iPhone assassino: l’oggetto più desiderato al mondo diventa il più temuto

La ventitreenne Ma Ailun, hostess della China Southern Airlines, è morta, letteralmente fulminata dal suo iPhone in carica. La giovane ha risposto ad una chiamata, operazione talmente quotidiana che risulta ancora difficile da credere come causa della morte: a quanto pare, la giovane ha ricevuto un vero e proprio elettrochoc dal telefono. Apple non ha voluto dare commenti specifici, ma da Cupertino si sono dichiarati enormemente dispiaciuti e determinati ad indagare sulla bizzarra vicenda. “Siamo profondamente abbattuti nell’apprendere di questo tragico incidente e offriamo le nostre condoglianze alla famiglia” sono le parole di un portavoce Apple riportate dal South China Morning Post,  “investigheremo a fondo sull’accaduto e coopereremo con le autorità riguardo questa vicenda.”

La notizia è rimbalzata sui social network dopo che la sorella della vittima ha postato su Weibo (una sorta di Twitter cinese), l’esortazione a non usare l’iPhone mentre è in carica, chiedendo inoltre alla casa di Cupertino spiegazioni sull’accaduto ed eventuali avvertimenti riguardo l’utilizzo dell’apparecchio in carica. Ma Ailun – che avrebbe dovuto sposarsi tra un mese esatto –  a quanto risulta dalle recenti indagini sarebbe stata vittima di un caricatore non originale, uno di quelli che di certo tutti noi abbiamo comprato, o quantomeno visto e definito “cinese”. L’enorme disponibilità di prodotti Apple contraffatti sul mercato nero cinese induce infatti a credere che si tratti di prodotti equivalenti, ma così non è. Xiang Liang, un esperto di telecomunicazioni intervistato dalla Cctv, ritiene che l’aver usato un caricabatterie di Hong Kong sia stata la causa principale della morte della giovane donna: ad Hong Kong, dice il professore, le prese di corrente usano un voltaggio diverso – 110 volts – rispetto alle prese in dotazione in Cina . Questa teoria però a noi non sembra essere plausibile poiché sia Hong Kong che la Cina usano prese con un voltaggio di 220 volts. Il sito americano The Atlantic Wire, invece, fa trapelare la notizia che in realtà la giovane fosse appena uscita dalla doccia ed avrebbe risposto al telefono mentre era ancora bagnata.

Anche se il caso di Ma Ailun rappresenta il limite estremo e di certo rimarrà un unicum, e sebbene rimanga incerta la dinamica reale dei fatti, l’accaduto ci porta però inevitabilmente a riflettere sui rischi e pericoli del rapporto morboso con la telefonia mobile. Le statistiche, infatti, ci dicono che il cellulare è la prima cosa che utilizziamo al mattino e l’ultima che vediamo prima di dormire, ma non solo. L’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni ha annunciato un sorpasso storico: il numero degli abbonamenti alla telefonia mobile sottoscritti nel mondo supererà quello delle persone nel 2014. In un pianeta dove il tasso di penetrazione della telefonia mobile è pari al 96% (con un tasso di crescita che nel 2009 è stato del 200%), a quanto pare, tra meno di un anno ci saranno più telefoni che persone.

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Valentina Evangelista

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