Morgan vs X Factor

Si siede nella sua postazione in ritardo, quando è già cominciata la messa in onda, parla con il pubblico e beve dalle lattine quando è inquadrato. Soprattutto, non accende il litigio a titolo gratuito. L’unico elemento che lo farebbe rientrare nei canoni dello spettacolo è, forse, il suo modo non consueto di vestirsi. Ma perché allora X Factor non sarebbe lo stesso senza di lui? Questa è stata l’affermazione di Daria Bignardi durante l’intervista a Morgan di mercoledì scorso, e questa è l’opinione dei milioni di fan del talent show di Sky. A Le invasioni barbariche, il cantante milanese ha dichiarato di essersi stancato della televisione e di non pensare a una nuova edizione di X Factor. In realtà, Morgan, apparentemente fuori controllo, calza a pennello in un programma così ben strutturato proprio per il suo essere al di là dell’ordinario. Sono le esibizioni dei suoi cantanti ad essere le più attese, sono i suoi commenti fuori dai comuni “mi è piaciuto”, “ha una bella voce”, a creare l’aspettativa del pubblico. Lo spettatore riconosce in lui una sapienza nella storia della musica aliena alla maggior parte dei giudici di un talent show, per questo le sue argomentazioni sono seguite con interesse. Una volta tanto, un conduttore non si serve di parole semplici e frasi ridotte all’osso, considerandoci una sorta di analfabeti. Pur parlando di brani e musicisti poco noti, i discorsi di Morgan hanno sempre stimolato una certa curiosità. {ads1} Durante i casting di X Factor, Morgan ha più volte scelto i propri beniamini per aver visto in loro fragilità, un animo capace di vergognarsi e un carattere complicato. Di fronte alla Bignardi, Marco dice di sentire queste stesse caratteristiche come proprie. In più, dato che nel gennaio del 2013 aveva dichiarato a Quelli che… di Victoria Cabello la stessa categorica decisione di lasciare X Factor, si potrebbe prendere con le pinze quest’ultima sua affermazione. «Nelle persone complesse ci sono quasi sempre contraddizioni. Il confine tra essere intelligenti ed essere incoerenti è sottilissimo», ha scritto Morgan di sé e le parole rivolte alla Bignardi potrebbero essere contraddette dalla prossima edizione di X Factor. Quello che colpisce dall’intervista a Le invasioni barbariche, dunque, non è il fatto che abbia dichiarato di voler essere un musicista e di abbandonare la televisione per non essere considerato un “intenditore”, ma bensì stupisce come hanno commentato molti rispetto a questa sua presunta decisione. «Al mondo non si finisce mai di stupirsi…Vogliamo parlare dell’abuso di stupefacenti con ricoveri vari e disintossicazioni? Per carità uno della propria vita fa ciò che vuole, ma quando leggo ‘Basta X Factor, mi vergogno’ mi nasce spontaneo rispondere: ‘Caro Marco Castoldi, sono ben altre le cose di cui ci si dovrebbe vergognare…’», oppure «Bravo Morgan, meglio la dignità che i (tanti) soldi di X Factor». Quindi la droga e i soldi, proprio i due motivi per i quali Morgan si sente il dito puntato addosso. Il primo a seguito di una rivelazione alla stampa che l’ha reso meno credibile agli occhi degli altri, nonostante le sue abitudini fossero le stesse anche prima di questa dichiarazione. Il secondo riguarda la ragione per cui non vuole pubblicare il suo secondo libro, «Il “mio” libro stato scritto da un ghost writer, per questo non voglio pubblicarlo. Dato che ho il dono della parola, voglio scriverlo io. E poi non me ne frega niente di scrivere libri per i soldi o il successo. Alle case editrici invece si, perché tira». Una volta affibbiata un’etichetta è difficile togliersela di dosso e Morgan ha capito che nel mondo dello spettacolo il riflesso di questo sistema è quadruplicato. {ads1} Se da una parte c’è l’accanimento del pubblico, dall’altra c’è quello della stampa. Dopo l’ultima puntata di Le invasioni barbariche, sul web si è diffusa la frase “Basta X Factor, mi vergogno”: Morgan, dunque, si vergogna di X Factor. Invece, se si va a sentire l’intervista, il cantante dice: «Io mi vergogno di me stesso, moltissimo. Anche se la vergogna penso sia una sensazione buona, andrebbe insegnata. Ma quando mi rivedo mi vergogno. Però se si scelgono le cose migliori, ha un senso fare televisione». Morgan, rivedendosi in tv si vergogna della propria immagine, anche per questo non apparirebbe nuovamente come giudice. É probabile che lui, a cui piace l’uso della parola, voglia dedicarsi solo alla musica anche per questo facile e virale fraintendimento.

 

 

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Cinzia Comandè

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