Cheaters, quando il tradimento diventa uno show

“Il legame del matrimonio è così pesante che si deve essere in due per portarlo, spesso in tre” (Alexandre Dumas padre).

Le torbide storie di adulteri e tradimenti da sempre esercitano un fascino morboso sul genere umano; è come guardare dal buco della serratura e scoprire che ognuno ha i suoi drammi e nessuno è perfetto. La tv ne è consapevole e, spesso e volentieri, risveglia il voyeur che è in noi proponendoci format a tema dal successo più o meno scontato. Un esempio sono le due edizioni dello scripted reality Alta Infedeltà – 1000 modi per tradire di Real Time, con la sua carrellata di tradimenti all’italiana.

CheatersTv8, la vecchia Mtv, per non essere da meno, dopo aver rivoluzionato completamente il palinsesto (si spera in meglio), ha deciso di accompagnare il pranzo degli italiani con un nuovo programma: Cheaters – Tradimenti, in onda dal lunedì al venerdì alle ore 13:00. Il docu-reality, che si propone di indagare sulle dinamiche che portano alla nascita di amori clandestini, è la versione italiana di un format che vanta peraltro una decina di edizioni sulle reti di Discovery Channel ed è condotto da Joey Greco. Oltreoceano ha fatto molto discutere sia per il linguaggio e le situazioni crude che coinvolgevano i protagonisti, sia per il sospetto che le storie raccontate non fossero reali: 14 anni fa, lo Houston Press intervistò alcuni protagonisti che sostenevano di essere stati pagati per fingere l’atto illecito.

Nella versione nostrana è l’attore Roberto Farnesi a tenere le fila del programma, stanare i partner infedeli e poi tentare di spiegare e illustrare le conseguenze emotive e psicologiche di un tradimento. Appesi al chiodo i panni dell’attore di fiction, Farnesi, probabilmente consapevole dei suoi limiti, quasi si scusa con i telespettatori prima di raccontarci le storie del giorno dicendo: “Nella vita faccio l’attore ma non qui”. Ed effettivamente è un po’ fuori luogo in un contesto in cui basterebbe semplicemente una voce narrante per introdurre brevemente i filmati che, a nostro parere, si commentano benissimo da soli.

Nello specifico, la struttura del programma è la seguente: la squadra di investigatori di Cheaters accorre in aiuto di mogli e mariti che sospettano di essere traditi dai rispettivi compagni; dopo aver ricevuto tutti i dettagli possibili sulla vicenda, gli investigatori filmano, a loro insaputa, tutto ciò che fanno i presunti traditori, fino a coglierli in fallo. A questo punto inizia il vero e proprio show poiché, una volta rintracciato il ‘’traditore’’ con l’amante, questo viene bloccato e gli vengono mostrate le immagini del video che testimonierebbero la sua infedeltà. E qui fanno il loro ingresso parolacce, epiteti pittoreschi e insulti che precedono la zuffa finale in cui gli uomini prendono a pugni i loro simili e le donne si tirano i capelli.

Dunque trash allo stato puro incastonato in una tematica delicata che forse dovrebbe essere trattata in modo più serio, o, meglio ancora, non dovrebbe essere trattata affatto. Scavare nel torbido altrui è sempre meglio che farlo nel proprio, e probabilmente è questo il motivo che spinge alla creazione di format del genere che non hanno nulla di educativo né tantomeno intrattengono. Dopotutto è questo lo scopo di quella tv che qualcuno potrebbe definire “spazzatura”: tenere incollato lo spettatore allo schermo per guardare dal buco della serratura le vite degli altri che scoprirà imperfette più o meno quanto la propria.

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Twitter: @Claudia78P

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.