Arriva a New York il “Museo del Cioccolato” firmato Jacques Torres

Dopo la Francia, il Belgio ed il Messico, anche New York avrà il suo museo dedicato ad uno dei cibi più amati di tutti i tempi: il cioccolato. L’idea è del grande pasticcere Jacques Torres, vera e propria food star a Brooklyn soprannominato Mr. Choccolate, in collaborazione con Eddy Van Belle, fondatore di altri cinque musei del cioccolato.

museo del cioccolatoChi è il Willy Wonka di Brooklyn?

L’idea è di Jacques Torres, pasticciere e cioccolatiere francese che ha iniziato la sua carriera di mastro pasticciere alla giovane età di 15 anni. Verso la fine degli anni Ottanta Jacques, dopo aver lavorato con due stelle Michelin e aver insegnato pasticceria in una scuola di cucina a Cannes, si trasferisce a New York. Nella grande mela la carriera di Torres ha continuato ad essere ricca di riconoscimenti, tanto che nel 1993 è entrato a far parte del corpo docente del Centro Culinario Internazionale. Nel 2000 Jacques ha aperto una fabbrica di cioccolato a Brooklyn, in totale ha nove punti vendita e una gelateria al Grand Central Terminal. Jacques negli anni si è affermato come vera e propria star del cioccolato, tanto da conquistare il soprannome di “Mr. Choccolate”; inoltre questo mastro pasticcere è anche il conduttore di un programma sul cioccolato su Food Network.

Un museo del cioccolato nel cuore di Manhattan

Jacques ha inaugurato il suo museo dedicato al cioccolato nel cuore di Manhattan. Il The Chocolate Museum, ubicato per la precisione a Soho, nei suoi 500mq fa sentire i visitatori catapultati in una vera e propria fabbrica del cioccolato. La prima pare del museo è dedicata alla storia del cioccolato, andando avanti ci si ritrova in un’area dov’è stata riprodotta una vera e propria piantagione di cacao dove i museo del cioccolatobambini possono assaporare dell’ottima cioccolata calda e apprendere come questa veniva prodotta in antichità. Per i più curiosi vengono organizzate lezioni sulla coltivazione del cacao, sulla preparazione di ganache, cioccolate calde e quant’altro. Per i più pigri, ma non meno golosi, che non vogliono partecipare alle lezioni amatoriali, ci sono le degustazioni guidate per imparare a riconoscere sfumature, aromi e intensità dei vari tipi di cioccolato.

“Ho deciso di aprire un museo – ha spiegato Jacques Torres all’ANSA – perché dopo aver iniziato a fare il cioccolato volevo fare anche tutto il resto, iniziando dai semi di cacao. Cosi’ abbiamo acquistato una piantagione di cacao in Yucatan, in Messico, ed ora produciamo i semi con cui facciamo il nostro cioccolato. Ma ancora non ero soddisfatto e mi sono reso conto che attraverso un museo avrei potuto insegnare tutto sul cioccolato. Et voila’ il ciclo e’ completo”.

Il costo del biglietto d’ingresso al museo del cioccolato è di 15 dollari, il prezzo per i bambini è ridotto.

 

Biochimicamente, l’amore è come mangiare grandi quantità di cioccolato.
(John Milton)

 

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museo del cioccolato

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Amira Abdel Shahid Ahmed Ibrahim

Amira Abd El Shahid Ahmed Ibrahim è nata a Roma, nonostante il nome che sembra uscito da un documentario di Super Quark e il cognome così lungo da convincere il funzionario dell’anagrafe a cambiare mestiere il giorno in cui è venuta alla luce possano depistare circa il suo luogo di nascita. Nata sotto il segno dei pesci è una meticcia: metà del sangue che le scorre nelle vene è arabo. Condivide la sua dimora con due gatti grassi, predilige alla maggior parte delle persone i quadrupedi che non hanno il dono della parola, ma all’occorrenza si adatta a interagire con il genere umano. Dopo la cucina, arte nella quale si diletta spesso per rendere chi la circonda una persona più felice e formosa (perché grasso è bello o perlomeno simpatico) e l’arricciarsi i capelli Amira ha anche degli hobbies che implicano l’uso del suo quoziente intellettivo come: leggere e scrivere. Due funzioni di elementare apprendimento che lei svolge con grande passione. Collabora con il quotidiano on-line Lineadiretta24 nella sezione Gossip e Tv dal novembre 2013. Leggermente sindacalista dentro odia le ingiustizie che “affollano” il mondo. Conta di cambiare il mondo un giorno, o di conquistarlo.