Wimbledon al via, Djokovic favorito

 

L’unico ad esserci sempre, specie quando la posta in palio è così appetitosa, è Novak Djokovic, all’inseguimento del secondo Wimbledon in carriera. Il numero 1 al mondo stavolta nelle due settimane di preparazione allo Slam londinese ha preferito allenarsi per conto suo, non giocando i piccoli tornei “di preparazione”. Anche se – ha polemizzato – « due settimane sono poche per abituarsi all’erba ». Ma, chissà, comunque la strategia potrebbe pagare, visto che il sorteggio gli ha spianato la strada verso la finale. Gli altri tre “fab four” infatti si scorneranno nella parte bassa del tabellone. Mentre a Djoko potrà capitare, al limite, di perdere qualche set contro Gasquet, Haas o Berdych (o l’outsider Del Potro, che però sull’erba non ha mai brillato granché).

Ma se si parla di Wimbledon, l’obbligo è puntare i riflettori su Roger Federer, storico dominatore in fatto di tennis giocato (la sublimitas dello stile Federer si esalta sull’erba), e storico dominatore in fatto di numeri. Lo svizzero infatti è a quota sette trofei, come Sampras. E superare l’idolo statunitense è probabilmente una delle ultime motivazioni forti del maestro di Basilea (non che non ne abbia altrove, ma forse sono anch’esse soggette al decadimento fisiologico post-30). Per Federer, però, questo ha tutta l’aria di essere lo Slam più difficile della carriera. Ai quarti, infatti, incontrerà molto probabilmente Rafa Nadal (che qui l’ha battuto – in canotta – nell’epica finale del 2008), e se riuscirà a superare il maiorchino dovrà vedersela con Andy Murray, che qui è ancora alla caccia del primo, storico successo. Storico per tutta una nazione, perché un britannico non vince Wimbledon dal 1936 (Fred Perry). L’unico scoglio di una certa consistenza, per lo scozzese, sarà Tsonga, bravo sull’erba ma tremendamente incostante..{ads1}Pronostici a parte, che in fondo in fondo lasciano sempre il tempo che trovano, oggi si comincia. E come consuetudine a calcare per primo l’erba del Centrale sarà il vincitore uscente. Quindi Federer affronterà il rumeno Hanescu, mentre Murray (l’altro finalista dello scorso anno) se la vedrà con Benjamin Becker. A seguire, Nadal contro il belga Darcis e Tsonga contro Goffin. Ma se volete un consiglio, guardatevi la sfida tra l’ex numero 1 Hewitt e il numero 10 del seeding Wawrinka. In altre zone del globo, in altri tornei, varrebbe una finale.

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Mauro Del Prete

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