INTERVISTA| Eduardo Valdarnini: “Io, beato tra le donne”

Conosciuto per il ruolo da coprotagonista all’interno dell’ultimo film di Cristina Comencini, uscito nelle sale cinematografiche lo scorso 13 ottobre, Eduardo Valdarnini, francese d’origine ma romano d’adozione, è riuscito da subito a conquistare il pubblico grazie al suo sorriso e al fare risoluto.
Classe 1991, si è avvicinato casualmente al mondo della recitazione attraverso una sua amica, sei anni fa, scegliendo poi di proseguire i suoi studi presso la scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté di Roma.
Accanto a due attrici esperte come Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, Eduardo, sembra essere perfettamente a suo agio: “Ho sempre avuto un rapporto genuino e profondo con il sesso femminile” ci racconta.
Totalmente padrone della scena, infatti, in “Qualcosa di nuovo” interpreta Luca, un adolescente alle prese con l’ultimo anno di liceo che, a causa di un grande equivoco, entra nelle vite di Lucia e Maria, due donne diverse e con una visione diametralmente opposta dell’amore. Con la sua sfacciataggine e le sue teorie sulla vita, riesce a far vacillare le loro certezze spingendole a fare un “salto nel vuoto”, rivoluzionando tutto ciò che prima d’ora non riuscivano a credere possibile.
E per il futuro, ci confessa, qualcosa bolle già in pentola, ma per svelarci se lo rivedremo sul piccolo o sul grande schermo ci resta ancora un po’ da attendere.

Eduardo Valdarnini

Credit foto: Federico Giammattei

Eduardo, cosa si prova alla tua età ad esordire come coprotagonista sul grande schermo?

Sicuramente è una grande emozione, ma ho 25 anni e il fatto che si lavori a quest’età dovrebbe essere considerato più la consuetudine che l’eccezione. Sono molto grato a tutti coloro che mi hanno accompagnato sia nel mio percorso formativo, chi guidandomi chi sostenendomi, che, successivamente, in quello lavorativo.

Come è iniziata la tua avventura sul set di “Qualcosa di nuovo”?

Ho fatto qualche provino e ho avuto la chance di piacere a Cristina. Il set fa impressione ma, una volta che capisci la sua atmosfera e hai le giuste persone intorno, è facile stare a proprio agio. Io mi sono sentito immediatamente a casa.

Sul set hai affiancato due grandi attrici come Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti. Con le donne in maggioranza (e più grandi di te), ti sei sentito il “sesso debole”?

No, niente affatto. Tutte e tre – Cristina, Paola e Micaela – mi hanno fatto fin da subito sentire a mio agio. Mi sono sentito coccolato, beato tra le donne.
Sicuramente, considerando il ruolo che avrei dovuto ricoprire, ho cercato di riscattare, per quanto possibile, il mio sesso dalle sue “abitudini”.

Cosa ha significato per te recitare con due professioniste del loro calibro? E qual è l’insegnamento che ti hanno lasciato?

È stata un’occasione estremamente formativa, non saprei dire cosa mi hanno lasciato in particolare. Di certo mi hanno trasmesso un grande spirito di semplicità e dedizione verso questo mestiere.

Nella vita reale quanto assomigli al tuo personaggio Luca?

Gli assomiglio per qualche sua nevrosi forse, ma non tanto di più. Ho sempre avuto un rapporto genuino e profondo con il sesso femminile. Credo che Luca voglia condensare un po’ l’insieme ideale delle pecche e dei limiti degli uomini nelle relazioni con l’altro genere, ma anche difendere la loro sensibilità, spesso sottovalutata o addirittura calpestata.

Ti è mai capitato di essere attratto da una donna più grande? E, in generale, ti senti più vicino a donne più mature o alle tue coetanee?

Ho una splendida relazione con una ragazza di Parigi che ha la mia stessa età, e questo credo risponda in parte alla domanda. Certamente ci sono donne più grandi che sono molto attraenti, ma ritengo che lo siano per un fascino specifico che dona l’età, il fatto stesso cioè di essere delle donne e non più delle ragazze. Detto ciò, non vedo limiti anagrafici all’amore. È bello avere la possibilità di conoscere una giovane donna che sogna su se stessa ed è bello altresì conoscere una donna adulta che si afferma per ciò che ha sognato.

Sognando un finale alternativo al film, chi avresti scelto tra Lucia e Maria?

Per come sono fatto probabilmente Lucia, ma anche Maria deve essere un’esperienza indimenticabile.

E ora come stai vivendo il presente? Ti stai godendo il successo riscosso o sei già a lavoro su un nuovo progetto?

Non ho avuto tanto tempo a disposizione perché, per fortuna o purtroppo, sono già alle prese con un altro bellissimo progetto: sfortunatamente non posso dirvi altro, deve essere una sorpresa!

 

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Beatrice Gentili

Spettatrice compulsiva di serie tv, dopo aver visto 8 puntate di fila, non capisce più quale sia la finzione e quale la realtà. A breve collega di Freud, ama follemente il cibo e la sua famiglia. La sua valvola di sfogo preferita è il clacson della macchina. I biscotti con l'uvetta che sembrano biscotti al cioccolato sono il motivo principale per cui ha problemi di fiducia.