“Buon compleanno Lucio”

Il 4 marzo di settanta anni fa nasceva Lucio Dalla e, ad un anno dalla sua improvvisa scomparsa, Piazza Grande a Bologna omaggia il cantante che le ha reso onore. La piazza gremita di gente fin dal pomeriggio è lì solo per lui, immagine che fa presto a ricordarci la fila di migliaia di persone che il 1 marzo dello scorso anno erano accorse nella stessa piazza solo per sfiorare il suo feretro a mo’ di ultimo saluto. Una platea immensa per Lucio che ha seguito il concerto organizzato in suo onore non solo dal vivo ma anche in diretta tv su Raiuno: ben sette milioni di spettatori attaccati allo schermo hanno fatto registrare più del 30% di share battendo tutti i competitor delle altre reti.

Ad aprire la serata niente di più azzeccato che un video trasmesso dal mega-palco di un Mike Bongiorno che presenta Lucio a Sanremo nel 1972 con “Piazza Grande”, per poi passare la palla al presentatore Gianni Morandi che, sulla scia dell’emozione, “duetta virtualmente” con l’amico di sempre cantando la sua “Vita”. Si aprono così le danze, con una sfilata interminabile di amici e colleghi di Lucio che si danno il cambio sul palco intonando le sue canzoni: c’è un Renato Zero con “L’anno che verrà” e l’inedito “Lu”, Mengoni con “Tu non mi basti mai”, Bocelli con “Malafemmena”, Samuele Bersani con “Canzone”, Pino Daniele con “Caruso”, e ancora Gigi D’Alessio con “Erotico stomp”, la Mannoia con “Cara”, i Negramaro con “Il cielo”, Mario Biondi con “Futura”. E ancora Ron, Luca Carboni, Gli Stadio, Pierdavide Carone, Ornella Vanoni, Chiara, Il Cile, Antonio Maggio. Ad onorare il cantante anche l’intera squadra del Bologna Calcio sul palco, con capitan Diamanti a indossare la maglia rossoblu dedicata a Dalla, tutti a cantare e a ballare sulle note di “Attenti al lupo”.

Insomma, un concertone che si fa grande festa per Lucio, dove non c’è spazio per le commemorazioni solenni, per la tristezza, per le dediche strappalacrime. Niente di tutto ciò perché Lucio era un genio che cantava la gioia di vivere: “Se Lucio fosse qui si divertirebbe un mondo – dice Curreri degli Stadio – Se ci vedesse riderebbe”. E proprio sulla scia di questo spirito anche Samuele Bersani, nel backstage, trova le parole per smorzare la polemica che aveva innescato dopo la scelta di inserire nella scaletta qualche brano non scritto da Dalla. “Sono stato frainteso, io parlo per amore, forse dovevo essere più democristiano, ma ho il cuore scemo, non c’è nessun rischio che questa serata diventi un Festivalbar – si spiega Bersani – C’è un clima molto bello, denso, un po’ tutti abbiamo l’impressione che Lucio debba sbucare fischiettando da un angolo della piazza”. Parole di affetto anche per il grande assente, Francesco De Gregori, amico di una vita di Dalla, che non se l’è sentita di salire sul palco: “anche io delle volte non mi sono sentito di andare a dei funerali o a delle feste – spiega Samuele ai cronisti – ognuno deve fare ciò che si sente”. Bando alle critiche sterili, quindi. Bologna, nella notte di questo 4 marzo, ha voluto regalare a noi e a Lucio solo musica e ricordi. E l’abbraccio di una Piazza Grande che così grande non si era mai vista.

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Marika Luongo

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