Loro lo sanno fare. Grammy 2014

Ospiti che si esibiranno di fronte ai rappresentanti della Rai e della politica italiana. Grandi performance e il pubblico incravattato, ben comodo sulla propria poltrona di velluto rosso. Senza dimenticare gli sforzi dell’orchestra per svecchiare l’atmosfera importante di quei momenti: ci aspettiamo, come minimo, un altro lancio degli spartiti. E come se i brividi di ribellione non bastassero, siamo in attesa dei grandi comici, alla Luca e Paolo o Rocco Papaleo, con i loro testi diffamatori proprio contro la classe dirigente che hanno davanti. Battute su cui ridiamo ironicamente e che ci chiamano in causa, facendoci sentire inutilmente parte di quel mondo così fiorito.

Poi senza preavviso, dalle lontane e selvagge terre statunitensi, arrivano i Grammy.

Non rappresentano un festival di canzoni inedite come il nostro, è vero, ma sono pur sempre una celebrazione della migliore musica in circolazione. Intenti a scovare le più segrete indiscrezioni su Sanremo, risulta dunque inevitabile uno sguardo altrove, oltre oceano, e un necessario e masochista processo di confronto. Perché non si sta parlando di metodologia dello spettacolo (su questo gli americani sono imbattibili), ma di quanto la musica ed eventi di tale portata possano rispecchiare l’animo di un paese. {ads1} Ecco in brevi punti cosa è successo ai Grammy 2014 (e perché l’Italia è accusata di provincialismo):
– durante l’esibizione di Same Love, premiata come canzone dell’anno, del duo rap di Seattle Macklemore & Ryan Lewis, è stato celebrato legalmente il matrimonio di 33 coppie omosessuali ed etero. A consolidare le unioni è stata l’attrice e rapper Queen Latifah. Al termine della cerimonia si è unita ai festeggiamenti Madonna, vestita in bianco e da cowboy, esibendosi in Open Your Heart, davanti a una chiesa appositamente costruita.
Paul McCartney, presentato sul palco da Julia Roberts, non si è crogiolato in un revival alla Beatles, ma si è esibito con gli ex Nirvana, Dave Grohl, Krist Novoselic e Pat Smear, presentando Cut Me Some Slack, premiata come migliore canzone rock.
– una diciassettenne non solo si è aggiudicata due premi, miglior canzone dell’anno per Royals e miglior performance pop singola, ma si è addirittura esibita dopo la mezzanotte.
Beyoncé con il marito Jay-Z.
– due ragazzi francesi vestiti da astronauti, i Daft Punk, hanno vinto 5 grammofoni, tra cui quello per miglior album. Si sono esibiti con la hit Get Lucky, mentre di fronte a loro il pubblico ballava a ritmo, anche Yoko Ono (80 anni) e Ringo Starr (73 anni).
– i Grammy sono stati consegnati per 105 diverse categorie di contributi, suddivise rispetto a 30 generi musicali. Tra questi generi anche l’R’n’B, il reggae, il jazz, il gospel e il country della venticinquenne Kacey Musgraves. Tutto in una sola serata.
– performance tutte diverse e con effetti speciali da musical, tra cui quelle di Katy Perry in versione Spider-Woman, di Pink insieme ai Fun, John Legend solo al piano con All of Fame, i Metallica con One accompaganti dal pianista cinese Lang Lang (unione forse un pò forzata), poi Pharrel Williams, Cyndi Lauper, David Bowie, i Led Zeppelin e tanti altri.
– a condurre la serata, LL Cool J, attore, conduttore, rapper, nero.
I Grammy sono da ringraziare anche per aver premiato il nostro Ennio Morricone con il Grammy Trustees Award 2014, in quanto una delle «personalità che durante la loro carriera musicale hanno dato contributi significativi, oltre alle performance, nel campo delle incisioni».

 

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Cinzia Comandè

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