Efa 2013: “La grande bellezza” di Sorrentino sbanca tutto

“Esiste evidentemente una qualità italiana che all’estero sanno riconoscere” aveva affermato il protagonista Toni Servillo poche ore prima del verdetto, avendo constatato in questi mesi il gradimento internazionale della pellicola a dispetto delle valutazioni divergenti della critica nostrana. E ci ha visto lungo Toni! Infatti il film del regista napoletano ha incassato ben quattro riconoscimenti: miglior film, miglior regia, migliore attore a Servillo e miglior montaggio a Cristiano Travaglioli.

L’Efa, fondata a Berlino nel 1989 da Ingmar Bergman ed altri quaranta registi per celebrare il cinema europeo, si è così inchinata alla grande bellezza raccontata dal nostro Sorrentino, lasciando addirittura a bocca asciutta “La vita di Adele”, fresco vincitore a Cannes. Purtroppo il regista, che adesso è alle prese con la nuova opera “In the future”, non ha potuto ritirare i suoi meritatissimi premi essendo impegnato a Marrakesch, dove è membro della giuria del festival marocchino presieduto da Martin Scorsese. A ricevere quindi i riconoscimenti sono stati il protagonista Servillo aka Jep Gambardella, l’attrice Iaia Forte e i produttori Francesca Cima e Nicola Giuliano.

Entusiasta Toni che ha interrotto le repliche di un suo spettacolo a Bergamo pur di prendere parte alla delegazione italiana a Berlino. “Io credo nel genio italiano, nonostante la nostra abitudine all’autoflagellazione. Facciamo più fatica in Italia che all’estero a ottenere interesse e riconoscimenti. Se invece di investire in complessi industriali, che poi non vengono mai a termine, investissimo in cultura, le cose andrebbero molto meglio – parole di Jep – Per il cinema sono stato premiato agli Efa per “Il divo” e per “Gomorra”. Questa vittoria la devo a Sorrentino naturalmente, che ha fatto un film in cui gli stranieri possono riconoscersi, non a caso è stato accolto anche in America con molto favore. Jep Gambardella è un cinico sentimentale deluso, pronto a diventare un moralista, un personaggio che c’è in ogni paese, come nella letteratura e nel cinema di ogni paese c’è chi parte dalla provincia per cercare l’affermazione in una grande città. Poi c’è Roma con il suo fascino eterno. Paolo mi ha regalato un personaggio magnifico, uno scrittore che vive la sua autobiografia, che vuole scrivere ‘il romanzo sul niente’, come ripete nel film, che solo a Flaubert è riuscita”.

Con questa vittoria “La grande bellezza” di certo non passerà inosservata a Los Angeles. Il trionfo di Berlino è infatti un ottimo biglietto da visita per gli Oscar 2014 in cui la pellicola di Sorrentino ci rappresenta e concorre nella categoria dei film stranieri. Di sicuro questi riconoscimenti incideranno sul voto dei membri dell’Accademy e dei giornalisti dei Golden Globes, ma intanto godiamoci il meritato trionfo dell’arte italiana.

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Marika Luongo

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