Wimbledon: triarchia maschile, anarchia femminile

La prima settimana di Wimbledon conferma le tendenze espresse dai due circuiti. Marcia regolare di Federer e Nadal, progressi da Djokovic. Eliminazione Cilic unica sorpresa, brillano i grandi battitori. Fuori tutte le top ten nel femminile, favorita è l’eterna Serena Williams che oggi sul Centrale affronta la Giorgi, al primo quarto mayor in carriera.

49 Slam vinti negli ultimi 60. Questo dato spiega meglio di tutti la portata dell’impatto che negli ultimi tre lustri hanno avuto sul tennis Federer, Nadal e Djokovic. Vi sono stati in passato domini accentuati da parte di uno o più giocatori, mai però tale supremazia si è sviluppata in un così lungo periodo. Malgrado varie vicissitudini fisiche, nel 2018 siamo ancora qui a parlare di queste tre leggende come dei favoriti anche in questa edizione di Wimbledon.

Come lo scorso anno, Federer ha gestito le sue energie, ha saltato la stagione sulla terra e disputato due tornei in preparazione sul verde. È ai quarti senza aver perduto un set ed essere mai stato impegnato. Struff e Mannarino sono arrivati con lui a 5 games in un parziale, ma per lo svizzero è stata una sorta di allenamento in vista di prove più impegnative. La prima potrebbe essere Anderson che in quattro set lottati e tre tie break vinti ha piegato Monflis.

Nadal ha perduto gli stessi games di Roger, 36, ma il suo percorso immacolato era assai meno scontato, considerando le difficoltà che ha attraversato sull’erba nelle ultime sei stagioni, specie nella prima settimana quando i campi sono più veloci. Rafa è stato bravo a tenere a bada avversari diversi fra loro quali Kukushkin, il giovane De Minaur e Vesely, autore al terzo turno dell’eliminazione di Fognini. Ora Nadal dovrebbe trovare in quarti Del Potro ma non è ancora detto, poiché il match dell’argentino con Simon è stato sospeso ieri per oscurità sul punteggio di 2 set a 1. Se anche il pronostico dovesse essere rispettato, Rafa avrà comunque il grande vantaggio di affrontare un avversario che non avrà giorno di riposo e anche in caso di successo oggi, Del Potro rischierà di pagare gli sforzi profusi contro uno dei tennisti più coriacei del circuito.

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Fra Indian Wells e Madrid, Djokovic sembrava aver toccato il punto più basso del suo percorso di rinascita. Salute e condizione sono tornati pian piano e il serbo si è presentato a Wimbledon con una rinnovata fiducia. A differenza degli storici rivali ha perduto un set, il primo in 3° turno con Edmund, lamentatosi di un pubblico londinese insolitamente rumoroso e scorretto. Ieri sera ha superato due ostacoli, Khachanov e l’oscurità, visto che il suo match di ottavi è iniziato tardi. Ora affronta Nishikori, mai così a suo agio sui prati. Era quello il settore di Zverev ma il tedesco ha confermato l’idiosincrasia per gli Slam. Stavolta ha perduto dal redivivo Gulbis, che partito dalle quali ha riportato alla memoria le gesta da lui compiute durante i migliori momenti della sua carriera da incompiuto. Prima di incontrare e battere il lettone in ottavi, complice anche una caduta nel tie break del terzo, Nishikori ha avuto facilmente ragione di Kyrgios. L’australiano si presenta da anni a Wimbledon quale outsider di lusso salvo poi deludere. Continuiamo ad attendere due sue settimane di luna dritta.

Finalista lo scorso anno e vincitore del Queen’s, Cilic era un nome spesso presente nei pronostici. Il croato è invece inopinatamente caduto al 2° turno con Pella. Un match interrotto per pioggia mercoledì con Cilic comodamente avanti 2 set a 0 prima del ribaltone del giorno seguente. Nel lato suo c’era anche Dimitrov, che ha perduto subito da Wawrinka, a sua volta sconfitto dal bravissimo Fabbiano. Il pugliese ha profittato della condizione ancora incerta di Svizzera 2 per raggiungere il 3° turno, dove è stato stoppato da Tsitsipas. Il talento greco ha pagato in ottavi la maggiore esperienza di Isner nei tie break. Domani l’americano affronterà Raonic, finalista 2016, una sfida fra i due più forti battitori di questi anni.

I pronostici nel femminile sono esercizio futile. Nessuna top 10 è presente ai quarti ma scorrendo l’elenco delle ragazze rimaste in gara non si scorre un’autentica sorpresa e ciò la dice lunga su quanto variegato sia il raggio delle contendenti. Favorita dei boomakers era Kvitova, che ha perso 6-0 al terzo all’esordio da Sasnovich. La campionessa uscente Muguruza ha resistito un turno in più, 1-6 alla distanza con Van Uytvanck. Stephens e Svitolina hanno pure ceduto subito, Wozniacki ha pagato l’attitudine erbivora di Makarova, Venus l’età contro Bertens, che in ottavi ha messo fuori anche Pliskova, mentre Keys è stata fermata da Rodina. La n.1 Halep ha perso 7-5 al terzo da Hsieh, ha deluso ancora Sharapova, rimontata al 1° turno da Diatchenko.

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In questa sarabanda resiste Serena Williams, che malgrado età, acciacchi, conseguenze della gravidanza e problemi di peso resta la favorita, altro modo di spiegare la crisi della WTA. La leggenda americana è passata da un impegnativo incontro con Mladenovic e oggi affronta la Giorgi. A 26 anni Camila ha finalmente raggiunto un traguardo di prestigio a livello Slam e non vuole certo fermarsi, consapevole delle sue doti. Con Sevastova e Makarova le sue partite migliori, Siniakova l’ha condotta al limite, costringendola ad annullare match point. Comunque vada, incoscienza o consapevolezza che sia, con Serena non abbasserà lo sguardo. Chi vince avrà Bertens o Georges, la tedesca capace in questo Wimbledon di scagliare più aces di chiunque altra. Nella parte alta Ostapenko affronta da favorita Cibulkova. Kasaktina-Kerber è forse il quarto più interessante: la talentuosa russa contro l’esperta tedesca.

Fra iscritti di diritto, qualificati e ripescati, c’erano parecchi azzurri nel tabellone e nel complesso questo Wimbledon, malgrado l’assenza di un exploit alla Cecchinato, ha confermato il discreto momento del tennis maschile italiano. Detto di Fognini e Fabbiano, i veterani Seppi, Bolelli e Lorenzi hanno vinto una partita come pure Berrettini. Il nostro miglior giovane ha rimontato Sock per essere eliminato da Simon. Resta preoccupante il vuoto nel femminile alle spalle della Giorgi, ma il suo gran torneo ci consente come a Parigi di avere un rappresentante italiano ai massimi livelli.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno