A cena da me, l’appetito vien guardando il preserale di La7

Quando l’ora di cena si avvicina e gli italiani iniziano ad armeggiare con pentole e padelle, cosa c’è di più appropriato che guardare un bel programma di cucina? Nonostante l’imbarazzo della scelta la cucina in tv è, spesso e volentieri, tutta uguale, e se di certi format ormai ne abbiamo piene le scatole (o le pentole) perché tendono a toglierci l’appetito, il nuovo preserale di La7 (in onda dal lunedì al venerdì alle 19,00 dal 23 maggio fino al 15 luglio) potrebbe farcelo ritornare.

Si chiama A cena da me, ed è la versione italiana di un format inglese, Come Dine With Me (che vanta 33 edizioni in patria), uno tra i dieci programmi più visti di sempre in Gran Bretagna, nonché una sorta di fenomeno di costume anche in altri 36 paesi (Sud Africa, Nord e Sud America, Spagna, Germania, Belgio, Nord Europa, Turchia, Grecia, Croazia, Israele, India …). Lo schema è quello del “social eating”, un fenomeno che in Italia risulta poco conosciuto ma che all’estero ha piantato radici piuttosto solide. Nonostante il palinsesto di La7 sia incentrato, come ben sappiamo, sull’informazione, il direttore di rete, Fabrizio Salini, spiega che questo programma “è un modo di movimentare il palinsesto, mescolare le carte e cercare un pubblico diverso che è tra gli obbiettivi che ci siamo prefissati”.

a cena da meOgni settimana vedremo sfidarsi cinque concorrenti, ognuno diverso dall’altro per età, professione e background. Uno alla volta inviteranno gli altri a casa propria per una cena completa e, ogni sera, gli ospiti dovranno dare un giudizio personale e con votazione segreta della serata appena trascorsa, tenendo conto della bontà del cibo, lo stile del padrone di casa e la sua capacità di intrattenere gli ospiti.

Solo il venerdì sera, quando tutti i concorrenti avranno aperto le loro case agli ospiti, si procederà alla premiazione del vincitore (500 euro). Il tutto annaffiato, oltre che dalle bottiglie di vino che i padroni di casa stapperanno ogni sera, da una voce narrante che commenterà per il pubblico a casa reazioni e frecciatine varie dei commensali. Insomma, una striscia seriale che si prefissa di agganciare il pubblico con una storia che va avanti per tutta la settimana: potrebbe piacere come potrebbe stancare.

Tuttavia, allo spettatore più attento e dalla memoria più lunga, questo format ricorda, e non certo vagamente, quel programma di Real Time del 2005 che, praticamente, possedeva la stessa struttura ossea. Stiamo parlando di Cortesie per gli Ospiti, una sorta di versione vip di A cena da me, dove tre esperti di cucina venivano invitati a casa dei concorrenti per valutare ospitalità, stile e menù: praticamente le stesse cose! Tuttavia, anche se questo preserale non è, a questo punto, un format originale al 100%, bisogna pur riconoscergli il merito di dare voce alle persone comuni, e non ai soliti esperti che troppo spesso, dietro lo schermo della nostra tv, puntano minacciosi il dito contro la nostra cucina casalinga, tentano di propinarci piatti dalla dubbia preparazione, cucinati con ingredienti irreperibili, e, soprattutto, dalle porzioni atte a sfamare una barbie di 30 centimetri invece che un essere umano!

a cena da me 2Dunque, accantonando Cortesie per gli ospiti, e tornando al ben più rassicurante A cena da me, possiamo dire che, senza ombra di dubbio, risulta un programma leggero, ironico e piacevole da seguire, soprattutto in una fascia preserale dove, più che rispondere alle domande di un quiz risulta di gran lunga più appropriato avere qualche spunto sul menù della sera. I protagonisti di questa settimana, Alessandra la casalinga (padrona di casa nella prima puntata con la mania dei cuori), Tullio l’architetto, Ilaria l’organizzatrice di eventi, Romano l’ingegnere e Francesca la psicoterapeuta, sono un gruppo ben assortito e agguerrito quanto basta per spingere il pubblico a chiedersi chi risulterà il miglior padrone di casa. Tra una sofisticata tartare di zucchine ed una più classica e casalinga pasta alla Norma, Alessandra (ed i suoi cuori) hanno realizzato un totale di 26 punti. E nonostante abbia appassionato solamente 223.000 spettatori (dunque l’1.33% di share), lodiamo l’iniziativa di La7 di svecchiare un palinsesto che appare decisamente po’ retrò stimolandoci finalmente l’appetito.

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Twitter: @Claudia78P 

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.