Myrta Merlino: Strauss-Kahn tentò di abusare di me

L’intervista non si sarebbe potuta fare, secondo l’ufficio stampa dell’allora ministro delle finanze, perchè lui aveva già degli appuntamenti importanti con CNN e Fox, e “quindi la Rai non era prevista”. Ma “il ministro mi notò” e disse che “l’intervista con me l’avrebbe voluta fare assolutamente, solo che era una giornata difficilissima e mi disse ‘ci vediamo stasera alle 8 al bar del mio albergo”. Così la giornalista, conduttrice e autrice di ‘L’aria che tira‘ su La7, ha introdotto a Klaus Davi l’accaduto. “A Davos c’è questo grande albergo dove tutti i big dormono quando vanno lì, avevo fatto la mattina prima un’intervista a Gordon Brown nello stesso bar e non è che mi stupì questa cosa. Arrivo al bar con il mio operatore e dopo un pochino mi arriva un piattino d’argento con sopra un bigliettino che diceva che il ministro mi aspettava nella sua suite. Devo dire che anche lì molto ingenuamente non mi stupì”, ha detto la conduttrice, “per cui salii su con l’operatore, bussai alla porta di Strauss Khan e lui mi aprì in vestaglia. Lì effettivamente qualche dubbio..”

“Guardi, lasci l’operatore fuori così concordiamo l’intervista prima” – con questa scusa Dominique Strauss Kahn invitò la Merlino a entrare nella suite da sola, senza l’operatore. “Io entrai un po’ titubante, mi sedetti su una poltrona, e lui iniziò a fare una conversazione del tutto estranea all’intervista”, ha raccontato lei, “io cercai di cavarmela e lui iniziò a farmi spudoratamente la corte, mi disse che adorava le giornaliste. Al che io gli dissi che stimavo molto sua moglie e che la consideravo una grande giornalista, che avevo una grande ammirazione per lei. E lui mi rispose che anche lui la ammirava, ma che ammirava un po’ tutte le giornaliste!” Insomma, un siparietto poco originale e di poco gusto. Tanto che, quando lei iniziò a capire che la cosa non andava e chiese di attenersi solo all’intervista, lui passò…ai fatti. “Mi mise contro un muro e cercò di baciarmi”, ha ammesso Myrta Merlino a un Klaus Davi inorridito. “Io gli diedi uno schiaffo e uscì dalla stanza molto agitata”.

Perchè mai allora, quando Strauss-Kahn venne accusato della violenza sessuale su una cameriera, lei non parlò? “Perchè devo dire che l’idea che lui avesse violentato una donna alta 1,90 cm mi sembrava una follia! Perchè credo che in queste cose se reagisci per tempo e ti sfili per tempo…”, ha lasciato intendere la giornalista, continuando poi: “insomma, non mi sembrava il tipo capace di fare violenze.” Soltanto un “gran lumacone”, dunque, tanto che la conduttrice decise di non denunciare l’accaduto perchè fu sì, una cosa molto sgradevole, ma che non la ferì davvero nel profondo, che non la fece sentire vittima di una violenza, ma solo “vittima di un cretino che approfittava di una posizione di visibilità”. Cretino che infatti il giorno dopo, nel rincontrarla, le chiese con tutta tranquillità il numero di telefono…

 

Guarda qui il video dell’intervista completa.

Vuoi commentare l'articolo?

Carol Verde

0 Commentsprova

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Only registered users can comment.

-->