Montalbano muore? Camilleri e il mistero della lettera in cassaforte

Montalbano muore? Camilleri e il mistero della lettera in cassaforte

Cosa c’è di più sconcertante e traumatico per un addicted della morte del proprio personaggio preferito? E quale vuoto lascia una serie tv che non solo si conclude, ma decide per giunta di farlo con la morte del protagonista? Dopo anni ormai di fiction e serie tv straniere e nostrane, dopo anni di ingiusti decessi al di là del nostro schermo, il buonsenso (ma anche l’abitudine) ci impone di trattenerci dallo strapparci i capelli o tentare il suicidio, dopotutto, per una serie che finisce o un personaggio che muore, ce n’è sempre un’altra/o dietro l’angolo. Ma cosa succederebbe se a salutarci fosse uno di quei personaggi ormai divenuti simbolo della tv italiana, uno di quelli che ci sembra di avere seduti alla nostra tavola, il protagonista di una delle fiction del Bel Paese più amate e seguite di sempre? Che cosa succederebbe se a salutarci per sempre fosse Salvo Montalbano?

Pochi giorni fa si sono concluse le riprese dei nuovi episodi dell’undicesima stagione che, secondo indiscrezioni, dovrebbero arrivare sui nostri schermi nel 2017. Sarebbero due nuovi capitoli televisivi firmati come sempre dall’instancabile Andrea Camilleri, due noir che, a detta del regista Alberto Sironi, saranno incentrati sulla figura del personaggio televisivo più amato dagli italiani, il commissario Montalbano, interpretato di Luca Zingaretti. “Il covo delle vipere” e “Come voleva la prassi” saranno due capitoli molto forti del percorso di Montalbano visto che il primo riguarda un caso di incesto mentre il secondo è un episodio addirittura horror. E fin qui nulla di strano. A preoccupare, se così vogliamo dire, sarebbero le parole dello stesso Camilleri in merito alle due nuove avventure che, ricordiamo, vedranno la luce su Rai 1 nel 2017 (o addirittura l’anno successivo), avventure che “accompagnano il commissario verso l’orlo del baratro”. Cosa intende Camilleri con il termine “baratro”? Non si starà per caso riferendo ad una probabile morte del nostro Salvo nazionale?
montalbano muoreSappiamo ormai da tempo che lo scrittore di Porto Empedocle ha già redatto l’episodio che vedrà la morte del commissario Montalbano, ed il testo incriminato sarebbe custodito da una decina d’anni nella cassaforte della casa editrice Sellerio, e, secondo la volontà dell’autore stesso, verrà pubblicato dopo la sua dipartita. Il parole povere “muore Sansone con tutti i filistei”! Del resto, anche Sirone ha anticipato in un’intervista all’Ansa (ormai è ufficiale e bisogna farsene una ragione!) che la serie (esportata in oltre 60 paesi del mondo) si concluderà con la morte di Montalbano. Ma quando? I prossimi episodi che vedremo saranno gli ultimi?

Salvo Montalbano, dunque sarebbe già deceduto su carta, ma risulterebbe vivo e vegeto, anche se sull’orlo di un “baratro”, all’interno dello schermo, almeno per il momento. Si, perché non possiamo ancora avere la certezza che l’undicesima stagione sarà l’ultima, né tantomeno se il personaggio televisivo farà la stessa fine di quello letterario. Magari qualcuno di buon cuore si metterà una mano sulla coscienza e risparmierà questo dolore al pubblico italiano già abbondantemente traumatizzato dalle serie tv straniere, e opterà per una soluzione più soft, magari evitando il decesso e mantenendo la storia in sospeso. Certo, i lettori non potranno evitarsi di partecipare ad un funerale, ma oggigiorno chi legge è purtroppo una minoranza, e si sa, le minoranze contano ben poco!
In un’intervista al settimanale “Tv Sorrisi e Canzoni” del 2006, ad Andrea Camilleri, che già aveva scritto il finale incriminato, erano state chieste le modalità della triste dipartita, ma lo scrittore, piuttosto sibillino, aveva dichiarato: “Ognuno è libero di pensare come. Io dico che Montalbano morirà dopo uno scontro con me. Il capitolo è conservato nella cassaforte del mio editore, Elvira Sellerio. Solo io, lei e mia moglie, che da sempre è la prima a leggere le mie opere, ne siamo a conoscenza”. E inoltre, sempre in questa sede, aveva precisato i motivi della redazione, decisamente prematura, di questo finale inaspettato: “Non volendo fare la fine di altri giallisti come Manuel Vazquez Montalbàn o Jean-Claude Izzo, che sono deceduti prima di far uscire di scena il loro personaggio, io mi sono portato avanti e ho già messo nero su bianco la fine del mio commissario. Ho scelto di farlo morire nelle pagine del libro, non per strada“.

Camilleri ha fatto i compiti a casa ma non i conti con i fan della sua “creatura” che, dopo gli attuali rumors generati dalle suddette inquietanti parole di Sirone, stanno passando un brutto quarto d’ora che, ahiloro, durerà mesi, a meno che qualcuno (i soliti ignoti) non decida di rapinare la cassaforte di Elvira Sellerio e far sparire le scellerate carte. Da parte nostra, in conclusione, vorremmo rivolgerci al buon Camilleri e, senza malizia, e solo perché l’estate si avvicina, consigliargli una piacevole lettura per le vacanze: il romanzo thriller Misery di Stephen King. Chissà, forse il “papà” di Montalbano, a lettura ultimata, farà tesoro delle parole del Re e deciderà di stracciare quelle carte infelici e scrivere qualcosa che mette d’accordo tutti.

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.