Fine del mondo, the day after

E anche se oggi tutti affermano di non averci mai creduto, ieri la psicosi collettiva ha pervaso buona parte di popolazione suggestionabile: in Francia, ad esempio, migliaia di persone si sono ritrovate alle pendici del monte Bugarach, unigo luogo di salvezza, secondo molti, per mano degli alieni; nella provincia del Sichuan (Cina) invece si è fatta razzia di candele, in Russia di cibi in scatola e fiammiferi – tanto che Medvedev ha dovuto invitare la cittadinanza a mantenere la calma. A Stonhenge per la coincidenza con il solstizio di inverno (ufficialmente) si sono radunate circa 5000 persone per la cerimonia pagana coincidente con il giorno della profezia dei Maya. Il rito sicuramente più suggestivo si è svolto, però, in Messico: nell’antica Chichen Itza all’alba hippy e turisti di tutto il mondo hanno sfilato con le mani alzate al cielo, vestiti di bianco.

In Italia, pare invece che che la vigilia dell’apocalisse l’abbiamo passata davanti la TV a guardare Mistero su Italia Uno: 3.165.000 telespettatori, con uno share del 14.86%, per un programma che tutti, nei giorni scorsi, avevano giurato di non guardare. E invece eccola lì, Nicole Pelizzari in compagnia di un sedicente esperto di sopravvivenza, che indicano in pezzi di legno e bottiglie di vino gli strumenti perfetti per sopravvivere all’Armageddon, e una divertentissima (?) gag che ha visto coninvolti i tecnici del suono, che, per aumentare la suspance, hanno giocato con il volume dell’audio. Momenti di alta, altissima televisione, che hanno fatto il pari con le feste di non-fine del mondo organizzate nella serata: scenografie Maya e fiumi di alcool per festeggiare se non lo scampato, quanto meno il ritardato pericolo. Con buona pace di tutti i buoni propositi fatti dopo aver tirato le somme, nelle ultime settimane.

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Carol Verde

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