Wimbledon: fuori Nadal, Kvitova e l’Italia

Tempo di bilanci nella domenica di mezzo dei Championships. Sorprese relative nel tabellone maschile, dove i favoriti avanzano mentre Nadal è già a casa. Parecchi sconvolgimenti nel femminile, eliminata la detentrice, Serena ha rischiato grosso. Domani tutti gli ottavi, con il derby Williams.

Da quattro anni Nadal non fa che collezionare delusioni a Wimbledon. Sconfitte premature, tutte con giocatori non compresi fra i primi cento, ma dotati di servizi potenti e di schemi adatti alla superficie. Giovedì è stata gloria per Brown, folkloristico giamaicano-tedesco che lo aveva già battuto nel 2014 ad Halle. A 29 anni e con l’usura evidente sarà dura per il maiorchino riproporsi ai suoi livelli, ancor di più fuori dalla terra, dove tornerà da subito per recuperare punti e fiducia.

Nel femminile, Serena Williams resta in caccia del Grand Slam, ma ha rischiato grosso contro la Watson. La britannica si è trovata 3-0 e servizio e poi 5-4 nel set decisivo, esaltando il pubblico. Malgrado la giornata no, la n.1 si è scossa quando contava conquistando i tre games decisivi. Passata la paura, ora la strada è più libera, considerato l’assurdo scivolone della Kvitova, seconda favorita. La detentrice era avanti un set e 4-2 contro la Jankovic quando come troppo spesso le accade si è spenta la luce. La formichina serba ha iniziato a non sbagliare più ribaltando la situazione. Ancora bocciata la Lisicki, che per caratteristiche tecniche avrebbe tutto per alzare il trofeo. Sua carnefice è stata la Bacsinzki, rivelazione dell’anno. Confermato il momento disastroso di Ivanovic, Halep e Bouchard.

Wimbledon per gli italiani è già finito. Il migliore è stato Seppi che ha superato due turni e ceduto a Murray togliendogli un set. Lo scozzese ha perduto la battuta in apertura di quarto, poi dopo uno strategico MTO – ormai è tanato – ha infilato sei giochi. Al terzo turno anche la Giorgi, ma il suo 2-6 2-6 con la Wozniacki è stato una delusione, considerati i precedenti. Confermati il declino della Vinci e temo anche della Pennetta e l’idiosincrasia all’erba della Errani. Bolelli ha mancato un’occasione, tali sono i cinque set giocati con Nishikori che il giorno dopo si è ritirato. Ancor più grande la chance fallita da Fognini. Pospisil serve bene ma non era imbattibile, superandolo ci sarebbe stato Ward al 3° turno e Troicki in ottavi. Come per Sara, l’erba non è per Fabio, ma due partite vinte nei primi tre Slam per uno con il suo tennis sono un peccato.
Oggi come da tradizione, in campo gli ottavi di entrambi i tabelloni.

Tra gli uomini, dall’alto, Djokovic affronta Anderson, per dar seguito alle buone sensazioni lasciate sinora. Poi Nole affronterà Cilic, che non dovrebbe avere problemi con Kudla. Nel terzo spot, Wawrinka favorito su Goffin, per trovare il vincente di Gasquet-Kyrgios, rivincita dello scorso anno con l’aussie allora capace di annullare 9 match point al tremolante transalpino. Non banale il percorso di entrambi, hanno estromesso due semifinalisti uscenti. Nick ha rimontato Raonic, debilitato dopo l’operazione che gli ha fatto saltare il Roland Garros. Richard ha dato 3 set a 0 a Dimitrov, altra delusione per il bulgaro, si teme che possa ripercorrere la parabola proprio di Gasquet anzichè come auspicato dagli esteti, di Federer.

Roger presidia la parte bassa e giocherà con Bautista Agut per poi trovare Berdych, se il ceco riuscirà a sfuggire alla morsa di Simon. Malgrado il servizio di Karlovic, la strada sembra aperta per Murray, che dopo il croato avrebbe Pospisil o Troicki.
Tra le donne, domina la scena il match Serena-Venus. Chi ne esce avrà Azarenka o la giovane Bencic. Sharapova favorita per andare in semifinale, ma la Safarova, eventuale avversaria in quarti, l’ha battuta a Parigi. Sotto è lotta aperta, le attitudini direbbero Radwanska, che sta tentando di alzare la testa dopo sei mesi pessimi, la freschezza suggerirebbe Muguruza o Keys, pronte al salto di livello, la forma parla per la Bacsinsky. Infine ci sono le due storiche “difenditrici” Wozniacki e Jankovic, anche se la Kvitova deve ancora spiegarci come mai la serba si trovi qui.

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michele sarno