Gomorra – la serie, dal 6 maggio su Sky

Vanno in onda stasera, su Sky Atlantic, i primi due episodi della serie tv Gomorra. Risale al 2006 il romanzo di Roberto Saviano che ha venduto più di 10 milioni di copie divenendo un best seller in diversi paesi.

Quelle pagine avevano già ispirato il film di Matteo Garrone, vincitore del Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes, che ne aveva fatto una versione diversa e artisticamente personale. Parallelamente al libro e alla pellicola, si inserisce adesso l’adattamento al piccolo schermo, che si presenta anch’esso come un’opera unica e liberamente tratto dal vasto materiale messo su carta da Saviano.

MEGLIO DI ROMANZO CRIMINALE. Sovrastata dal successo dalla serie Romanzo Criminale, Sky ha saputo nuovamente giocare le sue carte con astuzia. Se da una parte ha seguito la stessa formula utilizzata per gli episodi sulla banda della Magliana, cioè partire da un romanzo pubblicato negli ultimi anni, che ha avuto una grande fortuna e affronta intrighi malavitosi, dall’altra ha analizzato criticamente le parti deboli di Romanzo Criminale associabili ad un primo approccio nel genere poliziesco dal punto di vista dei criminali. Da una fiction da più parti definita “poco italiana” per il suo contenuto e la sua narrazione, adesso Sky sta solidificando le qualità di questo tipo di prodotto esportandolo a tutti come “serie tv all’italiana”. Non a caso, già quando erano in corso le riprese di Gomorra si stavano vendendo i diritti di programmazione in altri paesi, che oggi si possono quantificare in 50 emittenti in tutto il mondo. Un budget sostanzioso ha permesso, dunque, di assicurare maggiore cura in diversi settori. A differenza di Romanzo Criminale, nella produzione non risulta il solo marchio Sky ma anche quello di due delle più importanti produzioni italiane: Cattleya e Fandango. Gomorra, inoltre, è realizzata con la collaborazione di La7 e in associazione con Betafilm. Anche nel reparto registico non risulta solo il nome di Stefano Sollima, già ideatore e regista di Romanzo Criminale, ma per quattro episodi appaiono anche quelli di Claudio Cupellini (autore di Una vita tranquilla, 2010) e di Francesca Comencini (autrice di Mi piace lavorare – Mobbing, 2004). Cambiano, invece, gli sceneggiatori: non più la squadra di Daniele Cesarano, ma quella di Stefano Bises (La squadra, Distretto di polizia, Ris, Tutti pazzi per amore) con Ludovica Rampoldi, Leonardo Fasoli, Giovanni Bianconi, Filippo Gravino e Maddalena Ravagli. Insieme si ritrovano a scrivere su una vicenda che non è sulle pagine della storia, come quella del Libanese o del Freddo, ma che è ancora viva nel tessuto napoletano e non solo. Come è stato per Giancarlo De Cataldo, anche in Gomorra non manca la collaborazione e la consulenza dell’autore del romanzo d’origine: Roberto Saviano.

I SAVASTANO. «Ci siamo interrogati a lungo sullo scarto che ci possa essere tra il personaggio di Gomorra serie e il personaggio reale. La risposta non c’è, nel senso che io mi sono immaginato uno spettatore che vedendo tutto questo, non si senta semplicemente intrattenuto o appassionato ai personaggi, ma possa conoscere qualcosa in più. Non ho vergogna a dire che queste storie mi hanno anche affascinato e ora che le conosco posso avere una posizione su quelle storie», racconta Saviano. Come nel film, Gomorra la serie racconta i meccanismi e le strategie di un clan camorristico, intorno al quale gravitano grandi e piccoli personaggi che convivono o cercano di ostacolare la criminalità. Il boss in questione è Pietro Savastano che controlla il potere militare e l’economia con l’aiuto di Ciro e della moglie Imma. Gennaro, Genny, è il figlio di Pietro poco incline alle ambizioni familiari. Ognuno ha la propria complessità e identità e rappresenta la somma della vita di diversi personaggi reali. Interpretano questi ruoli attori professionisti, a differenza della versione cinematografica, ma che non hanno avuto grande notorietà, come per il cast di Romanzo Criminale. Tra gli altri, recitano Marco D’Amore, Fortunato Cerlino, Maria Pia Calzone, Salvatore Esposito, Marco Palvetti, Domenico Balsamo. La parola realismo predomina nella scrittura così come nella sceneggiatura. Come lo stesso Saviano ricorda, nessun personaggio o gesto viene “dopato” ed esaltato con un’eccessiva fantasia: «noi raccontiamo la realtà con rigore». {ads1}

SCAMPIA E LE POLEMICHE. «Girare a Scampia era fondamentale, perché Scampia è la protagonista, è l’attrice. Non è una quinta che si può ricostruire. È l’elemento documentaristico, scenico, il dna della serie. Quel cemento è la descrizione geopolitica del Paese», dice lo scrittore. Dopo Saviano, Scampia e Napoli è luogo d’interesse da parte del cinema e della tv. Recentemente sulla Rai è andato in onda L’oro di Scampia, con Giuseppe Fiorello, e adesso tornano le vicende di Gomorra. Se da un lato c’è chi è incuriosito dalle telecamere, dall’altro c’è chi non ne può più della “cattiva pubblicità”. Gomorra la serie ha avuto non pochi problemi sia durante le riprese, quando il set si è bloccato a causa dello “sfruttamento di immagini e luoghi in danno del territorio” (risolto con un accordo che prevede la realizzazione di un documentario sulla parte “bella” di Scampia), oltre alla denuncia di Maradona che ha chiesto 10 milioni euro di risarcimento per “usurpazione dell’immagine e per attacco alla sua notorietà, ottenuta per meriti sportivi” (dato che un killer nella fiction si fa chiamare proprio “Diego Armando Maradona” in suo omaggio), sia in fase di promozione. In questi giorni sono apparsi dei manifesti con scritto «Gomorra su Sky per l’interesse di pochi…altra “merda” sul popolo napoletano…e la politica se ne frega! Vergognatevi tutti!». Anche il trailer che recita “sangue chiama sangue. Il male è tra noi” non è piaciuto ad alcuni napoletani, in particolare alla Cooperativa (R)esistenza Anticamorra e a Don Manganiello per il quale le produzioni televisive lucrano su Scampia esattamente come la criminalità. Inultile nascondere quanta aspettativa abbia creato questa nuova sfida Sky. Da stasera il via alle vere critiche e agli elogi.

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Cinzia Comandè

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