È tornata Zemanlandia: tra schemi, velocità e gol

Pescara-Genoa 5-0. Basterebbe leggere il risultato maturato ieri allo Stadio Adriatico per spiegare al meglio cosa abbia portato Zeman in soli due giorni a Pescara. Prima vittoria in Serie A, se escludiamo quella a tavolino con il Sassuolo. Cinque gol in una sola partita per una squadra che ne aveva segnati appena 22 in 24 partite. Nessuna rete al passivo per la seconda volta in stagione e dopo averne presi ben 55 da inizio campionato. Semplici numeri che però offrono una prima idea della svolta del boemo rispetto alla gestione di Massimo Oddo. Zemanlandia è tornata.

Alcune premesse d’obbligo però. Il Pescara difficilmente si salverà e la scelta di Zeman è chiaramente rivolta alla prossima stagione in Serie B. Iniziare a costruire una Zemanlandia 2.0, per ripetere le imprese di 5 anni fa con i nuovi Immobile-Insigne-Verratti. La seconda riguarda il passato. Massimo Oddo non è un incapace così come il boemo non è un mago. Serviva una scossa alla squadra e la prestazione in campo di ieri ne è l’espressione massima. I giocatori, ieri, erano liberi mentalmente e non avevano paura di giocare. Sentir parlare di “giocavano contro Oddo” è una delle cose peggiori si possa dire a un professionista. Nessuno gioca contro il proprio allenatore. Per un fatto di dignità, di rispetto ma anche per se stessi. Il valore del singolo si basa sul valore della squadra e perdere ogni domenica, prendendo una serie di “imbarcate”, farebbe abbassare il valore e la percezione di forza anche di Cristiano Ronaldo. Ma è indubbio che il Pescara visto contro il Torino e contro la Lazio non è lo stesso di ieri pomeriggio. Anche il presidente Sebastiani lo sa, come ammesso questa mattina dopo i 5 gol al Genoa: “Quando abbiamo esonerato Oddo sono stato massacrato, adesso mi diranno che bisognava prendere prima la decisione. Nessun rimpianto, andiamo avanti e vediamo cosa succederà nelle prossime gare. Però vedendo la gara ho notato un atteggiamento diverso”.

Scossa mentale e qualche aggiustamento tattico di Zeman. Ecco la ricetta che ieri ha permesso al Pescara di battere il Genoa. Pochi accorgimenti che hanno fatto tutta la differenza del mondo. I primi due gol sono lì a dimostrarlo. E più il Pescara giocava bene e più i giocatori avevano voglia di dimostrarlo. Il gol di Cerri e Caprari sono tanto semplici quanto esplicativi dell’idea di calcio del boemo. Attenzione delle punte alla linea difensiva avversaria, sempre al limite del fuorigioco. Palla dietro e palla avanti con il centrocampista e taglio laterale delle due ali. Il Pescara ieri ha segnato solo così. Basta guardare gli highlights. A fine gara però Zeman ha subito spento gli entusiasmi, facendo tornare per un attimo sulla terra i tifosi: “Posso solo ringraziare i ragazzi perché con tre allenamenti non abbiamo fatto molto ma hanno fatto vedere che se si impegnano e se rimangono concentrati possiamo fare bene: abbiamo rotto l’incantesimo. Il mio merito sui gol? Quello su calcio d’angolo l’abbiamo provato una volta sola … Erano anni che lo provavo e non avevamo mai segnato“. “Sono contento per i ragazzi, basta che non pensino che è finita – aggiunge – Io ho dato solo una piccola base, ma da domani si comincerà a lavorare sul serio, anche coi gradoni … La squadra non l’ho trovata benissimo fisicamente”. Più che mani avanti è una constatazione della realtà. Se il Pescara aveva fatto nove punti in 24 gare un motivo c’era. Zemanlandia potrebbe iniziare anche in questa stagione, magari offrendo “spot” delle prestazioni belle e divertenti. Ma l’obiettivo è la prossima stagione, per tornare a incantare e divertire tutto il calcio.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.