Intervista a Riccardo Schiara “La voce” di X Factor

Il primo ad accorgersi di lui è stato Morgan, che durante le selezioni di X Factor lo ha accolto sul palco decretando “E’ arrivata La Voce!“. Coronamento ideale di una personalità forte ma riservata, iniziare a cantare per Riccardo Schiara è stato spontaneo. Il giovane alessandrino (19 anni, ma un timbro intenso e definito) comincia per caso aiutando nelle esibizioni il fratello maggiore, cantante anche lui e suo primo sostenitore, e (quasi) senza accorgersene si ritrova sul palco di Sky, concorrente di Fedez e pomo della discordia dell’ ormai leggendario abbandono del programma da parte dell’ ex frontman dei Blue Vertigo. Quel “quasi” è fatto di disciplina e gavetta nei locali di provincia, di una grande passione per la spettacolarità di Stromae, e di quell’intelligenza emozionale che Vittoria Cabello ha definito “una fucilata”. Cantare per lui è prima di tutto un’ esigenza “la musica è un percorso che mi fa bene“. Le ambizioni, i riflettori ed il successo sono qualcosa che viene dopo.

Durante l’ esperienza XFactor non avete contatti con l’ esterno. Chi è stata la prima persona che hai chiamato appena ti hanno riconsegnato il cellulare?
Il primo pensiero è stato per i miei amici, poi ho cercato subito mio fratello e la mia famiglia. Sono un tipo piuttosto riservato, è stato stranissimo riaccendere il telefono dopo un mese e trovare centinaia di messaggi di persone sconosciute. Sto provando a rispondere ad a uno per uno, ai complimenti e naturalmente anche alle critiche.
Sei uscito al quarto live assieme a Vivian. Lei ha dichiarato “Fare cover non è fare musica, X Factor non è mio palco”. Ed era il tuo invece?
Si, non ho mai provato altri talent. Xfactor è magia, e so che può sembrare paradossale, ma è stata la prima volta che mi sono sentito a mio agio su un palco. E’ un’occasione insostituibile di confronto, soprattutto per chi viene da una città piccola come la mia. Un posto in cui l’ esperienza professionale e si mischia all’ aspetto umano e formativo. Di fronte a un pubblico di milioni di persone inevitabilmente ti responsabilizzi. Vivere in un loft con 12 ragazzi, poi, significa essere continuamente bombardato da stimoli di 12 direzioni artistiche diverse dalle tue “
Eppure sembra che il pubblico non ti abbia capito, cosa pensi ti abbia penalizzato?
In due minuti di esibizione è difficile farsi capire. Credo di avere una voce complessa, adulta per i miei 19 anni. Mi sento un pò Ezra Pound, che è un ragazzino come me ed ha una voce molto profonda. Ho un timbro un pò drammatico, televisivamente meno diretto della voce di Lorenzo ad esempio, un pò alla James Blunt, che gioca d’impatto fin da subito.
Morgan è stato molto aggressivo con te dopo la performance di A Perfect Day, ha persino abbandonato il programma dopo la tua esibizione, eppure non hai risposto nulla…
Non mi sarei mai permesso, sono pronto ad accettare qualsiasi tipo di critica, perchè sono stato io a mettermi sul palco nella condizione di riceverle. Le critiche possono essere costruttive, solo che Morgan non mi diceva mai di preciso dove migliorare. Nel loft la sera ripensavo ai suoi commenti e capivo che la sua non era un’ accusa precisa, bensì un giudizio generalizzato
Molte sono state le critiche a proposito della tua mancanza di presenza scenica…
Io credo che la musica vada ascoltata. Il mio carattere riservato è stato un punto a mio sfavore in un contesto in cui scenografia e spettacolo hanno una funzione portante. Le stesse canzoni che mi sono state assegnate non permettevano un’ eccessiva spettacolarizzazione. Sono migliorato molto sulla presenza scenica, ma non voglio snaturarmi, se mi mettessi a ballare come Madh farei ridere probabilmente. Con lo scenografo Luca Tomassini eravamo daccordo che una schiera di ballerini scatenati non avrebbe rispettato la mia personalità
Quando canti sembra che tu sia concentrato più su di te anzichè sul pubblico. Cosa significa per te cantare?
In parte è così, ma sarebbe ipocrita dire che canto solo per me se ho di fronte un pubblico di milioni di persone. Sono introverso, e nella musica ho trovato un modo per esprimere ciò che a parole non riesco a dire. In questo senso do tanta importanza tanto alla melodia quanto al testo, e vorrei anche iniziare a scrivere qualcosa di mio…
Davvero non hai mai provato prima?
In realtà si, ma mettermi su una scrivania a scrivere mi faceva sentire banale. Io ho bisogno di risultati, XFactor è stata una conferma che mi ha dato stimolo per credere di più al mio talento, anche sotto questo punto di vita
Quando hai capito che cantare poteva essere tua strada?
Non c’è un momento preciso, non ho mai deciso che sarebbe stato così, l’ ho sempre fatto con passione, ma se dovessi cercarne uno è il ricordo di quando da piccolo cantavo a mia nonna “Sei nell’ anima” di Gianna Nannini. Era l’unica capace di ascoltarmi in quelli che per me sono stati momenti difficili.
Pensi che i brani assegnati da Fedez abbiamo rispettato la tua personalità?
Si, Fedez è per noi concorrenti un amico e un maestro, sapeva metterci a nostro agio. L’esibizione che più mi rappresenta è Follow the Sun, più leggera rispetto a A Perfect Day, che ancora adesso fatico a riguardare. Ho un brutto ricordo, forse per l’ episodio con morgan (ride). Era una tematica difficile da trattare, il testo parla di droga, è un tema con cui ho faticato a trovare connessione con mia personalità. L’ esibizione in cui mi sono divertito di più è Lonely Boy, finalmente ho potuto sperimentarmi in canzone più movimentata! All’inizio credevo che non sarei riuscito a riguardarmi da casa, poi invece mi sono piaciuto.
Da quando mettevi video-cover su youtube ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti, come pensi di migliorare ancora?
Secondo me è ancora difficile avere un’idea precisa: me ne renderò conto in base alle realtà che mi si presenteranno, ogni realtà è a sè e ti da modo di confrontarti con qualcosa di nuovo da imparare.
Se dovessi sognare in grande, chi sono gli artisti con cui vorresti lavorare?
Guardo Sicuramente a Woodkid, la sua musica è un’ esperienza totalizzante, oltre al lavoro di melodia si occupa anche della realizzazione video, ha uno stile molto personale. Se dovessi sognare moooolto in grande certo spererei un giorno di trovarmi su un palco con lui, o con Stromae, altro stile molto definito.

Twitter: @EvaElisabetta

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Eva Elisabetta Zuccari

Per lavoro e per passione racconto storie. Dalle esistenze straordinarie di persone comuni ai "pancini sospetti" del Gossip. Giornalista in divenire, classe 1989, curiosa. Spio tutto e tutti: voi non sapete chi sono io, ma io potrei già sapere chi siete voi.