I Bastardi di Pizzofalcone: Alessandro Gassmann sfida Montalbano

Nuovo anno, nuove fiction e nuovi tutori della legge. Dopo il Vicequestore Rocco Schiavone e l’onnipresente commissario Montalbano, Rai 1 ci prova con l’ispettore Lojacono, alias Alessandro Gassmann, con una serie di sei film tv in prima serata. Questa nuova fiction, I bastardi di Pizzofalcone, con la regia di Carlo Carlei, prodotta da RaiFiction e Clemart, è tratta dai romanzi di successo di Maurizio de Giovanni (“I bastardi di Pizzofalcone”, “Buio” e “Gelo”), pubblicati da Einaudi e ambientati nella Napoli di oggi, e vede nel cast, oltre al già citato Gassmann, anche Carolina Crescentini, Massimiliano Gallo, Tosca d’Aquino, Antonio Folletto, Simona Tabasco, Gianfelice Imparato e Germano Silvestri.

I Bastardi di Pizzofalcone: la sinossi

bastardi di pizzofalconePizzofalcone è una collina, meglio nota col nome di Monte di Dio, situata in una zona di Napoli del quartiere centrale San Ferdinando, fra il borgo Santa Lucia, il Chiatamone e Chiaia. Ed è proprio qui, nell’omonimo commissariato destinato alla chiusura per volontà della Questura dopo che alcuni agenti della squadra sono stati arrestati per un grave episodio di corruzione, che si svolgono le avventure dell’ispettore Lojacono. Un commissariato in chiusura non è affare da poco: bisogna smaltire le pratiche burocratiche rimaste in sospeso, archiviare fascicoli e svolgere il lavoro di ordinaria amministrazione nel quartiere. Mancano pochi mesi alla chiusura e sono rimasti in organico solamente due poliziotti che, ovviamente, non possono far fronte alla notevole mole di lavoro. Dunque, per sveltire il lavoro, bisogna formare una squadra, e ne approfittano diversi dirigenti di altri commissariati della città per liberarsi di poliziotti scomodi. A questa squadra arrangiata di scarti viene dato lo stesso soprannome che apparteneva agli agenti corrotti responsabili della chiusura del commissariato: I Bastardi di Pizzofalcone. La sorte dei “Bastardi” sembrerebbe ormai segnata dall’apatia di un commissariato in chiusura, ma l’arrivo dell’ispettore Lojacono, uomo affascinante, del quale peraltro si vocifera che in passato abbia fornito delicate informazioni alla mafia, ricicla la squadra riportandola in azione.

Attraverso le storie dei protagonisti con le loro gioie, le loro emozioni, passioni, rabbie e dolori, I Bastardi di Pizzofalcone ce ne raccontano una più complessa, quella della splendida città di Napoli, una città ricolma di gente perbene, lontana dalle violenze della camorra, una città fatta di antichi palazzi aristocratici e case modeste, una città in cui chi ci vive lo fa onestamente. Ma anche una città in cui bisogna convivere con la follia, la rabbia, il rancore, la vendetta, la passione …

Maurizio de Giovanni con i suoi romanzi possiede una capacità di scrittura in grado non solo di evocare immagini e suoni ma anche di rendere i suoi protagonisti reali. Questi gialli, nello specifico, si possono annoverare nel filone del Police Procedural, ovvero quel poliziesco caratterizzato da una squadra di agenti, un investigatore ed altre figure che sono co-protagonisti della narrazione, che indagano su più crimini nello stesso momento che si intrecciano tra loro. Ricordando che le più famose serie tv poliziesche contemporanee nascono da questo tipo di impianto narrativo, ci chiediamo se I Bastardi di Pizzofalcone riuscirà a fare breccia nel cuori degli italiani e, magari, a sfatare il mito dell’inossidabile (e probabilmente invincibile e/o immortale) Commissario Montalbano.

bastardi di pizzofalcone Alessandro Gassmann è l’ispettore Lojacono: scelta azzeccata?

La scelta di far vestire ad Alessandro Gassmann i panni del protagonista non è stata però così geniale come ci si aspettava. Massimo rispetto per un attore straordinario che però in questo frangente, secondo il nostro modesto parere, non è riuscito molto a dare al suo personaggio autenticità. Già dall’inizio, infatti, è risultato un po’distaccato e scialbo. Ma, nonostante la delusione del personaggio, l’ambiente in cui si svolgono le vicende ha fatto la differenza. Le location che abbiamo visto sullo schermo, la città di Napoli, rappresentata e fotografata con tutti i particolari e gli scorci caratteristici, ha regalato alla fiction, rispetto ad altre, una gran quantità di scene girate in esterni, il che significa non solo un notevole dispendio economico, ma anche pubblicità per una delle città più suggestive dello stivale. L’ambiente dunque non solo ha messo una toppa sui difetti, ma si è anche addossato il fardello del ruolo di protagonista della narrazione, ruolo che peraltro ha interpretato alla perfezione.

Alla luce di queste constatazioni, ci sentiamo sicuri nell’affermare che l’ispettore Lojacono, nonostante abbia conquistato 6.944.000 spettatori, pari al 25.5% di share, non potrà mai succedere al Commissario Montalbano, il quale detiene lo scettro di re delle fiction poliziesche, e sembra proprio che non abbia alcuna voglia di abdicare.

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.