Wozniacki Maestra, Federer Profeta

Caroline Wozniacki si conferma la migliore della settimana a Singapore e batte in due set Venus Williams con brivido finale. Halep chiude il 2017 da n1. Federer conquista l’ottavo titolo nella sua Basilea rimontando Del Potro. Tsonga sconfitto a Vienna da Pouille, Carreno resta ottavo. Oggi inizia Bercy.

A volte si verifica nel tennis uno strano meccanismo. Avviene che un giocatore si ritrovi all’alba della propria carriera, ai vertici delle classifiche mondiali sfruttando al meglio un gioco lineare, che attraversi poi un lungo periodo di crisi durante il quale le sue certezze iniziano a venire meno e che ne esca, almeno in parte, arricchendo il proprio tennis. Questa fase è di solito più breve e povera di soddisfazioni, tuttavia noi spettatori assistiamo a un gioco più vario e gradevole da parte di chi magari in precedenza era stato piuttosto noioso. Hewitt, Moya … ora è il turno della Wozniacki.

La danese era stata numero 1 del mondo nel 2010-2011 senza conquistare Slam, era tornata in finale agli US Open nel 2014 ma in seguito fra problemi fisici e crisi di fiducia era sparita dai radar. Quest’anno è tornata a esprimersi con regolarità, tanti piazzamenti le hanno consentito di risalire in classifica fino alla qualificazione al Masters, la seconda degli ultimi sei anni. La Carolina vista a Singapore è stata una giocatrice quasi irriconoscibile. Solida sì, tanto da rinverdire lo storico nomignolo di Wall-zniacki, capace di correre da ogni lato del campo e recuperare tutto, ma anche pronta a chiudere il punto con uno due colpi, ottima al servizio, in grado persino di proiettarsi a rete. Ha dominato Svitolina e Halep per poi accusare un calo con Garcia. Il primo set della sua semifinale con Pliskova è stato un tornado di emozioni, sei set point a testa e Wozniacki in grado di cancellare dalla mente la rimonta subìta da 6-1 nel tie break. Sua avversaria in finale, l’eterna Venus Williams, giunta quest’anno all’ultimo atto sia in Australia che a Wimbledon.

I primi nove games della partita di ieri sono stati un autentico spot per il tennis femminile. Ritmi e livello altissimo, il rovescio dell’americana e il dritto della danese particolarmente ispirati. Sul 4-3 in suo favore la Wozniacki ha convertito una palla break al termine di un lungo stupendo scambio di dritti, ma Williams ha replicato nel game seguente con quattro consecutivi vincenti di rovescio. È stato il dritto a tradire Venus nel momento culminante, i primi significativi errori di un parziale altrimenti quasi immacolato hanno consegnato alla sua avversaria il 6-4. Qui l’americana è parsa accusare. Ha perso il servizio, un altro gratuito di dritto ha vanificato il controbreak, si è trovata in un amen sotto 0-5. Finita? Macchè. La Williams è risalita 3-5 e un cross stretto di dritto le ha dato il break del 4-5. Il successo più importante della sua carriera sembrava tornare in discussione, ma Wozniacki ha mantenuto concentrazione in risposta e un passante di rovescio le ha dato il 6-4 6-4. È una seconda carriera che potrebbe darle ancora soddisfazioni, specie sul cemento, se manterrà questa intensità di gioco, ha solo 27 anni. Il 2017 intanto premia la sua versione attuale, la Halep chiude n1 senza vittorie di livello.

Molto più attesa ma assai meno bella la finale di Basilea fra Federer e Del Potro. Lo svizzero aveva dato segnali contrastanti in settimana, male con Mannarino, bene con Goffin, l’argentino stanco ma determinato a colmare il gap che lo separa dalla qualificazione a Londra. Nel primo set Federer è andato due volte avanti di un break, ha servito sul 5-4, è andato 3-0 nel tie break ma ha perso 5-7. La battuta non è stata un fattore ma lo svizzero ha faticato molto più del suo avversario a convertire le opportunità. Del Potro è stato bravo soprattutto nel lungo scambio del sesto punto del tie break, deciso da un suo perfetto lob che ha girato di fatto le sorti dell’intera frazione. Gli errori continuavano a essere più numerosi dei vincenti anche nel secondo, abbiamo visto Federer fallire facili volée o addirittura commettere tre doppi falli in uno stesso game. Il suo dritto tuttavia tornava a essere un fattore, lo svizzero piazzava il break sul 5-4 del secondo e una risposta di rovescio lo portava sul 3-1 nel terzo. Da lì in poi la gara dello svizzero era in discesa, malgrado i sette anni in meno sembrava Del Potro il più provato, e, tolto un piccolo spavento sul 4-2 0-30, Federer arrivava fino al 6-3. È l’ottavo titolo nell’Arena che dal prossimo anno porterà il suo nome, il settimo dell’anno. Ha annunciato il ritiro da Bercy per preparare meglio il Masters, a Nadal basterà vincere un incontro in Francia per avere la certezza di chiudere la stagione da n1. Al di là però di che dice la classifica, con due Slam a testa il titolo di giocatore dell’anno si assegnerà a Londra.

Alla sconfitta di Del Potro a Londra si aggiunge quella di Tsonga a Vienna con Pouille, per uno scenario londinese che vede Cilic e Dimitrov qualificati, Goffin vicino a esserlo e cinque giocatori a caccia dell’ultimo posto, al momento occupato da Carreno. A Bercy lo spagnolo potrebbe incontrare in ottavi Querrey, suo più immediato inseguitore. In caso di sconfitta, Carreno sarà scavalcato dall’americano, mentre per avere chance Del Potro, Tsonga e Anderson dovrebbero raggiungere almeno le semifinali, ma solo con il trofeo in mano sarebbero certi di entrare. Da qui a sei giorni sapremo.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno