Tullio De Piscopo è morto. E invece no!

Proprio recentemente il cantante aveva ripreso a collaborare con l’amico Pino Daniele, anche se il ricordo indelebile di Tullio rimarrà per tutti legato alla sua frizzante “Andamento lento“, presentata sul palcoscenico di Sanremo nel 1988. “Da una famiglia di batteristi nasce a Napoli uno dei più grandi percussionisti della nuova generazione del jazz italiano”: così un giovane Miguel Bosè presentava sul palco del Festival della Canzone Italiana un musicista puro e raffinato come De Piscopo, affermatosi in seguito come uno dei più noti percussionisti a livello europeo, artista brillante e mago dello strumento.

Ed ecco domenica il fulmine a ciel sereno. Secondo quanto riportato da un sito lo storico musicista ha un malore nel pomeriggio mentre si trova sull’isola di Capri con alcuni parenti, malore causato da un forte stress collegato in parte al recente decesso della madre. Poco dopo la notizia degenera trasformandosi nell’annuncio della morte dell’artista, scoop che si diffonde rapidamente tramite Facebook e Twitter. Abitudine vecchia quella di far trapassare personaggi famosi ancora vivi, ma la tecnologia detta regole diverse rendendo istantaneamente credibile una bufala. Grandi come il drammaturgo Roberto Bracco, o ancora Edoardo De Filippo, morivano al ritmo di notizie pubblicate sui quotidiani, oggi invece sono i social network ad aver quasi sostituito le agenzie. E non mancano neanche i commenti di cordoglio, con tanto di video commemorativi e di saluti: “Ciao Tullio ci mancherai”, “Se n’è andato un grande della musica” e via dicendo. A dare la smentita è stato poi Enzo Avitabile, amico del musicista, che dopo una giornata di tribolazioni con un tweet ha resuscitato De Piscopo: “Vi prego di smentire. Tullio non è morto, ho parlato con lui alle 23 di stasera 17 novembre.” Anche il Fan Club del cantante ha voluto specificare che “Tullio sta bene”, e nei commenti c’è chi specifica di averlo sentito personalmente.

Insomma, tutto ben quel che finisce bene. Intanto l’Ordine dei Giornalisti sta verificando l’iscrizione all’Albo dei proprietari del sito che per primo ha diffuso la bufala per capire se sia possibile intervenire. Lo stesso musicista potrebbe agire per vie legali, ma conoscendo Tullio e facendo leva sulle sue origini napoletane (risaputamente scaramantiche), siamo certi che alla lettura del primo tweet di cordoglio si sarà fatto una grossa risata. D’altronde sono cose del genere che fanno allungare la vita!

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Marika Luongo

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