Tutti pazzi per Ruzzle, la nuova droga telematica

In effetti Ruzzle altro non è che la versione digital del caro vecchio Scarabeo, nient’altro dunque che un paroliere dei giorni nostri, disponibile in dieci lingue, di facile ed immediato utilizzo che, però, crea a quanto pare una sorta di dipendenza. L’applicazione, creata 9 mesi fa dalla società svedese Mag interactive e battezzata col nome di Rumble, si presenta sullo schermo come un quadrato con sedici lettere schierate su una griglia di quattro per quattro, due giocatori, 120 secondi di tempo per trovare il maggior numero di combinazioni possibili ed ecco che quella che era partita come una delle tante anonime applicazioni, è inspiegabilmente divenuta fenomeno.

La dinamica dell’inatteso boom rimane oscura pefino agli stessi creatori, Roger Skagerwall, fondatore di Mag Interactive ha dichiarato che nulla è stato fatto dall’azienda per promuovere l’app a livello planetario ma analizzando i dati di Google Analytics si è scoperto che il focolaio pare sia individuabile in una città vicino New Orleans (Lousiana), dove all’inizio di Dicembre si è verificata un’impennata nei download di Ruzzle dopo 9 mesi di buio. Pare che un gruppo di adolescenti abbia diffuso la mania giocando con i compagni e poi vantandosi sui social network delle eventuali vittorie:l’ingrediente segreto del successo dell’app sembra essere proprio la possibilità di sfidare amici, di trovare avversari sui social network e di poter pubblicamente fare sfoggio della propria bravura.

Che ci si trovi in auto, in metropolitana, in fila al supermercato o fermi ad un semaforo, basta un dito e 120 secondi di tempo per sfidare sé stessi e gli amici in quello che è stato definito un “divoratempo elettronico”. Si hanno a disposizione tre manche per poter battere l’avversario e 72 ore di tempo per completare la partita, inoltre Ruzzle permette di chattare con gli avversari. Per i giocatori più incalliti esite la versione Pro che al modico prezzo di 2,69 euro permette di visualizzare le proprie statistiche (partite vinte, parole trovate, etc.). Per i più furbi esistono anche applicazioni per barare, Cheater for Ruzzle per iOS e Ruzzle Solver per Android, che permettono di caricare la foto della griglia di gioco ed evidenziano tutte le parole possibili (quindi se improvvisamente i vostri amici raggiungono punteggi stellari probabilmente trucco ci cova). «Il successo dei giochi di parole – spiega Ennio Peres, tra i massimi esperti italiani di enigmistica – nasce dal fatto che basta avere una certa familiarità con la lingua italiana. In altri spesso bisogna imparare regole complesse o mettere in campo strategie che in questi casi non servono». Intanto la Mag Interactive presa dall’entusiasmo sta sfornando app su app, l’ultima si chiama QuizCross e siamo sicuri che ne sentiremo parlare ancora per molto tempo.

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Valentina Evangelista

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