I successi di Riccardo Schicchi

È stato lui ad estirpare la pornografia italiana dagli ambienti clandestini a cui veniva relegata. È stato Schicchi a rivoluzionare i film a luci rosse con scelte innovative, spesso riconducibili a vere e proprie strategie di marketing. Creatore e comunicatore, il cinema porno italiano ha vissuto tra gli anni ’80 e ’90 un momento d’oro, fatto di mercato, di soldi e di dive. Dietro ad attrici come Moana Pozzi, Cicciolina, Ileana Carisio detta Malù e poi Ramba, ed Eva Henger, divenuta sua moglie, c’era l’imprenditore, il fotografo e il regista siciliano.

Con lui il porno e le sue star si sono scoperte alla vita di tutti i giorni, alla televisione e persino alla politica, contribuendo a cambiare la società italiana. Vallettopoli è il famoso scandalo in cui Schicchi è stato coinvolto. Per questo caso, nel 2008 viene condannato ad una multa di 800 euro per incitamento alla prostituzione. Pena che si somma ai sei anni di reclusione, mai scontati, che già nel 2006 i giudici gli avevano imposto per associazione a delinquere, violazione della legge sull’immigrazione e sfruttamento della prostituzione. Intanto l’agenzia da cui tutto ebbe inizio, Diva Futura, è sempre in piedi, mentre rimangono ancora intatte nella memoria di molti le immagini delle pornostar Cicciolina e Moana Pozzi.

Con Schicchi, le due dive hanno avuto grande popolarità, sfiorando inoltre cariche politiche grazie all’esperimento del Partito dell’Amore. Così Rocco Siffredi commemora il suo manager: «È stato un padre per me, a Riccardo devo tutto. Per l’Italia della pornografia questo è un grave lutto. Non c’è stato nessuno come lui che ha creduto così tanto al made in Italy pornografico. Sono nato con lui, nell’agenzia Diva Futura. Avevo 20 anni quando mi scelse: sono stato l’unico uomo tra tutte le sue donne Cicciolina, Moana, Malù, Ramba, accettato perchè era un amante della bellezza». Moana, la mini serie televisiva prodotta nel 2009, racconta chiaramente la famiglia che si era creata intorno a Riccardo Schicchi.

 

 

 

 

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Cinzia Comandè

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