Porta a Porta, un viaggio lungo 20 anni

Era il 22 gennaio del 1996 quando Bruno Vespa accolse nel suo studio Romano Prodi, che pochi mesi dopo sarebbe diventato Presidente del Consiglio, inaugurando così Porta a Porta, il popolare talk show di approfondimento giornalistico, nonché una delle vetrine più ambite per il mondo dello spettacolo. Alla vigilia dell’attuale stagione, Giancarlo Leone, Direttore di Rai 1, ha dichiarato: “L’avventura iniziò nel 1996, Vespa inventò la formula di Porta a Porta che è un po’ come la settimana enigmistica, inimitabile. È il talk show più riuscito e visto nel sistema televisivo italiano, e si è modificato con il tempo, confermando la leadership nella seconda serata. Solo nell’ultima stagione, difficile per tutti, il programma ha migliorato gli ascolti”.

Bruno Vespa a Porta a PortaGiulio Andreotti lo definì “il terzo ramo del Parlamento”, e infatti, non a caso, il salotto di Vespa non è mai stato solo un semplice talk, ma una sorta di palco della Seconda Repubblica dal quale il mondo della politica si è, spesso e volentieri, rivolto al Paese. Ed era proprio questo l’iniziale intento di Vespa, ovvero portare la politica nelle case dei cittadini, in maniera semplice e diretta, come una vendita “porta a porta”, da cui il programma prende il nome, mostrando agli italiani i governanti nella loro quotidianità (per Bruno Vespa, Massimo D’Alema si tolse giacca e cravatta per indossare un grembiule e preparare un risotto dimostrando che, dopo Tangentopoli, la politica intendeva rimettersi in mezzo alla gente comune).

Nonostante la sua collocazione fissa in seconda serata (tranne alcune eccezioni per occasioni straordinarie), che di certo non aiuterebbe dal punto di vista dello share, lo show è riuscito lo stesso ad ottenere risultati straordinari. Un esempio può essere lo scontro pre-elettorale fra Silvio Berlusconi e Romano Prodi del 2006, che ottenne il 52,13%, ma anche un episodio (decisamente trash) avvenuto nel 2001, quando Katia Bellillo e Alessandra Mussolini, dopo essersi insultate abbondantemente, vennero alle mani tra l’imbarazzo dello studio e dello stesso Vespa che poi, però, si consolò con l’ottimo risultato in termini di ascolto.

Ma Porta a Porta non è solo vetrina politica. Nel corso degli anni ha aperto le sue porte bianche anche ad altre tematiche: lo sport, la cronaca, il costume e, perché no, il gossip, aumentando quindi il già folto gruppo di telespettatori. Porta a Porta vanta anche un singolare primato: Bruno Vespa è stato l’unico conduttore a ricevere in diretta la telefonata di un Pontefice. Il 13 ottobre del 1998, durante una puntata dedicata al ventennale del pontificato di Giovanni Paolo II, il Papa intervenne di sua volontà durante la trasmissione con una telefonata passata rapidamente alla storia, ringraziando il giornalista per le belle parole spese.

In occasione di questo ventesimo compleanno, dopo i circa 10 mila ospiti, lo storico maggiordomo Paolo Baroni si prepara ad aprire le porte bianche non solo a personaggi della politica, ma anche ad alcuni volti noti dello spettacolo: Carlo Conti reduce dalla fortunata edizione del Festival di Sanremo, Milly Carlucci che a breve tornerà in tv con il programma Ballando con le stelle, Antonella Clerici, Fabrizio Frizzi e Valeria Marini. E, dato che si tratta di una festa, non mancherà in studio la musica del maestro Leonardo De Amicis, ma anche quella di Giovanni Allevi, Al Bano, Peppino di Capri e dei ragazzi de Il Volo, in collegamento da New York.

Nonostante le frecciatine avvelenate che piovono da ogni dove sul popolare giornalista (l’ultima quella lanciata da Ficarra e Picone sul loro profilo Facebook, i quali, ironizzando sul ventennale, hanno scritto in un post “Porta a Porta compie 20 anni. Ne è passata di saliva sotto i ponti” con tanto di corredo fotografico in cui c’è Vespa che annusa la mano di Berlusconi), che piaccia o meno, bisogna pur ammettere che Bruno Vespa con il suo talk show, spaziando in ogni settore e occupandosi di tematiche di grande interesse, ha accompagnato gli italiani attraverso 20 anni di storia.

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Twitter: @Claudia78P

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.