulle applicazioni di second screen prende la parola David Ghirardello, parlando di come la maggior parte delle persone utilizza solitamente uno smartphone o un computer mentre guarda la televisione. Da questa abitudine nasce il bisogno di creare applicazioni come Mediaset Connect al fine di invogliare gli utenti a interagire con il programma anche dal proprio smartphone. Il problema che espone David è quello della frammentazione dei Player del settore, il mercato è molto ampio e ogni broadcaster vuole prevalere su gli altri, serve più unione e collaborazione.

Il dibattito prosegue in maniera molto fluida esponendo esempi esemplari di Tv partecipatipa come Real Time ( citato più volte durante la conferenza). Il canale dai contenuti factual sembra aver carpito in pieno quale debba essere il nuovo modo di fare Tv. Uno degli ultimi interventi è quello di Maurizio Boneschi che porta una visione molto commerciale della questione. I social hanno cambiato anche modo di fare pubblicità, basti pensare agli annunci che compaiono su Facebook o quando si apre una pagina di Google. Il semplice banner pubblicitario non basta più, bisogna personalizzare gli annunci in base alle ricerche degli utenti, ma sopratutto- a detta di Maurizio– una società che vuole conquistare dei clienti deve renderli partecipi della propria campagna. Ma come far sentire il possibile acquirente così parte del brand? Anche in questo caso i social sono il fulcro della questione: attraverso pagine Facebook con spot interattivi o anche solo attraverso degli hashtag che permettano ai consumatori di esprimere la loro opinione.

Da questa conferenza che ha portato a conclusione la Social Media Week di Roma è emerso come la società stia cambiando e i social ne siano la “causa”. Dal modo di fare Tv, alla diffusione delle informazioni alla pubblicità, la rete ha conquistato il pubblico e lo fa sentire partecipe. “Social media mix” è la parola chiave di quella che sembra essere una nuova era per la Televisione

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Twitter: @amiraabdel13

 

 
 

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Amira Abdel Shahid Ahmed Ibrahim

Amira Abd El Shahid Ahmed Ibrahim è nata a Roma, nonostante il nome che sembra uscito da un documentario di Super Quark e il cognome così lungo da convincere il funzionario dell’anagrafe a cambiare mestiere il giorno in cui è venuta alla luce possano depistare circa il suo luogo di nascita. Nata sotto il segno dei pesci è una meticcia: metà del sangue che le scorre nelle vene è arabo. Condivide la sua dimora con due gatti grassi, predilige alla maggior parte delle persone i quadrupedi che non hanno il dono della parola, ma all’occorrenza si adatta a interagire con il genere umano. Dopo la cucina, arte nella quale si diletta spesso per rendere chi la circonda una persona più felice e l’arricciarsi i capelli, Amira ha anche degli hobbies che implicano l’uso del suo quoziente intellettivo come: leggere e scrivere. Due funzioni di elementare apprendimento che lei svolge con grande passione. Collabora con il quotidiano on-line Lineadiretta24 dal novembre 2013. Caporedattrice della rubrica di viaggi dal 2016. Leggermente sindacalista dentro odia le ingiustizie che “affollano” il pianeta. Conta di cambiare il mondo un giorno, o di conquistarlo.

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