Quel gran pezzo dell’Italia, ovvero un’inchiesta su noi stessi

Tra i canali generalisti, Rai Tre rappresenta un baluardo di salvezza per questo tipo di indagini e, nello specifico, in queste settimane può sfoggiare con orgoglio Quel gran pezzo dell’Italia. Scritto da Marzia Barbieri Berselli, Romano Frassa, Andrea Quartarone e Riccardo Bocca, che ne è anche il conduttore, il programma prende ispirazione dagli scritti di Edmondo Berselli, giornalista e opinionista sui fenomeni sociali e politici del nostro paese, che nel 2004 pubblicò Quel gran pezzo dell’Emilia, analisi critica su una «terra di comunisti, motori, musica, bel gioco, cucina grassa e italiani di classe», il cui titolo a sua volta era tratto dalla commedia erotica italiana Quel gran pezzo dell’Ubalda. {ads1} L’originalità della trasmissione, e di Berselli, sta nello destrutturare il comportamento dell’italiano medio, studiandone i singoli elementi ed evidenziando le stranezze e le contraddizioni di base. Il tema centrale non è dunque la Storia, ma i modi di fare e i pensieri dell’italiano in relazione alla società attraverso gli ultimi decenni. Grazie ad interviste e a filmati d’archivio, Quel gran pezzo dell’Italia cerca di capire perché un intellettuale secondo l’opinione pubblica può passare repentinamente dall’essere “venerato maestro” al “solito stronzo”, come mai il calcio è così impregnato nel tessuto sociale tanto da rispecchiarne la vita e la politica, perché una canzone “all’italiana” possa legarsi indissolubilmente a certi momenti della nostra vita così come alle trasformazioni sociali, quanto l’immagine, i fatti e le parole di Berlusconi abbiano influenzato gli ultimi vent’anni dell’Italia e perché la sinistra italiana abbia differenti facce. «Italiani, razza incompiuta: democratici ma intolleranti, garantisti ma forcaioli, moralisti ma trasgressivi. Siamo i fratelli d’Italia, followers entusiasti del seduttore di turno», questa l’introduzione di Riccardo Bocca all’ultima puntata di Quel gran pezzo dell’Italia, che andrà in onda giovedì 12 giugno in seconda serata con il titolo Italiani e post italiani. Va a chiudere questo ciclo di analisi sociologiche l’interrogativo su cosa potremmo essere domani se oggi abbiamo fatto crollare ogni ideologia e speranza. La puntata sarà arricchita dall’intervista al sociologo Ivo Diamanti, che studia i temi della cittadinanza, dell’identità, della partecipazione. {ads1} “Era già tutto scritto ma ci eravamo distratti” è il sottotitolo di un programma di qualità, un programma dedicato ai pensieri di Edmondo Berselli, una ricostruzione sociale attenta che evita di porre conclusioni ma lascia allo spettatore il compito di riflettere fuori dal coro. Tra un filmato d’archivio e uno scritto di Berselli recitato dal comico Gioele Dix, gli ospiti intervenuti durante le puntate sono molti: dall’autore televisivo Carlo Freccero ad Enrico Mentana, da Mara Maionchi a Fiorello e Giuliano Ferrara. «Emerge chiaramente che la forza principale del bersellismo è essere profondi e dire cose serie senza prendersi sul serio», è il commento del direttore di Rete Andrea Vianello, che ha nuovamente dato spazio a idee originali.

 

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Cinzia Comandè

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