Belen nell’occhio del ciclone (again)

Dal sette aprile va in onda “Come Mi Vorrei”, dal lunedì al venerdì alle 17:25 su italia uno. La scaletta del programma è molto semplice: Belen sceglie una delle tante ragazze che le inviano videomessaggi contenenti richieste d’aiuto per migliorare il proprio aspetto esteriore, va a casa della fortunata, analizza il suo guardaroba e mette in chiaro i punti su cui bisogna lavorare. Con l’aiuto di una make-up artist, un parrucchiere e uno stylist la ragazza viene trasformata da “brutto anatroccolo” ad elegante cigno, acquistando così più fiducia in se stessa. Nulla che non sia stato già visto e forse è proprio per la poca originalità del format che gli ascolti non sono decollati. Belen infatti non è riuscita a rubare la scena alla d’Urso nel pomeriggio Mediaset. Eppure, nonostante il programma vada in onda da pochissimi giorni e ce ne siano molti simili per schema e scopo sul panorama televisivo, “Come Mi Vorrei” è stato aspramente criticato e si è persino aggiudicato una petizione per la sua chiusura.

Una ragazza di nome Camilla, indignata per i conenuti stereotipati e maschilisti della trasmissione, ha aperto sul sito change.org una raccolta di firme per la chiusura del programma. “Una ragazzina che guarda questo programma è portata a pensare che l’unico modo per poter avere un ragazzo ed essere accettata dagli altri, sia quello di cambiare radicalmente per aderire ad un’immagine stereotipata e falsa dettata da una società omologante. Sono una ragazza padovana di venti anni, frequento la facoltà di Scienze dell’ Educazione e della Formazione e il tema dell’educazione mi sta molto a cuore. Il pensiero che anche una sola ragazza possa recepire il messaggio proposto da questo programma mi inorridisce e per questo ho deciso di intervenire, seppur nel mio piccolo, con questa petizione.” Questa è una parte del testo della petizione on line creata da Camilla , che in pochi giorni ha raggiunto 20.000 firme.

Un format come questo è stato già visto, il concetto è molto simile, come dicevamo, a quello di “Ma Come ti Vesti?“, condotto da Enzo e Carla su Real Time, dove i due conduttori, con tanto di cassonetti per i capi ritenuti inadeguati, stravolgono completamente il look delle concorrenti proponendo mise molto eleganti inadeguate alla vita di tutti i giorni. In “Dire Fare Baciare“, sempre su Real Time, viene radicalmente cambiato l’aspetto delle ragazze che vi partecipano, facendole passare da un look molto stravagante e appariscente ad uno acqua e sapone. Eppure non c’è mai stata alcuna petizione per la chiusura di questi programmi, mentre “Come Mi Vorrei” ha creato tanto scalpore in così poco tempo. In ogni caso, se gli ascolti continueranno ad essere così tiepidi, sarà Mediaset stessa a decretare la chiusura del programma: la prima esperienza di Belen come conduttrice per il momento non ha preso la piega giusta. 

Twitter @amiraabdel13

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Amira Abdel Shahid Ahmed Ibrahim

Amira Abd El Shahid Ahmed Ibrahim è nata a Roma, nonostante il nome che sembra uscito da un documentario di Super Quark e il cognome così lungo da convincere il funzionario dell’anagrafe a cambiare mestiere il giorno in cui è venuta alla luce possano depistare circa il suo luogo di nascita. Nata sotto il segno dei pesci è una meticcia: metà del sangue che le scorre nelle vene è arabo. Condivide la sua dimora con due gatti grassi, predilige alla maggior parte delle persone i quadrupedi che non hanno il dono della parola, ma all’occorrenza si adatta a interagire con il genere umano. Dopo la cucina, arte nella quale si diletta spesso per rendere chi la circonda una persona più felice e formosa (perché grasso è bello o perlomeno simpatico) e l’arricciarsi i capelli, Amira ha anche degli hobbies che implicano l’uso del suo quoziente intellettivo come: leggere e scrivere. Due funzioni di elementare apprendimento che lei svolge con grande passione. Collabora con il quotidiano on-line Lineadiretta24 nella sezione Gossip e Tv dal novembre 2013. Caporedattrice della rubrica di viaggi dal 2016. Leggermente sindacalista dentro odia le ingiustizie che “affollano” il pianeta. Conta di cambiare il mondo un giorno, o di conquistarlo.

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