Verstappen e Whiting falsano il mondiale di Formula 1

VERSTAPPEN E WHITING, MONDIALE FALSATO – Ci sono stagioni che si decidono sul filo dei millesimi, su un sorpasso, su una singola gara. Basta un episodio a indirizzare un intero anno di sforzi e lavoro. Quanto successo nel GP di Singapore è stato, con tutta probabilità, l’evento che ha definitivamente deciso una delle più belle lotte mondiali dell’ultimo decennio. Come per ogni evento sportivo c’è chi parlerà di sfortuna, di casualità, di “incidente di gara”, ma quanto andato in scena allo Street Circuit è stato molto, molto di più.

Questa storia ha due protagonisti annunciati, Hamilton, leader del mondiale e il suo rivale Sebastian Vettel. Purtroppo, invece di lasciare che questi due piloti risolvessero in pista la loro rivalità, altri due protagonisti hanno deciso di prendersi la scena, entrando a gamba tesa sul risultato finale di una lotta all’ultimo sangue. Il primo protagonista è il Signor Charlie Whiting. Questo dirigente sportivo, sulla cui nazionalità britannica come uno dei piloti coinvolti nella lotta per il titolo e come parte di una delle due scuderie, vogliamo sorvolare, è il direttore di corsa, il delegato alla sicurezza, lo starter permanente e capo del dipartimento tecnico della FIA nelle gare di Formula 1.

Praticamente è come se l’arbitro della finale di Coppa del mondo tra Italia e Inghilterra fosse inglese e già questo paventerebbe un alone di conflitto di interessi, ma sorvoliamo. In quanto delegato alla sicurezza il suo compito è quello di decidere quando e come una gara diventa troppo rischiosa per essere corsa in modo normale. Bene, dopo una stagione corsa sempre all’insegna del “safe first” ovvero riducendo al minimo ogni possibilità di rischio per i piloti in pista, usando e abusando di ogni mezzo lecito per ridurre lo spettacolo e aumentare la sicurezza generale, oggi questo signore ha deciso che su un circuito cittadino praticamente privo di vie di fuga, dove l’entrata della Safety Car è un evento capitato il 100% di volte negli ultimi 6 anni, l’abbondante pioggia caduta non rappresentasse un rischio tale da decidere di far provare la pista al gruppo dietro la stessa Safety, congelando di fatto una situazione estremamente positiva per la Ferrari ed estremamente negativa per le Mercedes. Risultato? Al via ecco subito un serio incidente che poteva costare moltissimo in termini di incolumità dei piloti e ingresso immediato della Safery Car. Dunque, se c’era un rischio ed è stato volutamente ignorato, questo signore si dovrebbe dimettere oggi stesso, in quanto ha dimostrato di non essere in grado di poter badare all’incolumità dei piloti.

VERSTAPPEN, QUANDO IL TALENTO NON BASTA – Il secondo protagonista di questa vicenda è Max Verstappen. Il buon Max è stato dipinto come una specie di fenomeno della Formula 1. Un figlio d’arte con il talento di Senna e un’età per la quale il futuro sarebbe stato il suo terreno di caccia. Questa stagione ha messo a nudo tutti i limiti di un ragazzino che al talento non riesce a unire la testa. Un bambino che pensa basti andare più forte di tutti per essere il più forte. Questo atteggiamento di strafottenza e boria giovanile lo ha portato a ritirarsi domenica dopo domenica, a compromettere le sue gare e quelle dei malcapitati che hanno avuto la sfortuna di trovarsi accanto a lui. Chiedere a Ricciardo.

Oggi la follia che si è sviluppata in partenza ha messo ancor più a nudo i suoi limiti di pilota. Analizzeremo la partenza da tutte e tre le macchine di testa coinvolte al via, provando a dare la nostra interpretazione a quanto accaduto in pista. Pazienza se i giudici decideranno in modo diverso, non sarebbe la prima volta che i commissari decidono in un modo incomprensibile ai più. Vettel parte in pole, lo spunto non è eccezionale ma tiene il vantaggio sul pilota della Red Bull, decide allora di spostarsi verso il lato sinistro della pista, chiudendo la traiettoria al rivale. Manovra assolutamente lecita, in termini di regolamento, in quanto primo e unico spostamento del leader della corsa, al quale sarebbe vietato, al limite, cambiare traiettoria nuovamente. Verstappen, che in un primo momento si sposta verso la sua destra, quando si accorge delle intenzioni di Vettel cambia traiettoria allargandosi sulla sinistra, dove avviene il fattaccio. Raikkonen, infatti, partito quarto, trova uno spunto eccezionale e semplicemente scegliendo il lato sinistro della pista, verso il muretto dei box, sorpassa nettamente Verstappen, mettendo oltre metà della sua Ferrari davanti al pilota che era secondo.

Ora, analizzando le immagini, sembra evidente come Verstappen non si renda nemmeno conto di avere Kimi a fianco, e nel tentativo di allargarsi colpisce con la sua anteriore sinistra la posteriore destra del Finlandese, che si intraversa e colpisce il compagno di squadra. Risultato: tutti e tre fuori e gara finita. Hamilton, come per incanto, si trova primo e porta a casa un successo che ha del miracoloso per come si erano messe le cose. Per quanto si è visto Vettel non sembrerebbe avere colpa, perché era libero di scegliere la sua traiettoria e Raikkonen non sembra averne perché procede fondamentalmente dritto, senza intralciare nessuno. Resta da capire se Verstappen avrebbe potuto fare qualcosa per evitare l’impatto o sia stato semplicemente preso “in mezzo” dalle due Ferrari, declassando il tutto a semplice “incidente di gara“. Quello che mi sento di dire, ed è un parere assolutamente personale, è che nel momento in cui ti rendi conto che un tuo avversario ti ha sorpassato a sinistra, e l’avversario davanti ti ha chiuso la traiettoria, non resta che alzare il piede. Bisogna frenare e accodarsi, accettando di aver perso una posizione e restando in gara. Così fanno i piloti quando si creano le bagarre a centro pista e così doveva fare Max che, dal canto suo, sembra assolutamente incapace di fare mai una scelta oculata e sensata, obbligando tutti coloro che gli gravitano attorno a dover soppesare ogni manovra tenendo anche conto della sua irruenza.

C’è anche una colpa della Ferrari dunque? La risposta è sì e no. Sì, perché quando hai a che fare con Verstappen devi sempre aspettarti il peggio e probabilmente sarebbe servita una partenza meno rischiosa da parte di Raikkonen. No, perché un pilota non può essere cedevole o arrendevole solo perché il rivale è un ragazzino borioso che pensa di stare all’autoscontro. Kimi lo ha passato in modo regolare, così come Vettel lo ha chiuso in modo altrettanto regolare, stava a lui capire la situazione e fare un passo indietro. Non gli si può regalare la posizione solo perché è avventato. Oggi, alla fine, festeggiano unicamente la Mercedes ed Hamilton che hanno definitivamente messo una pietra tombale su Mondiale costruttori e una seria ipoteca su quello piloti. Grazie Charlie e grazie Max per averci tolto l’emozione di seguire una delle più belle lotte degli ultimi anni, non ci dimenticheremo di voi.

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.