Virtus Roma, un cuore grande così

Gli ospiti, già carnefici di Sassari nei quarti di finale, partono subito forte e spaventano il Palatiziano, chiudendo avanti il primo quarto 16-20. Anche nel secondo quarto con i canestri di Tyus e Leunen la musica non cambia, e gli uomini di Trinchieri vanno al riposo con un significativo più dodici (30-42).

La ripresa, se possibile, comincia ancora peggio per la Virtus, sterile in attacco e facilmente perforabile in difesa. Quando Pietro Aradori (ex di turno) segna il più diciannove a metà terzo quarto l’epilogo sembra scontato.

Cantù però non aveva fatto ancora i conti con il grandissimo cuore dei ragazzi di coach Calvani, che finalmente iniziano a giocare la loro pallacanestro. Il coach propone un quintetto piccolo, con Goss, Bailey, D’Ercole, Datome e Lorant, esperimento che sin da subito produce i suoi frutti. Il terzo quarto infatti termina con Roma che ricuce sino al meno dodici.

Il quarto quarto poi, si sa, è quello dove escono fuori i campioni. Dicitura che calza a pennello per Gigi Datome, capitano della Virtus e mvp del campionato, che con giocate da dominatore assoluto sia nella metà campo offensiva che in quella difensiva trascina in breve tempo la Virtus a meno due (saranno 23 i suoi punti a fine gara). Negli ultimi secondi l’imprecisione di Tyus alla lunetta regala addirittura la possibilità del sorpasso alla Virtus, ma anche Taylor e Lawal producono in due un misero ¼ dalla “linea della carità”. Si va dunque all’overtime.

Roma riesce a mettere la testa avanti, ma sul 71-69 una bomba di Mazzarino gela il pubblico del Palatiziano. La gioia ospite è comunque di breve durata, dall’altra parte Phil Goss spara una contro-bomba da otto metri abbondanti riportando avanti la Virtus.

Negli ultimi secondi Cantù tenta il tutto per tutto cercando il fallo sistematico su Lawal (0/5 dalla lunetta fino a quel momento), ma il centro americano, autore di giocate decisive, è freddissimo nel segnare i liberi che tengono Cantù a distanza e regalano a Roma un successo preziosissimo.

Bellissima l’esplosione di gioia del Palatiziano, con l’invasione di campo finale a testimoniare quanto la tifoseria sia attaccata alla squadra e abbia voglia di spingerla sempre più in alto. Occhio comunque a sottovalutare Cantù, squadra solida e capace già di rimontare un 2-0 a Sassari. Con questa Virtus però sognare in grande è davvero possibile.

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Alessandro Paparella

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