Gomorra 2 è record di ascolti: le pagelle delle prime puntate

Dopo il successo delle pagelle di Game of Thrones, arrivano anche quelle di Gomorra 2. La situazione nella seconda stagione della serie tv firmata da Stefano Sollima è ben diversa da quella della prima stagione e ci vuole un po’ per immergersi di nuovo nelle atmosfere di Scampia e Secondigliano. Gli equilibri di potere sono cambiati, i Savastano hanno perso (per ora) il controllo delle piazze di spaccio e al loro posto si è creata un’alleanza camorristica con a capo Salvatore Conte. Nelle prime due puntate andate in onda su Sky abbiamo visto come siano cambiati i personaggi dopo le vicende della prima stagione ma i risultati sono tuttavia ancora incerti, anche se tutto ci fa pensare che prima o poi scoppierà “o’ burdell”.

gomorra 2

Ciro Di Marzio: Il simpatico pelato protagonista della prima stagione è al centro dei nostri pensieri anche in Gomorra 2 e lo seguiamo per tutta la prima puntata nella parabola discendente che lo porterà ad uccidere la moglie. La vita del camorrista non è ‘na cosa facile facile da gestire psicologicamente. Ammazza de qua, tradisci de là, dai foco a quello, corca di mazzate quell’altro… ce sta che uno perde la brocca! Però a Ciro Di Marzio le cose andavano bene. Pur avendo tradito i Savastano stava ancora in piedi e, anzi, s’era messo insieme a un bel gruppetto d’amici con Salvatore Conte. Insomma le cose iniziavano a girare nel senso giusto. E però Deborah, la moglie, c’ha ancora un po’ paura che prima o poi qualche Savastano si possa vendicare su di lei e sulla figlia. “Un po’ paura” è un eufemismo: questa è proprio terrorizzata! Ciro ci prova a farla calmare, a dirle che è tutto finito, che hanno vinto loro! Ma niente oh, questa c’ha st’idea fissa in testa che se ammazzi la madre di un camorrista questo prima o poi si vendica! Ma io dico: che gente! E va beh lui la porta a cena fuori per farla rilassare, un bel ristorantino di pesce senza troppe pretese, ‘na cosa da niente. Ma la cena non va troppo bene. Sarà stato il vino annacquato, i gamberi andati a male o Dio sa cos’altro ma a Deborah non passa. Lo sbrocco è in piena tragedia napoletana e Ciro, per calmarla, prima le ammolla una pizza in faccia (con tanto amore eh) e poi le mette le mani al collo fino a strangolarla ed ucciderla. Lasciamo Ciro in preda ai sensi di colpa che piange a dirotto quando lo chiamano a riconoscere il corpo bruciato (da lui) della povera moglie.

Voto 6,5: Coccodrillo

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Salvatore Conte: A noi Salvatore Conte è sempre piaciuto, fin da quando gli “appicciarono” casa nella prima puntata della prima stagione. Sarà quella barba fatta col taglierino, sarà la coda di cavallo o quell’ incredibile passione per i crocefissi al neon: non sappiamo cosa sia ma ci piace. Peccato che probabilmente dovremo aspettare ancora per conoscerlo più approfonditamente. Nella prima stagione, infatti, era “alla Spagna” e si è visto poco; ora è tornato a Napoli da padrone e ci aspettiamo sicuramente grandi cose da lui! Soprattutto quando verrà a sapere che qualcuno ha fatto la cappellata di lasciar vivo Genny Savastano!

Voto 6,0: Speranza

Gennaro Savastano: Nella prima puntata di Gomorra 2 lo vediamo nella prima scena trasportato di corsa in ospedale con una pallottola in faccia e poi reagire alla lucina del medico nell’ultimo fotogramma. La seconda puntata, invece, apre con lui che sta in Honduras. Siccome non ci viene dato un rifermento temporale, lì per lì viene da pensare ad un flashback del piacevole soggiorno che Genny aveva avuto nella prima stagione, quello che lo ha reso così simpatico e amorevole. Invece si viene a sapere che è passato almeno un anno dai fatti della prima puntata. E lui… Ancora non ha cambiato taglio di capelli! Qualcuno gli dica che non ha il fisico da ultimo dei Mohicani! L’Honduras è sempre terra accogliente per Gennaro Savastano, d’altronde l’economia del Paese tira avanti soprattutto grazie a lui, ma questo nuovo soggiorno, pur fruttuoso per le amicizie e stimolante per le mille attività che offre, deve finire: Genny deve tornare a casa, prendere due spicci di diamanti sepolti chissà dove a Scampia e portarli al padre che intanto si è rifugiato in Germania. Il rapporto con il papà/boss non è dei migliori. Dopo essersi fatto tutto il viaggio, aver aspettato tutto il giorno esposto alle temperature germaniche ed essere a digiuno, Genny incontra finalmente il padre che non vedeva dall’ultimo colloquio in prigione. Ne è passato di tempo… E invece il vecchio Pietro se mette a parlà della benzina. Il povero Gennarino non riceve nemmeno un briciolo di gratitudine dal padre dopo averlo salvato dall’esecuzione dei calabresi, dall’arresto e dopo aver ammazzato un tedesco poveraccio solo per potergli rubare la macchina. Pur avendo mantenuto una calma invidiabile, alla fine anche Genny è costretto a soccombere allo sbrocco, questa volta però se la prende solo con il clacson della macchina.

Voto 7,5: Incompreso

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Pietro Savastano: Welcome back boss! Dopo la fuga rocambolesca a cui abbiamo assistito alla fine della prima stagione, Pietrone Savastano è costretto a fuggire da Napoli. Lascia però la vecchia guardia di fedelissimi a tenere d’occhio la situazione mentre lui cercherà di riorganizzarsi. Ora, non sappiamo come sia arrivato in Germania, non sappiamo come abbia vissuto per un anno in terra teutonica, non sappiamo se qualche crucco lo abbia aiutato o se qualcuno col dente avvelenato abbia continuato a cercarlo, ma il boss pare tutto sommato in forma… A parte il fatto che ogni mattina si deve calare una manciata di pasticche. Tutte insieme ovviamente! Io per prendere mezza tachipirina devo allungà il collo come un’oca, lui si cala mezza Bayer in un colpo solo: like a boss! Insomma ce lo ritroviamo in Germania a leccarsi le ferite. Qui la faccenda si complica. Non per un intreccio di trama o per difficoltà dei personaggi: le difficoltà sono tutte nostre. Già per chi non è napoletano o non ha un buon orecchio, a volte è dura stare appresso ai dialoghi, ma se ci mettete pure i calabresi allora è finita proprio! Confesso che lì per lì pensavo fosse un crucco che cercava di parlare un italiano “napolizzato”. Poi ci hanno spiegato che era un calabrese che oltre tutto stava pure sulle scatole agli altri calabresi. E se stai sulle scatole ad un calabrese avoja a fa il simpatico, te puoi pure vestì da bronzo de Riace e rivangare i bei tempi della Reggina in serie A, ma ormai je stai sullo stomaco! Ma per fortuna il nostro boss fa in tempo a scappare insieme al figliolo che ha un’idea geniale: “Rubiamo una macchina!” Ma scusame tanto Gennariè, ma i calabresi che hanno ristrutturato il bar da dove siete scappati a suon di kalashnikov non erano amici tuoi che t’hanno pure avvisato? Ma pure se non fosse, mica cercavano a voi! Ve siete dati, state fuori: fate i vaghi e andatevene! Invece dovete rubà la macchina, farvi fermare dalle guardie crucche e ar poro Pietro ‘nantro po’ je prende un coccolone! Va beh alla fine… tutt’appoooost! Pietrone si sveglia riposato e rilassato dopo aver dormito una notte intera per terra, con un braccio accartocciato sotto al corpo, e addirittura si tira su di peso, quando a me se dormo 5 minuti così, il braccio assume vita propria. Basta una chiamata e una carovana di macchinoni lo viene a prendere per riportarlo a Napoli (forse.) Ma scusa un attimo: ma la sera prima do stavano tutti questi? Va beh… Non facciamo troppe domande.

Voto 6,5: The boss is coming

Twitter: @g_gezzi

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Giulio Gezzi

Laureato in Storia e memoria delle culture europee presso l'Università di Macerata. Da sempre interessato alla politica e alla storia contemporanea almeno tanto quanto alle serie tv, al cinema e al calcio. La ricerca dell'autonomia è quello che mi ha guidato fin'ora.