The Walking Dead 7×01: le pagelle della prima puntata

Abbiamo inaugurato la nuova stagione delle pagelle di Lineadiretta24.it, scommettendo su chi sarebbe stato Il Morto in The Walking Dead 7×01. Abbiamo provato a fare i furbi, a fare i “dritti”, cercando di entrare nella mente degli autori della serie per capire chi potesse essere la prima vittima di Negan. Ma guardando The Walking Dead 7×01 ci siamo resi conto che il folle sadismo di quel gruppetto di scrittori pazzi, a volte, torna a sorprenderci. Che poi è esattamente ciò che ti aspetti da un sadico pazzo.

Attenzione! Da qui SPOILER su The Walking Dead 7×01

Avete letto bene il titolone qui sopra? Bene, andiamo avanti. Il sadismo degli scrittori, dunque. Ecco sì, perché su internet, tra gli amici, nelle nostre menti tante ipotesi erano state fatte ma che potessero morire ben 2 personaggi principali non ce lo aspettavamo. Infatti non era nemmeno stata quotata come possibile risultato. Come da più probabili previsioni è Abraham a ricevere la prima mazzata. E la seconda, e la terza, e la quarta e la… Va beh un numero sufficiente di Lucilliate da ridurre il capoccione del “Roscio” in un ammasso di poltiglia. Ma è qui che viene il bello. Negan, non contento, infierisce psicologicamente su Rosita. Non si sa grazie a quale particolare potere, il cattivone ha capito che tra i due vi era un legame particolare. La costringe a guardare la mazza grondante del sangue di Abraham, lei non ce la fa, lui insiste e Daryl, preso dal fervore proprio del suo eroismo, tira un cazzotto a Negan. Tutti siamo colti da un fremito di godimento, per poi renderci conto immediatamente che quell’atto non rimarrà senza conseguenze. Negan ricomincia un po la manfrina sul valore della propria parola, sull’”io ve l’avevo detto di non fare stupidaggini”, BAM mazzata a Glenn.

Questa non ce l’aspettavamo. Non che fosse difficile prevedere che Glenn potesse essere una delle vittime. Ma al limite potevamo aspettarci che lui fosse LA vittima. Singolare. Quando poi abbiamo visto Abraham cadere a terra (in maniera assolutamente delinquenziale e con tutta l’arroganza di cui potesse essere capace), ci siamo un po’ tranquillizzati. Sì, è morto un protagonista ma non un personaggio storico della serie, uno dei pochi sopravvissuti alla season 1; un personaggio leale, coraggioso ma sicuramente non… Glenn! E invece ce l’hanno fatta. Non solo hanno tenuto tutti con il fiato sospeso per tutta la puntata, evitando il giochino di svelare Il Morto solo alla fine (o peggio), ma hanno anche rispettato la trama originale del fumetto. E l’hanno fatto con l’intervento dell’unico protagonista inventato esclusivamente per la serie tv: Daryl. Per il resto, The Walking Dead 7×01 è incentrata sullo scontro Negan-Rick. Con il primo intento a sottomettere il secondo, come un addestratore con la sua bestia. Rick passa dal ‘ti ucciderò’ rivolto a Negan, all’essere sul punto di tagliare il braccio del figlio Carl per eseguire l’ordine di Negan stesso. Ma veniamo a noi: alle pagelle di The Walking Dead 7×01.

Negan Sadico, cattivo, intelligente, manipolatore. Il villan perfetto. Protagonista indiscusso dell’ultima puntata della stagione passata, spadroneggia con la sua presenza anche in The Walking Dead 7×01. L’inizio della puntata è esattamente il the walking dead 7x01teaser trailer che l’AMC aveva fatto uscire pochi giorni prima. Negan, dopo la mattanza porta Rick a fare un giretto sul camper. Negan è piuttosto urtato dall’arroganza mostrata da Rick e lì per lì se la prende con il tavolino del camper. Dopodiché, deciso a sottomettere lo sceriffo Grimes, lo deposita in mezzo ad un mare di nebbia. E di Zombie. Rick deve riportare dentro il camper l’accetta che Negan ha tirato in mezzo ai morti viventi, altrimenti moriranno lui e i suoi compagni. Ma più di tutto, Rick deve farlo perché Negan vuole così. Un po’ viziato il ragazzo, dobbiamo dirlo, ma quando un uomo con una mazza ferrata e il sorrisetto pazzo ti chiede una cosa, tu la fai. A missione compiuta i due fanno ritorno. Glenn e Abraham sono ancora per terra. Negan fa mettere tutti sotto tiro dai suoi. Rick deve cambiare il suo sguardo. Deve passare dall’essere la bestia che è, a essere un gattino, un cane obbediente. Quale miglior modo se non quello di costringerlo a mozzare il braccio al figlio? Qui Negan supera se stesso. Va oltre il sadismo, toccando punte da antico testamento. Come un Abramo post-apocalittico, Rick è lì lì per calare l’accetta sul braccio di Carl tra le lacrime e la disperazione, quando Negan gli blocca il braccio. Proprio come il Dio del vecchio testamento fece con Abramo, si accontenta della dimostrazione di sottomissione e salva il braccio di Carl. Ditemi voi se questo non merita un dieci.

Voto 10: Biblico

Rick Giornata dura, sceriffo. Proprio una giornataccia la tua. Prima guidi tutti in un’imboscata. Poi perdi ben due pezzi grossi del gruppo. Come se non bastasse quel maniaco ti trascina nel camper, ti obbliga a fare a pugni con gli zombie e quasi ti fa amputare Carl. In tutto ciò, provochi fin troppo l’uomo con la mazza ferrata, hai occasione di ucciderlo un paio di volte e non ci riesci (o non lo fai) e ti metti a piangere come un ragazzino. Davvero, non lo abbiamo visto piangere the walking dead 7x01così nemmeno per la morte della moglie. Che pianga così per suo figlio è normalissimo, lo ammette anche Negan. Ma è proprio il fatto che sia stato lui a ridurlo così che peggiora la tua situazione. Lodevole anche il tentativo di sacrificarti, offrendo il tuo braccio. Evidentemente un modo per sorprendere anche i lettori dei fumetti che si aspettavano che Rick ne uscisse menomato. Quando hanno sentito che poteva essere Carl a venire amputato gli sarà venuto un coccolone, per poi riprendersi quando hanno visto il tuo gesto e sorprendersi di nuovo quando Negan ha fermato tutto. Bluff e contro bluff. Rick esce del tutto sconfitto dal primo scontro. Atterrito, sottomesso, domato. In definitiva, una pessima giornata per Rick Grimes. Può capitare, sceriffo ma siamo sicuri che da quì le tue giornate non faranno che migliorare. Forse.

Voto 2: Bisbetico Domato

 

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Giulio Gezzi

Laureato in Storia e memoria delle culture europee presso l'Università di Macerata. Da sempre interessato alla politica e alla storia contemporanea almeno tanto quanto alle serie tv, al cinema e al calcio. La ricerca dell'autonomia è quello che mi ha guidato fin'ora.