The Walking Dead 7×02: le “Pagelle Semiserie” della puntata

Dopo la scoppientante prima puntata, The Walking Dead 7×02 è stata un po’ una scesa. Ce lo aspettavamo. Diciamo che lo stile della serie lo abbiamo imparato a conoscere: una prima puntata con il botto seguita da altre 7-8 di quasi nulla per poi chiudere in bellezza. Di solito in quella parentesi nel mezzo, vengono presentati personaggi nuovi, si approfondiscono i vecchi, ci vengono mostrati i cambiamenti dei protagonisti. The Dalking Dead 7×02 è proprio questo. La puntata, dal titolo The Well (“Il Regno” in italiano), è incentrata su Carol (Melissa McBride) e Morgan (Lennie James). I due non erano con il gruppo di Rick e quindi si sono risparmiati la mattanza di Negan. Finiscono in un altro gruppo, apparentemente abbastanza prospero e pacifico. Questa comunità è guidata da un certo Re Ezekiel: uno strambo rastafariano dal linguaggio da fiera rinascimentale e con una tigra come animale da compagnia.

Detto ciò, non volendo spoilerare oltre, ecco le

Pagelle di The walking Dead 7×02

SPOILER ALERT

the walking dead 7x02Carol Peletier: Colta da qualcosa che non si capisce se sia una crisi di mezz’età o una ribellione adolescenziale a scoppio ritardato, è ancora intenzionata a voler vagare da sola in mezzo all’apocalisse zombie. Peccato che finisca sul punto di morire dopo nemmeno mezza giornata. Morgan, che era sulle sue tracce fin da Alexandria, la porta in salvo e le affida alle cure della gente di Re Ezekiel. Quando, dopo due giorni Carol rinviene, viene portata al cospetto del re. L’incontro è grottesco. Carol non sa bene se mettese a ride o a piagne. Ci sta questo tipo, seduto sul suo scranno che parla come un personaggio del Trono di Spade con accanto una mega tigre. Lei è sulla sedia a rotelle, abituata a ben altro tenore di vita e di linguaggio. Si sente catapultata in un universo parallelo. L’unica reazione che riesce ad elaborare è la stessa di prima: andarsene. Ormai padrona della “mossa Kansas City”, continua a interpretare la signora buonina e timorata di Dio in attesa dell’occasione giusta per abbandonare sti matti. La notte designata per la grande fuga, però, viene intercettata da Ezekiel. Parte il discorsone sulla sincerità e noi ci rendiamo conto che questo matto coi rasta, forse, tanto matto non è. Alla fine, Carol decide di ritirarsi in una graziosa casina coloniale ai confini del Regno. Non fa in tempo ad ammazzare il cadavere del vecchio affittuario che subito c’è chi bussa alla porta.

Voto 6: Spaesata

Morgan Jones: Trova Carol. La porta in salvo. Fa amicizia con Re Ezekiel molto facilmente. Fin troppo facilmente. Dopo solo due giorni, infatti, entra a far parte del ristretto gruppo di fedelissimi di Sua Maestà. Esigenze di sceneggiatura. Possiamo accettare la cosa. Morgan viene quindi messo al corrente del grande segreto del re: anche lui è stato sottomesso ai Salvatori, il gruppo di Negan. Il nostro maestro del bastone aiuta King Ezreal in uno degli scambi con i Salvatori e poi prende uno dei giovani luogotenenti del Re sotto la propria ala e lo addestra alla via della bastonata. Come un moderno maestro Yoda, tenta di insegnare a questo pischelletto a menare con i legnetti anziché con armi da fuoco o con il machete: arnesi nei quali il giovane padawan si è rivelato incompetente.

Voto 6,5: Fare o non fare! Non ce provare!

the walking dead 7x02King Ezekiel: Forse l’unico senso di questa puntata è lui. O meglio l’introduzione del personaggio Ezekiel. Ci viene presentato come un mezzo svitato, co sti capelli e sta tigre al guinzaglio ma siamo contenti di venire a sapere che c’è dell’altro. Intanto è evidente che sta tramando qualcosa ai danni dei Salvatori: mangiare maiale allevato a cadaveri putrefatti non deve far bene all’intestino. E chiunque possa provocare anche solo della dissenteria a Negan & co. ci sta già simpatico. Ma poi un guardiano dello zoo… Noi siamo abituati ad ex sceriffi, ex militari, ex teppisti, gente che era sfigata prima dell’apocalisse e che ora ha una possibilità di sopravvivere ma solo dopo grandi cambiamenti. Questo faceva il guardiano dello zoo e ora lo chiamano Re. Dice, perché? Perché la gente ne ha bisogno. Davvero? La gente per sentirsi protetta dagli zombie ha bisogno di un re? E perché non di un capo tribù, o di un Khan, o di un papa? No, loro vogliono un Re! E re fu. Dopo il discorsone con Carol, il Re sembra averla convinta a non vagabondare da sola nei boschi e le propone di fermarsi nel Regno. Ma evidentemente a quella da un orecchio gli entra a dall’altro gli esce, sarà quindi il Re in persona a bussare alla sua porta.

Voto 7,5: The King of Nothing

Qui le pagelle della prima puntata

 

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Giulio Gezzi

Laureato in Storia e memoria delle culture europee presso l'Università di Macerata. Da sempre interessato alla politica e alla storia contemporanea almeno tanto quanto alle serie tv, al cinema e al calcio. La ricerca dell'autonomia è quello che mi ha guidato fin'ora.