Superquark, Piero Angela e l’estate all’insegna del sapere

Come di consueto con l’inizio della stagione estiva ritorna l’appuntamento storico con Superquark, l’arcinoto magazine televisivo di divulgazione scientifica guidato, ma anche ideato, da Piero Angela che, alla veneranda età di 89 anni, si accinge di nuovo ad accompagnarci in un viaggio all’insegna della cultura che partirà mercoledì 21 giugno in prima serata sulla rete ammiraglia della Rai, e durerà 9 settimane.

Superquark: 23 stagioni e non sentirle

superquarkNel corso di queste 23 stagioni Piero Angela ci ha portato praticamente ovunque, persino all’interno del corpo umano, tra i dinosauri e sulle stelle. E nonostante siano state introdotte nel corso degli anni numerose innovazioni, la trasmissione sostanzialmente ha mantenuto la stessa struttura, una struttura decisamente vincente. Il debutto avvenne nel gennaio del 1995, in seguito all’evoluzione del programma Quark già in onda dal 18 marzo 1981. Da quel momento in poi le stagioni si sono susseguite quasi naturalmente, ed hanno mantenuto un share notevolmente alto per essere un programma nettamente culturale e prettamente scientifico. A cosa potrebbe essere dovuto tutto questo successo? Certamente alla semplicità con cui il Piero nazionale, dopo essersi seduto ed aver accavallato la gamba, ci espone gli argomenti più disparati, coinvolgendo così un pubblico sempre più ampio che, magari, di scienza non capisce granché. Il tutto poi è sempre accompagnato da documentari di una certa levatura, mini filmati e mini fiction. Nell’ultimo decennio poi il conduttore spesso si muove in ambienti virtuali, così da rendere l’argomento trattato ancora più fruibile.

Piero Angela l’ultimo paladino della cultura

superquarkChe la fortuna di Superquark sia strettamente legata al suo papà è un dato di fatto: Piero Angela nell’immaginario collettivo è l’ultimo paladino difensore della fortezza del sapere che di questi tempi, e soprattutto in tv, è costantemente presa d’assalto dalla tv spazzatura e dai satelliti marci che vi gravitano intorno. Approdò in Rai nel lontano 1951 quando Gigi Maresco, radiocronista Rai di Torino, gli chiese di collaborare a due puntate sul jazz. Da lì iniziò a lavorare per la radio e poi per la televisione. Nel 1955 fu trasferito a Parigi come inviato, ma la sua fama, probabilmente, inizia con la prima maratona della storia della Rai, condotta proprio da lui nella notte tra il 4 e 5 giugno 1968, quando venne ucciso il giovane senatore Bob Kennedy. Quelli furono anche gli anni dello sbarco dell’uomo sulla Luna, quando Piero andò negli Usa dove seguì i lanci delle missioni Apollo (dalla 7 alla 12) con servizi, dirette e documentari: “Fu in quella occasione che realizzai i miei primi programmi di scienza. E fu anche la prima volta che utilizzai una sigla che avrebbe accompagnato tutte le mie trasmissioni successive: l’Aria sulla quarta corda di Bach nell’interpretazione degli Swingle Singers”. Da quel momento in poi il passo dal telegiornale alla divulgazione scientifica fu piuttosto naturale. Nonostante non abbia mai completato gli studi universitari di ingegneria, ha 9 lauree Honoris causa, ed è uno dei fondatori del CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, un’associazione nata per promuovere l’educazione scientifica oltre che per indagare sull’effettiva esistenza dei presunti fenomeni paranormali. Gli è stato persino dedicato un mollusco raccolto nel mar Cinese, la Babilonia Pieroangelai, ed ha gentilmente concesso il suo nome ad un asteroide (Pieroangela) scoperto nel 1994 da Andrea Boattini e Maura Tombelli. Insomma, Piero Angela si è meritato a pieno i 7 Telegatti, di cui uno alla carriera. Dal 30 maggio, inoltre, il nostro paladino è anche in libreria con il suo ultimo libro dal titolo “Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute, edito da Mondadori.

Superquark: la 23esima edizione è servita

superquarkDiverse le novità che andremo a vedere. Ad aprire le prime puntate, infatti, ci sarà “Occhio alla spia”, un’interessante serie/siparietto targata Bbc che, mediante telecamere nascoste, spia da molto vicino il comportamento animale: “In questo modo potremo capire che gli animali hanno relazioni sociali complesse, sia con i propri simili che con le altre specie. Ogni episodio della serie tratterà infatti di un aspetto familiare della vita quotidiana: l’amore, l’intelligenza, l’amicizia e le cattive maniere”. Non mancheranno poi i servizi realizzati dal figlio Alberto Angela che, come di consueto, ci accompagnerà alla scoperta dei siti italiani ricchi di storia e archeologia, e le storiche rubriche fisse: quella dedicata all’alimentazione con la nutrizionista Elisabetta Brenardi; quella sulla sessualità curata dal professor Emmanuele Jannini; quella sulla tecnologia del direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia Roberto Cingolani; e la celebre “Dietro le quinte della storia”, a cura del professor Alessandro Barbero. Assisteremo inoltre ad esperimenti scientifici eseguiti da Paco Lanciano ed a molto altro. Non è ancora certa la presenza della rubrica “Polvere di Stelle” curata dall’astrofisico Giovanni Bignami, purtroppo recentemente scomparso lo scorso maggio. Il primo appuntamento di domani sera sarà inaugurato dal figlio Alberto, reduce dello straordinario successo ottenuto con “Una notte a Venezia”, che questa volta ci accompagnerà a Brescia, alla scoperta dello straordinario patrimonio archeologico risalente al periodo romano e longobardo.

La cultura è servita: buon appetito!

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.