The Things They Left Behind e l’11 Settembre

Pubblicato nel 2003 all’interno della raccolta Transgressions: Volume Two (in Italia il racconto è inserito nel volume Al crepuscolo, edito Sperling & Kupfer, con il titolo Le voci delle cose), lo scritto del maestro del sovrannaturale è una delicata rievocazione dei fatti dell’11 settembre 2001, a cui non manca l’immancabile conformazione da suspense e mistero. {ads1} Scott Staley lavora in una compagnia di assicurazioni al 110° piano del World Trade Center, ma proprio quella mattina di settembre decide di rimanere a casa dandosi malato. Un anno dopo la tragedia, nel suo appartamento si materializzano oggetti che appartenevano ai suoi ex colleghi scomparsi sulle Torri Gemelle. I ricordi riaffioreranno spingendo Scott fuori casa, alla ricerca dei pezzi mancanti di un puzzle. La CBS ha fatto sua questa trama, affidando l’adattamento televisivo a Seth Grahame-Smith, autore di best sellers, e spostando l’attenzione su una bizzarra coppia di investigatori che seguiranno le orme lasciate dai defunti. Una scelta che si allontana dall’analisi più intimista portata avanti da King intorno al personaggio di Scott, prediligendo invece una struttura corale e più dinamica. Tra i produttori della serie ci saranno alcuni tra i migliori sceneggiatori e registi televisivi americani, tra cui David Katzenberg, Greg Berlanti e Sarah Schechter, e la puntata pilota in fase di realizzazione mira ad una produzione impegnata a replicare il successo ottenuto con Under the dome. È grazie alla serie tv sulla barriera misteriosa tratta da un romanzo di Stephen King, infatti, che la rete americana ha deciso di puntare nuovamente sullo scrittore. D’altra parte, The Things They Left Behind non sarà una scommessa al buio non solo per la fiducia che la CBS pone su King: prima della rete, ben due registi avevano messo gli occhi su questa trama realizzando due cortometraggi degni di nota. Il primo è stato l’americano Pablo Macho Maysonet IV, che con la sua produzione Shattered Dreams Productions, nel 2011 ha realizzato un buon adattamento di The Things They Left Behind, personalizzandolo con elementi da film horror, che caratterizzano il suo intero lavoro, e ringiovanendo il protagonista. La seconda opera tratta da Things They Left Behind è invece firmata da un giovane regista francese: Guillaume Heulard. Prodotto nel 2012 insieme a Stéphane Valette, il suo cortometraggio ha una evidente impronta europea, che mantiene quell’atmosfera delicata e drammatica che sta alla base del romanzo breve. Proprio come nello sviluppo di King, le componenti sovrannaturali appaiono come delle applicazioni che mirano a caratterizzare l’opera. Una forma che la CBS sembra non aver seguito, evidenziano piuttosto la dimensione di mistero. {ads1} Il tema dell’11 settembre è stato spesso affrontato dalle produzioni cinematografiche americane, prima attraverso una commemorazione internazionale con la serie di cortometraggi 11’09″01 – September 11 (2002), successivamente in termini razionali con documentari come Fahrenheit 9/11 (2004) di Michael Moore, infine, dopo una sorta di presa di coscienza, con una serie di film di generi diversi: dall’adrenalinico United 93 (2006) al commovente World Trade Center (2006) di Oliver Stone, dalla serie di film Loose Change (2005-2009) all’inteso e drammatico Molto forte, incredibilmente vicino (2012). The Things They Left Behind rappresenta la prima serie tv di finzione su questo tema. Stasera pochi canali italiani ricordano quel giorno: bisogna sintonizzarsi sul digitale terrestre con Iris, che trasmette United 93, e con Premium cinema, che propone World Trade Center.

Twitter: @CiComande

 

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Cinzia Comandè

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