Buonanno e l’enigmatica questione dell’annunciatrice Rai

“La Rai sospenda immediatamente l’annunciatrice indiana di Rai 3 visto che il governo indiano, non solo si rifiuta di annullare le ridicole condanne a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ma addirittura si rifiuta di riconsegnarci il Marò Salvatore Girone rimasto in India”: finalmente Gianluca Buonanno ha deciso di offrire il suo contributo nell’ormai epocale controversia in corso tra India e Italia dopo che due fucilieri della Marina italiana sono stati accusati di aver aperto il fuoco e ucciso due pescatori al largo della costa del Kerala.

L’esponente della Lega Nord, attualmente sindaco di Borgosesia (Vercelli), ha espresso senza mezzi termini il suo disappunto per la presenza dell’annunciatrice indiana (ma con cittadinanza italiana) Sarita Agnes Rossi nel team della Rai.

L’europarlamentare leghista non è nuovo a dichiarazioni spiazzanti e non è solito usare mezzi termini per esprimere le sue opinioni, eppure il caro Buonanno riesce sempre a stupirci per le sue affermazioni “folcloristiche”.

Un politico attivista che ha intrapreso diverse lotte per i suoi cittadini: ha al suo attivo un paio di auto-incatenamenti, qualche sciopero della fame e proteste su letti. Gianluca ha sempre pensato ad ogni aspetto della vita delle persone, anche il più intimo; nel 2003 ha concesso ai cittadini di Varallo uno sconto del 50% sull’acquisto del viagra. Non ha mai dimenticato le sue figure guida e nei comuni da lui amministrati ha dedicato degli odonimi a Benito Mussolini.

BuonannoUn uomo dalle ampie vedute (“Al Gay Pride si vedono delle scene che fanno schifo, scene orripilanti. Il Pride fa schifo. Un bambino se lo vede si chiede: cosa fanno quei pagliacci che sfilano lì? Si svolge in posti pubblici e un bambino potrebbe pensare che qualcosa non quadra se vede certe porcherie”) e di indubbia fantasia (ha affidato a spigole, forconi e megafoni la sua libertà di opinione), oggi Buonanno vuole difendere i diritti dei suoi connazionali dopo il verdetto non roseo del tribunale internazionale del Diritto del mare di Amburgo.

“Visto che la Rai vive di fondi pubblici la sospenderei subito, perché fino a che non si risolve la situazione dei Marò dato che è indiana, rispondiamo pane al pane e vino al vino”. Ma ecco il cuore della proposta: “Bisognerebbe, visto che è indiana obbligarla, al principio di un programma o del telegiornale, prima che inizi a leggere le notizie, a farle dire che è contro le decisioni del Governo Indiano che stanno prendendo in giro l’Italia e gli italiani da oltre tre anni e che si vergogna di avere queste origini dato che l’Italia l’ha accolta bene e le ha dato pure un lavoro con i soldi pubblici”.

Sicuramente il caro Buonanno – che recentemente si è espresso anche sugli attuali flussi migratori definendo i profughi di guerra “codardi che scappano dal loro Paese senza combattere” che nel suo Comune non entreranno perché li ferma “con la forza” (cfr. un filo spinato elettrificato) – è un uomo dalle idee chiare e decise. Ma decise da chi?

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Amira Abdel Shahid Ahmed Ibrahim

Amira Abd El Shahid Ahmed Ibrahim è nata a Roma, nonostante il nome che sembra uscito da un documentario di Super Quark e il cognome così lungo da convincere il funzionario dell’anagrafe a cambiare mestiere il giorno in cui è venuta alla luce possano depistare circa il suo luogo di nascita. Nata sotto il segno dei pesci è una meticcia: metà del sangue che le scorre nelle vene è arabo. Condivide la sua dimora con due gatti grassi, predilige alla maggior parte delle persone i quadrupedi che non hanno il dono della parola, ma all’occorrenza si adatta a interagire con il genere umano. Dopo la cucina, arte nella quale si diletta spesso per rendere chi la circonda una persona più felice e l’arricciarsi i capelli, Amira ha anche degli hobbies che implicano l’uso del suo quoziente intellettivo come: leggere e scrivere. Due funzioni di elementare apprendimento che lei svolge con grande passione. Collabora con il quotidiano on-line Lineadiretta24 dal novembre 2013. Caporedattrice della rubrica di viaggi dal 2016. Leggermente sindacalista dentro odia le ingiustizie che “affollano” il pianeta. Conta di cambiare il mondo un giorno, o di conquistarlo.