Le pagelle della sesta puntata di MasterChef Italia 7

Continua il nostro viaggio nella cucina televisiva più famosa d’Italia. Dopo l’estenuante trasferta in Norvegia i concorrenti sono finalmente tornati “a casa”, tra prove meno massacranti e con un ritmo televisivo decisamente più gradevole. Nella sesta puntata di MasterChef Italia 7 abbiamo assisto alla frattura tra il gruppo e Italo, completamente emarginato dagli altri. In una puntata segnata da colpi di scena e continui capovolgimenti di rendimento, ecco i nostri voti a quanto visto giovedì sera su Sky Uno:

VOTO 10: VIVA LA PAPPA PASTA COL POPOPOPOMODORO – La vincitrice della sesta puntata di MasterChef Italia 7 è lei, la pappa pasta col pomodoro. Un grande classico della cucina italiana che riesce ancora, nel 2020, a spazzare via ogni concorrenza. Non se la prenda il buon Italo, di cui parleremo tra qualche riga, ma non è suo il merito di questa salvezza, anche se di coraggio, per proporre un piatto del genere ad un duello finale, ce ne vuole davvero molto. Non ce ne voglia Joayda, che ha provato a mischiare cocco, pomodoro, crostacei, sapone per piatti, cartone, limatura di ferro, plutonio e tungsteno, tirando fuori un piatto a dir poco coraggioso. Contro una bella pasta al pomodoro nessuno poteva nulla. Non la nouvelle cousine, non gli chef stellati e nemmeno Gordon Ramsey. Il verdetto è stato chiaro quando Cannavacciuolo, guardando Bastianich, ha detto: “se io ti cucinassi questi due piatti, tu, quale mangeresti?”. In quel momento abbiamo capito tutti che l’avanguardia era spacciata. Va detto che gli Elio e le storie tese avevano previsto il tutto già molti anni fa. ITALO SI, ITALO NO… SE FAMO DU SPAGHI

VOTO 9: VAI FUORI DALLE BALLE – Il tormentone dell’estate 2018 è finalmente arrivato. Non parliamo di una canzone di Fedez e J-Ax, né di uno scatto al settimo mese della Ferragni (tra l’altro con un pancino che sembriamo noi dopo il pranzo di natale della nonna). Parliamo del nuovo classico della commedia all’Italoiana: “Italo, vai fuori dalle balle” rivolto dalla Klugmann all’ex pilota d’aerei di linea. La frase è uscita così bene che all’improvviso ho capito che io quella donna la amo. Non so come sia potuto succedere ma ad oggi, arrivati alla sesta puntata di MasterChef Italia 7, mi rendo conto che la Kluggy è il giudice più centrato. Cattiva quanto basta, acida, dalla lingua tagliente come un coltello di Chef Tony, è sempre pronta a incenerirti con uno sguardo o con la sua espressione alla “disgusto” di Inside Out. Alle volte, però, mostra anche un lato umano. Nelle esterne, mentre Bastianich passa il tempo a cazzeggiare, Cannavacciuolo si finisce il gorgonzola in uno sgabuzzino e Barbieri prova camicie sempre più estreme, lei è lì che si danna, si sbatte, suggerisce e poi li lascia in balìa dei propri errori. Sembra il tipo che ti dice di metterti la cintura e poi frena se non lo fai. Lei è, come nel film di Aldo, Giovanni e Giacomo, bastarda e pignola. Ma sia chiaro, ha anche dei difetti. ANDATE FUORI DALLE BALLE

sesta puntata di MasterChef Italia 7

Un frame della Klugmann mentre assaggia uno dei piatti della sesta puntata di MasterChef Italia 7

VOTO 8: ITALO CONTRO TUTTI – Sin dalle selezioni Italo ci era apparso subito un vero personaggio. Sempre calmo, imperturbabile ai limiti della sbruffoneria. Nelle esterne ci ha regalato grandi gioie creando scompiglio, salando, speziando, mangiando. Evidentemente il gruppo si deve essere divertito un po’ meno di noi visto che una buona parte di esso ha deciso di farlo fuori. Ci hanno provato nell’Invention test, facendogli dare da Simone degli ingredienti improbabili con i quali lui, non solo è riuscito a creare un signor piatto, ma si è preso anche il lusso di vincere la prova. Poi, per raffreddare un po’ gli animi, tornando al suo posto ha dato degli “stronzi” agli altri concorrenti. Nella prova in esterna ha mostrato il peggio di sé, non riuscendo mai ad imporsi su una brigata che lo ha decisamente abbandonato al suo destino. Una serata di continui alti e bassi, culminata con una salvezza a cui ancora stentiamo a credere. Solo un genio o un vero idiota può presentarsi all’ultimo scontro con una pasta al pomodoro, solo i posteri ci diranno chi era Italo. DATE UN ITALO A QUELLA MEDAGLIA

VOTO 7: LA RICETTA DEL CERVELLO CON TANTO AGLIO – Non me ne voglia la carinissima Kateryna , ma quando le ho sentito raccontare di come tradizionalmente nella sua famiglia cucinino il cervello con tanto, tanto aglio, non ho potuto fare a meno di immaginare il tipico villaggio di contadini proprio sotto un cupo castello in Transilvania. I poveri abitanti, terrorizzati dall’arrivo di temibili vampiri succhiasangue, si riuniscono tutti assieme a mangiare aglio e cervella, a lavorare acuminati paletti di frassino e a fare collane anti pipistrelli. E si, lo so, sono una brutta persona per questo. Lei comunque vincerà il premio di concorrente di MasterChef meno inquadrata di sempre. In alcuni momenti mi ricorda Sam Wheat di Ghost: appare, come per magia, con un’aura di luce bianca attorno e le manca solo la prova con la ceramica. OH, MY LOVE, MY DARLING…

sesta puntata di MasterChef Italia 7

Una scena di un famoso film intepretato da Kateryna

VOTO 6: LA PROVA DI VELOCITA’ – Non c’è niente da fare, le prove di velocità sono sempre le più divertenti. Vedere i concorrenti che frustano la maionese come se non ci fosse un domani ha sempre il suo perché. Se, da un lato, la disfatta di Italo era praticamente scontata, lo è stato molto meno vedere Joayda condannata da una maionese impazzita. Il tutto condito dai suggerimenti della piccionaia, insulti, battibecchi, rosicate varie. La cosa che mi ha stupito di più, però, è stata scoprire come tutti i concorrenti sapessero come fare l’uovo in camicia usando la pellicola. Per quanto mi riguarda, nella mia ignoranza, era la primissima volta che lo vedevo fare. Anche se, alla fine di tutto, dubito che avrei avuto il coraggio di assaggiare un uovo adagiato su tuorli montati e infornati, con maionese, bacon ed erba cipollina, bleah. QUASI QUASI ERA MEGLIO IL CERVELLO

VOTO 5: LE DUE ELIMINAZIONI – La sesta puntata di MasterChef Italia 7 è stata anche la puntata dell’eliminazione di Joayda e dell’altro concorrente. Mentre, dell’altro concorrente non ci sono arrivati che pochi reperti, segni della sua presenza, come le gomme attaccate sotto al banco da lavoro e una grossa R incisa sui fornelli a induzione, l’addio della concorrente dominicana ha sorpreso un po’ tutti. Lei era uno dei pezzi forti della competizione, tecnicamente fortissima, paracula il giusto, televisivamente molto scenica. Lo scandalo vero, però, è che lei sia andata a casa prima di Ludovica, per di più contro una pasta al pomodoro. Certo, non ha pianto e questo gioca assolutamente a suo sfavore, però non ci saremmo mai aspettati di vederla andare fuori contro un arzillo vecchietto che non sa usare una mandolina o un coltello da pesce e con una rara forma di feticismo da spezie. CIAO JOAYDA E QUELL’ALTRO

sesta puntata di MasterChef Italia 7

In questa foto possiamo vedere i due eliminati di puntata, Joayda e l’altro concorrente

VOTO 4: L’IDEA DI FAR VOTARE I DUE DA SALVARE – I bigliettini anomini su chi andava salvato potevano risparmiarseli. Non perché fosse concettualmente brutta l’idea di salvare i due “meno peggio” dell’esterna, ma perché, con una classe dove tutti si odiano così tanto e i coltelli volano che manco al circo Medrano, il tutto doveva avvenire vis-à-vis. Giusto per acuire ancora di più il reciproco odio, per fomentare la rivalità, per dare vita ai primi Hunger Chef. Noi siamo diventati un pubblico esigente, che pretende sangue e colpi bassi, altrimenti ci addormentiamo davanti al televisore. Che non si ripeta mai più questo anonimato da scuola elementare, mica siamo ad un voto a scrutinio segreto del parlamento (e pure lì, come per magia, quando serve il risultato esce). TROPPO BUONISMO

VOTO 3: CUCINARE CON IL CERVELLO – Tutto bello, tutto giusto, ma il cervello anche no. Si, lo so che in ogni stagione c’è la puntata con l’ingrediente “freak” che siano le balle di toro, gli occhi di Bambi, il cervello appunto, o roba strana, però fa sempre senso. L’espressione di Manuela quando ha visto il suo ingrediente rosa è stata uguale alla mia nel seguire la prova. Ho visto concorrenti spremere quella materia grigia che manco Saw l’enigmista. Tra schizzi di sangue, pezzi di schifo, concorrenti giustamente riluttanti nell’assaggiare la loro stessa creazione, ecco erigersi un solo uomo al comando: Fabrizio. Intento a pulire il suo piano di lavoro come una massaia che guarda una soap opera sotto lo sguardo torvo della Kluggy. IL CERVELLO, UN INGREDIENTE DI CUI POCHI DISPONGONO

VOTO 2: LE ESTERNE CHE NON INGRANANO – Non c’è nulla da fare, quest’anno le esterne proprio non ingranano. L’idea di ambientare il tutto durante un rito religioso ebraico è stata divertente e movimentata come una gara di velocità tra lumache. Non me ne voglia la cucina Kosher (casherut) che, con le sue regole e la sua millenaria tradizione, è tutt’altro che in discussione in questo pezzo. Quello che proprio non è andato giù è stata la totale assenza di qualsivoglia emozione o pathos. Il momento più emotivo della puntata è stato Barbieri che rimproverava la povera Giovanna di non essersi imposta nel mettere i pezzi di mela all’interno della torta di mele (sic). Dall’alta parte, la squadra blu ha palesemente cucinato contro Italo, vagante sperduto nella cucina che manco uno zombie di Romero. Insomma, una roba brutta (e si che fare peggio della Norvegia non era facile). ZZZZZ

sesta puntata di MasterChef Italia 7

L’entusiasmo le pubblico da casa durante l’esterna della sesta puntata di MasterChef Italia 7

VOTO 1: LA SCELTA DI DARE DEGLI INGREDIENTI DIFFICILI – C’è una cosa che mi manda ai matti. Siamo alla sesta puntata della settima stagione di MasterChef Italia 7 e dopo sette anni i concorrenti (che pur avranno visto qualche puntata del format in vita loro) ancora non hanno capito che OGNIQUALVOTA danno a CHICCHESSIA un osso avvelenato finiscono: A) per far fare una magnifica figura al povero disgraziato a cui hanno mollato la sòla. Anche se quest’ultimo cucinasse quello che gli è stato dato con il brecciolino e il bitume, i giudici ne elogerebbero il coraggio e la bravura e B) Per toppare sempre il loro piatto. Non mi ricordo un vincitore della Mistery Box che abbia mai fatto bene anche nell’Invention. Mai. Never. Aspetto un concorrente furbo che si dia da solo gli ingredienti più difficili. IN CULO ALLA TEORIA DEI GRANDI NUMERI

VOTO 0: IL GIOCO DELLE SCATOLE CINESI – Diciamoci la verità, quante risate ci siamo fatti nel vedere i concorrenti alzare una scatola della Mistery box per trovarne un’altra? E poi un’altra. E un’altra ancora. Ancora una. E poi un bellissimo cervello grondante sangue. E poi anche basta, grazie. Direi poche / nessuna / non sa non risponde. Già alla terza scatola cinese il tutto era divertente come infilare la mano in un nido di vespe. Una trovata vecchia, ma così vecchia, che quando Cannavacciuolo era magro, la Klugmann non era nata, Bastianich era povero e Barbieri usava le polo, era già vecchia. Era vecchia quando Pirro usava gli elefanti contro Roma, quando Tutankhamon divenne Faraone. Era vecchia anche quando i dinosauri, alzando le scatole della Mistery Box trovarono un asteroide. In una parola: V-E-C-C-H-I-A

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.